Produzione musicale con Linux

Con questa guida impareremo l’intero processo di produzione musicale usando solo software libero, su Linux.

Produzione audio professionale con Linux

Introduzione

Sono sempre di più nel mondo i musicisti che scelgono i sistemi liberi per produrre la propria musica. Oltre a questioni di carattere puramente etico o filosofico, il software libero ha tre grandi vantaggi pratici:
– molto spesso è gratis. Non lo è sempre, ma soprattutto per il singolo utente privato nella stragrande maggioranza dei casi l’open source musicale è davvero software “free”, sia nel senso di “libero” sia nel senso di “gratis”. In particolare, in questa guida userò solo software gratis, quasi sempre anche libero.
– è trasparente e di tua proprietà: puoi sempre sapere che fine fanno i tuoi dati quando finiscono nei programmi liberi, e quello che produci rimane tuo. Nei programmi proprietari invece, anche se gratis, devi sempre sottoscrivere un contrattino per cui ti impegni a non voler sapere che fine fanno i tuoi dati. E soprattutto: la musica che produci con quei programmi commerciali è regolata dalla licenza dello specifico programma che usi. Potrebbe benissimo accadere che se poi la vuoi vendere o eseguire dal vivo, dovrai scendere a patti con i detentori dei diritti del programma che hai acquistato… Col software libero, nulla di tutto questo!
– non essendoci un’unica grossa suite commerciale che fa tutto, ma un insieme di piccole applicazioni ognuna che fa bene il suo mestiere che poi vengono sincronizzate con un ulteriore programma (l’open source offre la possibilità infatti di avere protocolli standard così che tutte le applicazioni possano comunicare agevolmente fra loro senza problemi di formati proprietari, conversioni e brevetti), se dapprima ci si può trovare un po’ disorientati ben presto si capisce che è come essere in una vera sala di registrazione, con migliaia di macchine, strumenti e cavi, tutti da attaccare a piacimento e da sincronizzare con una patch-bay. Insomma, molta più libertà di metodo e modularità.
La musica su GNU/Linux non è più a livello amatoriale: oggi sono molti gli studi di registrazione professionale che si appoggiano su GNU/Linux. Solo in Italia eccone alcuni:
Sonic Studio (Firenze)
T.rex Recording Studio (Milano)
Centogradincantina (Sersale, in Calabria, qui la pagina Facebook di Centogradincantina)
Flyingstudio (Roma)

Contatti, risorse, requisiti minimi

Questa guida dà per scontato che:
1- Stiate usando Xubuntu 18.04 e che abbiate seguito questa guida. Non dovrebbero esserci grossi problemi e differenze con le altre derivate da Ubuntu, ma non l’ho testato quindi… non so.
2- che la vostra scheda sonora sia perfettamente supportata da Linux e funzionante. Io ho potuto testare questa guida su una vecchissima SBLive! che però ho smontato perché davvero troppo vetusta, una classica HD Intel montata di serie ormai su quasi tutti i PC del mondo, e su una Focusrite Scarlett 2i2, la scheda (USB) che uso al momento.
3- che la vostra scheda sonora non sia scarsa. Qui si registra con un minimo di professionalità: le schedine integrate come la HD Intel di cui scrivevo prima, o quelle fatte solo per l’ascolto o i videogame, hanno dei circuiti di registrazione pessimi, adatti giustamente soltanto per catturare un po’ di audio dal microfono per le chat o il gaming online, ma non certo per registrare con un minimo di decenza e poca latenza la voce da un buon microfono o da uno strumento
3- Che il vostro sistema sia sufficientemente potente per gestire i software di registrazione e gli effetti. Un dual-core come CPU è il minimo, per intenderci. E almeno un giga di RAM ovviamente.
Non do supporto tecnico privatamente (email, FaceBook, social network eccetera) perché Linux è basato sulla condivisione della conoscenza e quindi è giusto chiedere e rispondere tutti insieme, nella comunità, in modo che tutti ne giovino.
Oltretutto, io non ho la possibilità di provare schede varie, quindi per schede particolari io non ho proprio la possibilità materiale di rispondervi.
Quindi se volete salutarmi, ringraziarmi, insultarmi eccetera, insomma per ogni cosa che volete dirmi che non c’entri con le questioni tecniche di questa guida, andate pure nella pagina dei contatti.
Invece per le questioni tecniche ecco dove chiedere e dove trovare risorse interessanti:
Ubuntu-it Forum – Multimedia: Sezione multimedia del forum italiano di Ubuntu, la sezione più adatta per fare domande su singoli software di questa guida.
Ubuntu-it Forum – Hardware: Sezione specifica del forum italiano di Ubuntu, la sezione più adatta per far domande sulla propria scheda sonora se essa non sembra essere così compatibile come dichiarato sulla confezione o su altri siti, articoli e forum.
Ubuntu-it Forum – Consigli per gli acquisti: Qui potete chiedere quale scheda comprare nel caso non ne abbiate una buona o compatibile con Linux. In particolare, seguite questo thread per segnalare una scheda completamente compatibile o per leggere quali sono sicuramente compatibili al 100%. Inoltre c’è la pagina ufficiale di ALSA per controllare la compatibilità delle schede interne e USB, e quella di Ffado per controllare la compatibilità delle schede firewire.
Qui invece trovate varie risorse per approfondire e ampliare i temi trattati in questa guida:
Martjan Planet: Un ottimo blog italiano dedicato alle tematiche trattate in questa guida.
Homestudio Italia: Forum italiano di musica e PC in generale. Non parla molto di GNU/Linux, ma è molto interessante per le tecniche compositive e di registrazione, che son comuni per tutti i musicisti.
The Penguin Producer: Blog in inglese che offre numerosissime dritte su come registrare audio con GNU/Linux.


1. Installazione dei software

Diciamo subito che se volete usare il computer solo per l’audio, vi conviene scaricare e installare AVLinux. È un sistema operativo già tutto completamente configurato, basato su Debian, con l’ultima versione di tutti i programmi musicali che vi servono. Non è consigliato usarlo come PC per produrre altro: le utility per la rete o il video o l’ufficio, per esempio, sono ferme a versioni vetuste e non aggiornabili senza compromettere tutta la parte audio. È perfetto per stare su una partizione o un hard disk a parte. Se invece volete usare *quasi tutto* per l’audio professionale e contemporaneamente usare Ubuntu e derivate per tutto il resto, allora seguite questa guida.Mettere assieme l’audio professionale e tutto il resto deriva dal fatto che ormai su Linux tutta la parte dell’audio professionale si basa su KXStudio. Teoricamente sarebbe possibile aggiungere le sorgenti di KXStudio al sistema operativo e si potrebbe far funzionare tutto assieme con un semplice click, ma KXStudio è rimasto ancora a Ubuntu 14.04. Se si aggiungono le sorgenti di KXStudio a Ubuntu 18.04, si crea il disastro. Tutto questo sarà risolto senza alcun problema appena KXStudio passerà, come annunciato, alla versione 18.04. Ma potrebbe essere anche fra anni, quindi… Per ora seguite questa guida 🙂

1.1 – Sorgenti software e Codec proprietari

Prima di tutto controlliamo di avere abilitato tutte le sorgenti software da cui scaricheremo i programmi. Riferitevi sempre alla guida sopra citata (capitolo 11).

1.2 – Installazione del software necessario

A questo punto possiamo aggiornare e installare i software necessari e il kernel lowlatency:
sudo apt-get update
poi:
sudo apt-get dist-upgrade
Quindi:
sudo apt-get install linux-headers-lowlatency linux-lowlatency xubuntu-restricted-extras ubuntustudio-audio ubuntustudio-audio-plugins lmms qtractor hydrogen-drumkits lingot soundconverter fmit fluid-soundfont-gs ams zynaddsubfx tuxguitar tuxguitar-fluidsynth tuxguitar-jsa invada-studio-plugins-ladspa amsynth muse ardour monobristol naspro-bridges rosegarden vlc vlc-plugin-jack terminatorx vmpk jack-keyboard timidity timidity-interfaces-extra mixxx zynadd zam-plugins blepvco pulseaudio-module-jack jack-tools wsynth-dssi freebirth freewheeling lv2-c++-tools so-synth-lv2 horgand aria2 ll-scope ghostess gnome-system-tools mx44 xjadeo nekobee gmorgan
Se vi chiede delle cose in inglese con grafica testuale, dovete premere su “OK” o “Sì” o “Yes” dirigendovici con il tasto TAB della tastiera (quello vicino alla lettera Q) e poi premete invio.
Il programma “gmorgan” ha un piccolo difetto, e per farlo funzionare dovete scrivere nel terminale:
sudo cp /usr/share/gmorgan/ChordTable ~/.ChordTable
Poi, fondamentale: dovete aggiungere il vostro utente al gruppo “audio” altrimenti non sarete in grado di usare il kernel a bassa latenza:
Se non volete usare il terminale:
– Andate nelle impostazioni e cercate “Utenti e gruppi
– Cliccate su “Gestisci gruppi”
– Cliccate su “Audio”
– Proprietà
– Mettete la spunta sugli utenti che potranno usare il kernel lowlatency
– OK, Chiudi, eccetera
Se vi va di usare il terminale basta scrivere:
sudo addgroup(il vostro utente)audio
Per esempio se il vostro utente è mashirotamiji, scriverete:
sudo addgroup mashirotamiji audio
Riavviate il PC. Mi raccomando riavviatelo: se non lo riavviate non vi parte Jack 🙂

1.3 – Installazione dei soundfont

Tra i vari strumenti che abbiamo installato, ci sono anche dei programmi che gestiscono intere orchestre. I soundfont sono raccolte di suoni: diciamo che sono proprio quegli orchestrali che i vari direttori d’orchestra (i programmi) faranno suonare, leggendo loro gli spartiti (i MIDI file) o comanderete in diretta suonando con la tastiera.
Questi banchi di suoni, possono essere di due tipi: standard (detti GM, cioè “General Midi”) oppure no. È necessario avere almeno un buon banco standard: i MIDI file che scaricate in giro sono quasi tutti fatti per soundfont GM, per cui alla traccia del pianoforte è assegnato lo strumento 01 (che nello standard GM è sempre il pianoforte) e a quella degli archi sempre lo strumento numero 50, e via dicendo.
Ci sono poi quelli non standard. Con quelli non potrete far suonare in fretta un MIDI file acquistato o scaricato, ma vi potranno servire per le vostre composizioni o per migliorare la resa di un MIDI file. Un soundfont per esempio potrebbe avere solo pianoforti, oppure un solo strumento che però si sente benissimo, e via dicendo.
I programmi che usano i soundfont possono essere, tra gli altri:
– Rosegarden attraverso un sintetizzatore in cui caricheremo i soundfont
– QSynth che aggiunge anche dei suoi effetti e che ci ricorda una specie di modulo esterno MIDI, tipo i vari Roland Soundcanvas o Korg 05R/W
– asfxload, un programmino che consente ai soli possessori di vecchie Creative Soundblaster su sistemi a 32 bit di caricare i soundfont direttamente in una memoria apposita sita sulla scheda sonora stessa
– Timidity, una specie di programma nascosto che fa suonare i soundfont anche se non stiamo producendo audio professionale, nei programmi normali come Totem, Rhythmbox e VLC. In genere si usa per il Karaoke.
– QTractor, Ardour e ogni altro tipo di sequencer: basta infatti caricare come plugin “Fluidsynth” che a sua volta accetta un sounfont come strumento.
Installando i pacchetti visti poc’anzi abbiamo già installato un ottimo soundfont GM: fluid-soundfont-gm ma è possibile che ne vogliamo altri a disposizione. Uno in particolare ha l’ottima caratteristica di suonare non troppo verosimile ma molto ben equilibrato un po’ con tutti i MIDI file che si trovano in giro o si acquistano: PCf15. Per scaricarlo ci basta aprire il terminale e scrivere:
aria2c ftp://ftp.personalcopy.net/pub/PC51f.sf2.gz
Poi lo dobbiamo scompattare:
gunzip PC51f.sf2.gz
Infine lo spostiamo nella cartella dove stanno di default tutti i nostri soundfont:
sudo mv PC51f.sf2 /usr/share/sounds/sf2/
Inoltre, da qui potete scaricarne finché volete:
http://www.soundfonts.it/?a=soundfonts
http://www.hammersound.net/
Qui ce n’è una caterva, di qualità immensa:
https://cymatics.fm/blog/soundfonts/
Una volta scompattati, vi basta copiarli in /usr/share/sounds/sf2 aprendo il file manager di Xubuntu da amministratore:
sudo thunar
Un piccolo problema: alcuni soundfont si presentano sotto forma di file “sfark” o “sfpack“. Per trasformarli in sf2 dovete usare dei programmini free.
Per “sfpack” usate questo: http://www.personalcopy.com/sfpack.htm
È per Windows ma lavora perfettamente sotto wine su Ubuntu.
Per gli “sfark” scaricate sfArkXTc da qui: http://www.melodymachine.com/sfark.htm
È un programma da riga di comando. Se non lo sapete usare, scaricate “sFark” per Windows dalla medesima pagina. Una volta installato funzionerà bene con wine.
Questo procedimento e tanti altri trucchi e posti dove trovare soundfont sono spiegati molto bene nell’ottimo blog di Martjan, qui: http://martjanplanet.blogspot.com/2011/04/soundfonts.html
Se invece dei soundfont di tipo sf2 avete bisogno di caricare dei .gig o delle collezioni di .wav tipicamente raccolti in liste di tipo .sfz, dovete usare un plugin particolare che però si appoggia su Windows (è un VST). Più avanti vediamo come fare.


2. Configurazione del software

2.1 – Panoramica

Prima di tutto cerchiamo di capire cosa stiamo facendo.
Avremo bisogno di un programma che gestisce il MIDI, un programma che gestisce l’audio (o uno che li gestisce entrambi), una drum machine, e tanti programmi per gli effetti e gli strumenti musicali.
Invece di avere un’unica suite commerciale che fa tutto, useremo uno o più software per gestire queste singole cose, e un software che sincronizza tutto, in modo che premendo “play” in uno si attivi la riproduzione anche in tutti gli altri. Questo software, che è il cuore di tutto, si chiama “Jack.
Inoltre, prima dovremo configurare a un livello un po’ più “intimo” l’hardware e il “cuore” del sistema operativo, per ottenere prestazioni da studio.
Quindi: inizieremo configurando la scheda sonora, poi parleremo della latenza delle schede sonore e di come abbassarla attraverso il “kernel lowlatency”, poi configureremo Jack, poi gli strumenti musicali e gli effetti, infine i singoli software.
Lo strato di sistema operativo che fa funzionare l’audio si chiama ALSA. Gestisce direttamente le schede sonore. Su Ubuntu c’è uno strato in più, che si chiama Pulseaudio, che è quello che vedete nelle impostazioni audio di sistema e nell’iconcina dell’altoparlante in alto a destra: si occupa di prendere tutto l’audio che viene da ALSA e di distribuirlo come meglio credete, permettendovi di dirigerlo verso equalizzatori esterni, rete eccetera. È una tecnologia straordinaria che ben si adatta all’uso quotidiano dell’audio, ai giochi e soprattutto all’home theatre. Ma per la produzione musicale ci serve parlare direttamente con ALSA, quindi mentre produciamo Pulseaudio veniva disattivato automaticamente da Jack. Oggi invece c’è un nuovo componente, “Pulseaudio Jack Sink”, che riesce a far funzionare Pulseaudio insieme ad ALSA. Magari vi complicherà un po’ le cose quando farete i collegamenti, ma vi permette di gestire contemporaneamente sia i programmi musicali (basati tutti su Jack) che quelli normalmente non funzionanti con Jack.
(Nota: se volete sincronizzare VLC, quindi il video, a Jack, avete appena installato un componente che ve lo permette. Ma prima dovrete andare nelle impostazioni di VLC e sotto “Audio” dirgli di usare VLC Jack Sync)
Se il vostro lavoro o hobby si limita alla composizione con campioni, drum & bass eccetera, fermatevi e imparate subito a usare LMMS. Ha già tutto quello che la stragrande maggioranza dei compositori e DJ desiderano per creare musica partendo da campioni, sintetizzatori, linee di basso e linee di percussioni. Oltre ad avere effetti suoi, ha anche tutti quelli che potrete vedere in seguito leggendo questa guida.
Vi rimando a un’ottima serie di video tutorial di DeRobyDJ: Video Guida per LMMS
E non dimenticate LMMS Forum Italia.

Produzione audio

Anche Qtractor ha sempre più funzionalità per la modalità di produzione musicale a campioni.

2.2 – Configurazione della scheda sonora

Con la mia Focusrite Scarlett 2i2 i volumi e il monitoring si controllano direttamente dalle manopoline. Ma le schede interne, non hanno le manopoline e quindi bisogna regolarle con un’applicazione che si chiama alsamixer.
Quindi, se avete una scheda interna, aprite il terminale e digitate:
alsamixer
Se parte, controllate che si tratti proprio della scheda sonora che volete usare: in alcuni casi, specie se avete una scheda video con uscita HDMI o se avete una scheda sonora aggiuntiva professionale, alsamixer parte con la scheda sbagliata. Lo vedete facilmente perché c’è scritto il nome.

alsamixer

Se avete più schede sonore, premete F6 e selezionare la scheda sonora che volete configurare.
Quindi, dovrete premere il tasto TAB (quello a sinistra della lettera Q nella vostra tastiera) per passare dalla vista “Riproduzione” alla vista “Cattura” (registrazione) e viceversa.
http://stefanodroghetti.altervista.org/produzione-musicale/Per regolare i volumi passate da uno all’altro con i tasti freccia a destra e freccia a sinistra, mentre per aumentarli e diminuirli premete i tasti freccia su e freccia giù
Nella vista Riproduzione, per ammutolire o ripristinare un volume, premete M
Nella vista Cattura, per attivare un ingresso in registrazione premere la barra spaziatrice.
Regolare i volumi è fondamentale. Tenete sempre aperto Alsamixer mentre state producendo audio o lavorate a un progetto: è da lì che decidete davvero cosa entra e cosa esce dalla scheda sonora.
Per ora ovviamente regolateli a occhio, dato che siete ancora con Pulseaudio e non ha senso ascoltare qualcosa gestito da Pulseaudio per regolare i volumi su ALSA. In seguito vedrete che, mentre usate i vari programmi audio con Jack attivo, questo alsamixer sarà sempre un vostro fido compagno.
Per uscire premete il tasto ESC.

2.2.1 – Salvare i volumi di alsamixer

È probabile che una volta riavviato il computer, tutta la configurazione di alsamixer tornerà ai valori preimpostati. Per evitare che ciò accada ecco come fare:
– Aprire il terminale e lanciare alsamixer, settarlo e premere ESC
– Scrivere:
alsactl --file ~/.config/asound.state store
per provare se va, riavviare il PC e scrivere nel terminale:
alsactl --file ~/.config/asound.state restore
Se i settings tornano a come li volevamo noi, procedere:
– Nel terminale scrivere:
mousepad ~/.config/autostart/alsarestore.desktop
(ovviamente invece di mousepad usate gedit se siete su Ubuntu, eccetera)
– Nel file di testo scrivete:

[Desktop Entry]
Type=Application
Terminal=false
Name=alsarestore
Exec=bash -c 'sleep 15 ; alsactl --file ~/.config/asound.state restore'

Ogni volta che volete cambiare i setting di default, li cambiate e poi digitate:
alsactl --file ~/.config/asound.state store

2.3 – Eliminare schede sonore di troppo

Se volete disattivare per sempre la scheda sonora che vi dà fastidio (per esempio una scheda sonora integrata che non vi serve più a nulla perché avete comprato una scheda professionale PCI) potreste disattivarla direttamente dal BIOS del computer, ammesso che sappiate fare. Ma in certi casi il sistema la vede lo stesso. Quindi la cosa migliore è disattivarla. Se non volete disattivare alcuna scheda, saltate pure e andate al paragrafo successivo.
Per disattivare una o più schede, digitate:
cat /proc/asound/modules
e individuate il modulo della scheda da eliminare. Per esempio snd_hda_intel
Poi aprite il file della “lista nera”:
sudo mousepad /etc/modprobe.d/blacklist.conf
E alla fine aggiungete:
# scheda sonora integrata
blacklist
nome del modulo
Per esempio:
# scheda sonora integrata
blacklist snd_hda_intel

Salvate e chiudete. Al riavvio, non vedrete più traccia di quella scheda sonora.

2.4 – Kernel a bassa latenza

In un sistema operativo, quello che vedete è solo un’interfaccia grafica e una serie di programmi, che dialogano con qualcosa di molto più complesso, che fa funzionare silenziosamente tutte le periferiche e la logica interna di tutto il sistema. Questo strato del sistema, il più centrale, si chiama “kernel” (appunto “nucleo”, “nocciolo” in inglese). Tutte le cose materiali che stanno dentro al nostro computer, quando funzionano mandano un'”interruzione” al kernel, come a dire “ehi, devo fare qualcosa, mi consideri?”. Il kernel decide le priorità e i tempi da assegnare a queste interruzioni.
Ora, nei grossi server che devono gestire molti segnali provenienti da apparecchi di rete collegati e servizi, hanno dei tempi lunghissimi nel soddisfare le interruzioni (le richieste) della scheda audio o video o quant’altro, perché la rete ha sempre la precedenza. Nei sistemi normali questi tempi, chiamati “latenza”, sono appunto medi, in modo che si possa gestire l’audio ragionevolmente ma che anche internet e i vari servizi non dipendano completamente dalla priorità della scheda audio, video eccetera.
Mentre registriamo invece ci occorre che questa latenza sia minima, cioè che mentre suoniamo con la chitarra e il PC registra magari assegnando anche degli effetti, tutto il resto debba andare in secondo piano.
Ecco perché abbiamo installato il “kernel lowlatency”: è un kernel che ci permette di ottenere il massimo dalla nostra scheda sonora: quando essa chiama, il kernel risponde. Immediatamente. In particolare, Jack sa benissimo come sfruttare automaticamente al massimo questo kernel, e tutto quello che dipende da Jack avrà priorità assoluta su tutto il resto. Su Windows si cerca di ottenere una cosa simile installando i “driver ASIO”: un sistema che però non assicura la bassa latenza e l’affidabilità di un kernel dedicato.
Ora, si può usare tutto anche senza il kernel lowlatency, ma certamente almeno mentre state registrando seriamente, è meglio usarlo. Si può decidere se avviare Ubuntu col kernel normale (Generic) o quello a bassa latenza (lowlatency). È molto semplice: all’avvio del computer basta tenere premuto il tasto Shift (Maiuscolo) e ci apparirà “grub”, ossia un elenco dei sistemi installati sul nostro computer. Con le frecce sulla tastiera selezioniamo “Previous versions” e quindi “lowlatency” (se ce ne sono di più, scegliete quello più in alto) e premiamo invio: Ubuntu partirà con un kernel lowlatency.

2.5 – Configurare Jack

Come dicevo, Jack è il cuore del sistema audio su cui lavoreremo. È controllato da un’applicazione che si chiama “QjackCtl“. Lanciamola dalla dash e premiamo su “Impostazioni”. Con i parametri che vedete in figura a me funziona molto bene, ma siete liberi di provarne altri. Un consiglio: per questo e gli altri programmi impostate sempre la frequenza a 44100 se volete realizzare solo musica, ma se dovete realizzare cose che andranno sincronizzate a del video per finire in un DVD, usate in questo e in tutti gli altri programmi 48000. Su alcune schede sonore invece dovete selezionare la frequenza “preferita” dalla scheda: eventualmente cercate in rete o leggete le istruzioni.
N.B.: le schermate qui sotto sono relative al mio sistema, ma per voi potrebbero essere estremamente diverse. Non dovete copiare pari pari le impostazioni e poi chiedere perché non va. Dovete prima leggere tutto questo paragrafo, capire come funziona Jack e adattarlo alla vostra configurazione.

jack

Jack è il cuore di tutto il sistema. Vi permette di sincronizzare tutte le applicazioni e di fare da super patch-bay. Mi spiego meglio: su Windows in genere avete una suite commerciale costosissima che fa tutto (Acid, Cubase, Sonar, eccetera). Un progetto lo fate con una o con un’altra suite; non è semplice se non impossibile trasportare un progetto da una suite all’altra. Questo all’inizio sembra una buona cosa – appare tutto più semplice – ma in realtà è molto limitante: ci si fossilizza sul modus operandi di una sola suite (quella che si è comprata svenandosi) e quindi capita spesso che si senta subito se un musicista usa questo o quel programma. L’unica libertà è costituita dai plugin (i VST). Con Linux invece abbiamo tanti programmi che si occupano di tante cose diverse. Rosegarden per il MIDI, Ardour per la musica, Hydrogen per la drum machine, eccetera, tutto sincronizzato da Jack. Ma se ci piace usare MusE o QTractor invece di Rosegarden, nessun problema. Diciamo a tutti i software di usare Jack come clock, e premendo “Play” in un’applicazione a caso, tutte le altre partiranno in sincrono.
Jack è anche un’enorme patch-bay. Immaginate di avere uno studio di registrazione audio professionale: avrete decine e decine di strumenti, apparecchi, mixer, effetti, eccetera. Diventereste pazzi a collegare ogni volta tutti i cavi: molto meglio collegare tutti gli strumenti e gli effetti a un unico apparecchio, che istruirete con varie configurazioni. Questo apparecchio, addetto a collegare “tutto con tutto” secondo varie configurazioni, viene comunemente chiamato “patch bay” e Jack svolge questa funzione: collega l’uscita di un software all’entrata di un altro, dirotta un effetto da un software all’altro, dal microfono a un’applicazione, dall’uscita del mixer di un software alle casse o a un’altra applicazione, eccetera. Lo potete gestire direttamente dalla pagina di configurazione di QjackCtl, o altrimenti direttamente dall’interno di Ardour. Più avanti vedremo qualche esempio pratico.
Premendo su “Impostazioni” comunque potete smanettare con le opzioni. Fondamentalmente dovete agire su questi parametri:
Driver – Va su “ALSA” in tutti i casi tranne se avete una scheda firewire. Nel qual caso va impostata su “Firewire”.
Realtime (Tempo Reale) – Se viene selezionato, Jack usa al massimo il kernel lowlatency. È consigliatissimo usarlo sempre.
No memory lock (Non bloccare la memoria) – Opzione inutile da quando c’è il kernel lowlatency (una volta si usava il kernel “Real Time” per il quale bisognava selezionare questa opzione)
Soft mode (Modo soft) – Questo parametro vi permette di lasciar funzionare jack anche dopo troppi xrun (“battiti” persi, sintomo che il sistema non funziona, fonte di disturbi e interruzioni nell’audio). Conviene deselezionarlo, perlomeno quando registrate.
Monitor – Se lo selezionate, vi crea come ingresso anche due porte “alsa pcm monitor”. Serve per registrare tutto quello che sentite, in sostanza. Io ne faccio a meno perché una porta in più così mi fa solo confusione e preferisco avere un controllo chiaro di cosa entra nella scheda sonora e cosa ne esce con alsamixer, e basta.
Force 16bit (Forza 16bit) – Da selezionare solo se la vostra scheda non supporta alcun altro bitrate. In generale lasciatelo deselezionato, e selezionatelo solo se riscontrate problemi.
H/W Monitor (Monitor Hardware) – Questo va sempre selezionato, perché è un’ottima funzione che però c’è solo in poche schede audio. Se la vostra scheda audio non la supporta, semplicemente non la userà. Quindi tanto vale lasciarlo selezionato.
H/W Meter (Meter Hardware) – Come sopra
Verbose messages (Verbosità nei messaggi) – Conviene selezionarlo, così Jack vi dà più spiegazioni quando qualcosa va storto.
MIDI driver (Driver MIDI) – Va messo su “seq“, tranne rarissimi casi di alcune tastiere MIDI che richiedono “raw” per essere riconosciute.
Priority (Priorità) – Su “default” (“predefinito”) va benone. Se però utilizzate alcuni “tweak” con il kernel RealTtime per migliorare le prestazioni questo parametro lo potete variare. Da quando ci sono i kernel lowlatency però i kernel RT per l’audio sono usati molto meno, quindi questa opzione dovreste sempre tenerla su “default”.
Frames/Period (Fotogrammi/Periodo) – Questo è il parametro più importante. Cominciate con i valori più alti, fate partire (sempre se parte, altrimenti cercate di risolvere il problema smanettando con altri parametri) poi mettete valori sempre più bassi, finché non comincerete a vedere gli xrun (i numerini verdi sotto “Started” diventano rossi e da zero cominciano a salire). Fermatelo, aumentate il valore e riavviate Jack finché non avrete più xrun (perlomeno finché non li avrete troppo frequenti: diciamo che uno ogni quarto d’ora ci può anche stare). Potete vedere la latenza di Jack crescere e decrescere in basso a destra nella finestra delle opzioni a seconda di quanto variate questo parametro. In genere su una buona scheda e un buon sistema si assesta sui 256 o 512. Su schede scarse (tutte quelle integrate per esempio) o sistemi poco performanti (dal Pentium 4 compreso o Duron in giù) o mal supportati si va sui 1024 o 2048. All’inizio per essere sicuri cominciate con 2048. Poi se tutto funziona andate su 1024, eccetera finché non dà troppi xrun. Con la mia Scarlett e un i5 con 12GB di RAM, qui posso impostare anche 64 che in fase di registrazione non mi fa alcun xrun. Se uso parecchi efftti o strumenti magari via VST di Windows, riesco comunque a impostare questo parametro su 128 senza avere alcun xrun.
Sample rate (Campionamento)44100 se lavorate per un CD. 48000 se lavorate per fare la musica di un DVD. Un’altra se la vostra scheda sonora vuole una determinata frequenza. Ebbene sì: alcune schede sembrano incompatibili e invece si scopre che lavorano solo e unicamente a una certa frequenza. Con la mia Focusrite posso impostare la frequenza che mi serve senza problemi. Quindi generalmente mi basta 44100.
Periods/Buffer (Periodi/Buffer) – Qui dipende dalla vostra scheda sonora. Selezionate il più basso possibile che fa partire jack. In genere è 2. Per la Scarlett invece si ottengono risultati incomparabilmente migliori scegliendo 3.
Dither – “None” (“nessuno”) migliora le prestazioni, ma peggiora leggermente il suono. In pratica se l’audio è poco campionato, il “dither” vi aggiunge i punti intermedi smussando gli scalini. “Shape” (“modellato”) rallenta di più ma ha l’effetto migliore. Gli altri parametri sono compromessi vari. Se non udite differenze, tenete pure su “none” (“nessuno”).
Audio – “Duplex” è fondamentale, altrimenti non riuscite a registrare mentre ascoltate. Ovviamente c’è il caso che abbiate una scheda sonora così scarsa che non supporta il duplex, nel qual caso il consiglio è di buttarla via immediatamente e comprare qualcosa di decente.
Interface (Interfaccia) – Se avete più di una scheda, è il parametro che vi permette di scegliere quale scheda sonora deve usare Jack: selezionate la scheda sonora giusta, quella che volete far usare a Jack. Per visualizzare “Interface” dovete mettere su “Default” sia “Input Device” che “Output device”.
Nelle Impostazioni, andate anche su “Varie” e selezionate:
– Chiedi conferma alla chiusura
– Permetti una sola istanza
– Salva la configurazione Jack in .jackdrc
– Conferma l’arresto del server
– Abilita sequencer ALSA
Abilita l’interfaccia D-Bus dava grossi problemi nell’arresto di Jack ma dalla 16.04 in poi potete lasciare selezionata questa opzione senza avere problemi. Se per qualche strana ragione il sistema dovesse andare in tilt quando chiudete Jack, provate a disabilitare questa opzione.
Nella scheda “Display”, forse vi potrebbe interessare abilitare “Disegna le connessioni in forma di curve Bezier”. Questa impostazione, quando farete le connessioni tra i vari programmi e strumenti ed effetti, invece di linee dirette disegnerà curve che molti ritengono più leggibili ed eleganti. Può anche essere utile selezionare “Abilita gli alias per porte/clients” e “Abilita la modifica degli alias di clients/porte (rinomina)”, due opzioni che vi permettono di rinominare, col tasto destro, i vari ingressi e uscite nel caso abbiate bisogno di ricordarvele meglio.
Per resettare completamente Jack, da terminale o da Alt+F2:
rm ~/.config/rncbc.org/QjackCtl.conf
Ora non vi resta che premere “Avvia” e sperare che parta. Se tutto va bene, continuate con la guida. Se non parte provate a cambiare i parametri. Se proprio non trovate alcuna configurazione giusta, provate a chiedere sul Forum Ubuntu-it nella sezione Multimedia.
Tenete anche presente che potreste anche avere un computer troppo lento, una scheda non supportata o malamente supportata, o persino una scheda troppo scarsa per gestire l’audio in registrazione multipla (la scheda di un portatile o quelle integrate nelle schede madri dei computer fissi sono quasi sempre di quest’ultima categoria).
In basso a destra nelle impostazioni di Jack vi dà la latenza del vostro sistema. C’è però il modo di compensare questa latenza via software variando i parametri “Latenza I/O”. Vediamo come.
1) Collegare con un cavo l’entrata con l’uscita della vostra scheda sonora
2) Fate partire Jack e scrivete nel terminale:
jack_iodelay
3) Nelle Connessioni di Jack, collegate “jack_delay” in a “jack_delay” out. Dopo un po’ vi calcola un numero intero (basso). Se non lo calcola, non avete collegato bene l’ingresso con l’uscita della scheda.
4) Copiate questo numero due volte nei due parametri “Latenza I/O”
Giusto per fare qualche confronto, sul mio i5 con scheda Focusrite Scarlett 2i2, con il kernel lowlatency ottengo questi parametri:
Fotogrammi/periodo: 128 → Latenza 64
Fotogrammi/periodo: 256 → Latenza 128
Fotogrammi/periodo: 512 → Latenza 256
Fotogrammi/periodo: 1024 → Latenza 512
Notate anche voi una certa logica..? Ma non con tutti i kernel è così, e non con tutte le schede.
L’uso di Jack verrà spiegato più tardi.

2.6 – Dire ai programmi di usare Jack

Come dicevamo prima, il cuore di tutto è Jack. Ma gli organi vitali sono ovviamente anche la drum machine (Hydrogen), il sequencer MIDI (QTractor) e il registratore audio multitraccia (Ardour). Esistono altre alternative, ma qui vi spiegherò come impostare questi software.
Dobbiamo in pratica dir loro di usare sempre Jack come trasporto.
Avviamo QjackCtl prima di tutto, premiamo “Avvia”, e dalla dash carichiamo i tre software:
Ardour: Questo programma avvia automaticamente Jack, chiedendovi tutta la configurazione, appena parte. In pratica ha al suo interno un doppione di QJackctl quindi se usate solo Ardour vi conviene non lanciare Jack. Se usate altri programmi, poi scegliete Jack all’inizio e lui si imposterà sui parametri che avete scelto lanciando Jack
Dalla versione 4, Ardour riesce a funzionare anche senza Jack, impostando tutto su ALSA.
Per abilitare Ardour5 alla sincronizzazione con altri programmi, bisogna andare nel menu Finestra → Preferenze → Mostra. Nell’elenco a sinistra scegliere “Sincronizza” e sotto “External timecode source” scegliere “Jack”. Premete sul tasto “Editor” in alto a destra per tornare appunto all’editor, e impostate il tasto “Int.” (in alto a sinistra, sotto i pulsanti di play, stop eccetera) su “Jack”.


QTractor: Questo programma avvia automaticamente Jack, richiamabile all’interno del programma stesso. Per sincronizzarlo a Jack basta andare su Trasporto → Modalità → Completa.
Rosegarden: Modifica → Preferenze → Generale → Comportamento. Spuntare la casella “Usa il trasporto Jack”.
Hydrogen: Strumenti → Preferenze → Sistema audio. Nel menu a tendina più in alto scegliere “Jack”.
Jack Keyboard e Virtual MIDI Keyboard sono due piccoli software molto utili se volete immettere le note con la tastiera del PC senza collegare una vera tastiera musicale via MIDI. Virtual MIDI Keyboard si vede già nelle connessione di Jack ma è estremamente poco curato come funzioni e anche come grafica. Jack Keyboard è migliore ma non si interfaccia con ALSA. Per vederlo nelle connessioni di Jack però basta aprire il terminale e scrivere:
a2jmidid -e
Se questo comando viene usato spesso, conviene far partire Jack già con questo comando: in QJackCtl, basta andare su “Impostazioni”, scheda “Opzioni”, spuntare la casella “Esegui script dopo l’Avvio” e scrivere: a2jmidid -e &
Se premendo “Avvia” in QjackCtl parte e non ci sono xrun (il numerino sotto la scritta verde “Avviato” nel display di QJackCtl) e gli altri software sono configurati, facendo partire i vari software, essi si connetteranno automaticamente a Jack. Prendeo Play su uno, andranno in Play tutti gli altri.
Ovviamente dovete fare lo stesso per tutti gli altri programmi che usate eventualmente: Muse, LMMS e via dicendo. Basta trovare dov’è l’impostazione che dice di usare Jack e siete a posto.Fin qui dobbiamo solo sincerarci che Jack parta e che i programmi partano assieme se messi in play. Se non si sente nulla, non è un problema, dobbiamo ancora configurare molte cose.
Se non riuscite a sentire l’audio normale del vostro PC (VLC, Firefox, Chrome…) mentre Jack è avviato, non preoccupatevi, è del tutto normale. Per ascoltare, per esmepio, un video di Youtube su Firefox, andate in basso a destra sull’icona dell’altoparlante, premetela, scegliete “Mixer Audio” e andate su “Uscite”. Lì vedrete i programmi che in quel momento stanno usando l’audio. Scegliete come uscita “Jack Sink” (o qualcosa di simile) e udirete l’audio.


3. Configurazione degli strumenti musicali

Ne parleremo più avanti, ma sia chiaro che avete già a disposizione senza doverli configurare una grande quantità di sintetizzatori: Hexter (che imita il vecchio Yamaha DX7), Bristol (che imita i vari Moog), ZynAddSubFx, Aeolus, e tantissimi altri. Aprendo qualsiasi programma di gestione MIDI come Rosegarden, cliccando sulle uscite disponibili per ogni traccia troverete vari sintetizzatori, altri ancora sono programmi a sé stante e quindi li dovrete lanciare prima e poi collegarli ai programmi come Rosegarden, eccetera.
Ma in realtà lo strumento più comodo è sempre stato il soundfont, e QSynth è a sua volta l’applicazione più comoda per gestire molti soundfont. Lo vedremo quindi per primo. Poi vedremo qualche raffinatezza, come Timidity per i sistemi più scarsi o asfxload per i soli possessori di schede sonore Creative SoundBlaster. Ci sono anche gli strumenti VST, che magari usarte sui PC Windows. Si possono usare anche quelli, vederemo in seguito come. Per ora focalizziamoci sugli strumenti nativi per Linux.

3.1 – QSynth

Lanciamo QSynth dalla Dash e premiamo su “Setup”. La prima cosa da fare è dirgli dove sono i soundfonts. Li trovate tutti sotto /usr/share/sounds/sf2/
Potete mettere anche una lunga lista, lui userà solo il primo della lista. Ho però notato alcuni comportamenti bizzarri in alcune versioni di QSynth, quindi vi consiglio di lasciare sempre solo una riga

Qsynth
Spostandoci negli altri settaggi avremo questa configurazione (occhio alla frequenza nel caso del video):

Qsynth

QSynth

Se poi volete usare più soundfont, perché magari usate un pianoforte che c’è solo in un soundfont e un basso che c’è solo in un altro soundfont, non dovete aggiungere i soundfont alla lista ma dovete creare più istanze di QSynth. Non aggiungetene troppi: occhio alla CPU e alla memoria!
– premete il tastino verde “+” a sinistra in basso
– vi si apre la finestra delle opzioni, premete su “Soundfonts”
– caricate i soundfonts che volete.

Potete aggiungere quante istanze volete, ma occhio alla memoria del PC. Più avanti vedremo come usarle in Rosegarden.
Può darsi che incasiniate Qsynth fino a non farlo più funzionare… Per resettarlo completamente basta cancellare un file, così:
rm ~/.config/rncbc.org/Qsynth.conf
A questo punto QSynth è pronto per essere collegato agli altri programmi

3.2 – Timidity

È un software ormai sempre meno utilizzato. Non basandosi su Jack poi ha una latenza enorme e risponde poco ai software moderni. Quindi saltate questo passaggio ma, nel caso che foste interessati, leggetelo pure ma prendendolo con le pinze 🙂
Timidity fa finta di essere un modulo sonoro, come QSynth con i soundfonts, è più ostico da configurare (bisogna cambiare a mano un file di testo) ma non utilizzando Jack è molto comodo poi da usare. Lo trovate come uscita in tutti i programmi che fanno uso del MIDI. Provatelo. Se vi piace così com’è, passate pure al prossimo capitolo. Se il suono non vi piace, se c’è troppa latenza o se la vostra CPU non ci sta dietro, continuate a leggere.
Quando avete installato Timidity all’inizio di questa guida, Ubuntu vi ha installato anche “freepats”, che sono in pratica dei soundfont, purtroppo orribili: cambiamoli. Per far questo apriamo il file timidity.cfg:
sudo mousepad /etc/timidity/timidity.cfg
Commentate la riga source /etc/timidity/freepats.cfg e decommentate il suggerimento sui soundfont GM:

# Disabling some of the Midi Controls can help with the CPU usage a lot.
# The same goes to the VLPF, sample anti-aliasing and effects such as
# reverb and chorus
# By default, try to use the instrument patches from freepats:
#source /etc/timidity/freepats.cfg
source /etc/timidity/fluidr3_gm.cfg

Per mettere degli altri soundfont, basta usare “soundfont” invece di “source”. In realtà dovreste crearvi un file cfg con tutti i dati (gli strumenti) del soundfont ma lasciate perdere, al limite non vedrete in eventuali programmi le caratteristiche dei vari strumenti del soundfont. Che comunque, se è General MIDI, non vi dà problemi dato che è standard.
Quindi diventa, per esempio per i soundfont Personal Copy:
soundfont /usr/share/sounds/sf2/PC51f.sf2
Per sistemi meno potenti potete usare soundfont più “scarsi”. Ce ne sono già di installati automaticamente, quindi:
soundfont /usr/share/sounds/sf2/TimGM6mb.sf2
Alla fine avrete cioè una cosa del genere:

# alternatively, you can use the fluid-soundfont:
# source /etc/timidity/fluidr3_gm.cfg
# source /etc/timidity/fluidr3_gs.cfg
# soundfont /usr/share/sounds/sf2/PC51f.sf2
soundfont /usr/share/sounds/sf2/TimGM6mb.sf2

Cioè: commentate (con #) quello che non usate, e decommentate quello che usate.
Salvate e uscite. Per applicare le nuove impostazioni e riavviare Timidity, scrivete:
sudo /etc/init.d/timidity restart
A questo punto aprite il software che usate di solito (per una prova veloce io uso Van Basco, o vmpk), andate nelle impostazioni e rimettete timidity. Ascoltate la canzoncina con i nuovi suoni. Per ascoltare potete usare un qualsiasi player MIDI dicendo al player di usare Timidity come device MIDI.
Se sentite una fastidiosa latenza in timidity, vi basta aprire questo file:
sudo mousepad /etc/default/timidity
Trasformate l’ultima riga in modo che diventi:
TIM_ALSASEQPARAMS="-Os -iA -B 2,8"
Salvate e chiudete, riavviate Timidity.
Infine, vediamo di cambiare Timidity per le CPU o le schede sonore poco efficienti. Se sentite rallentamenti o rumoracci durante la riproduzione, fermate Timidity e riaprite il file di prima:
sudo mousepad /etc/timidity/timidity.cfg
Vedete che c’è una sezione di cose da attivare se avete una CPU scarsa. Il campionamento, gli effetti, eccetera. Provate a disabilitare qualcosa (togliete il “#” alla riga), salvate e chiudete il file. Lanciate Timidity, ascoltate e decidete se il rapporto fra qualità ed efficienza è buono. Se non lo è, disabilitate qualcos’altro, e via dicendo.

3.3 – ASFXLOAD

Questo paragrafo è solo per i possessori di una Creative SoundBlaster originale. Se non la possedete, saltate pure al paragrafo successivo.
Se avete una Sound Blaster della Creative Labs o una scheda sonora che supporti la funzione “Wavetable” (andate qui per vedere se ha tale funzione: http://www.alsa-project.org/main/index.php/Matrix:Main) potete caricare i soundfont direttamente nella memoria della scheda sonora, eliminando la necessità di dover usare QSynth e altre cose che spiego dopo.
Se non avete la funzione Wavetable, saltate pure questo paragrafo.
Altrimenti, installiamo asfxload:
sudo apt-get install awesfx
Se volete usarli basta aprire la console e scrivere:
asfxload /usr/share/sounds/sf2/nome_del_soundfont
Oppure se volete averli sempre automaticamente disponibili in Rosegarden andate nelle impostazioni e cliccate “Carica sound fonts all’avvio”, mettete asfxload come comando e /usr/share/sounds/sf2/nome_del_soundfont
Per esempio:
asfxload /usr/share/sounds/sf2/PC51f.sf2
Li ritroverete nei vari programmi selezionando come uscita Emu10k1 Port 0
Per liberare la memoria:
asfxload -i
Il volume è determinato solamente dalla scheda sonora, quindi aprite alsamixer e regolatelo dall’uscita synth
Nei sistemi a 64 bit asfxload vedrà la metà della memoria, quindi anche il soundfont PC51f.sf2 provocherà un errore di memoria al tentativo di caricamento (sfxload: no memory left). Potete provare a estrarre dal CD di installazione della SoundBlaster i soundfont minimalistici venduti con la scheda, gli 8MBGMSFX.sf2, (non credo che scaricarli da internet sia legale) o cercarne di leggerissimi in rete, copiarli in /usr/share/sounds/sf2/ e poi caricarli così:
asfxload /usr/share/sounds/sf2/8MBGMSFX.sf2

3.4 – Bristol

Bristol è un emulatore di una serie enorme di sintetizzatori vintage, soprattutto i mitici Moog (a proposito: lo sapevate che si pronuncia con una o chiusa, “mog“, come “door”?). Per vederlo dentro agli altri programmi occorre:
– Lanciarlo aprendo il terminale e scrivendo:
mono /usr/lib/monobristol/monoBristol.exe
e premendo invio.
– Scheda “Configure” → Advanced Mode “On”
– Audio Driver: Jack. Selezionate anche “Jack – auto-connect”
– MIDI driver: ALSA
– “Applica”
Tornate sul tab Synths e premete un sintetizzatore a caso, che vi apparirà in tutto il suo splendore.

Bristol

Bristol


4. VST

Per far funzionare i VST su Ubuntu 18.04 e derivate dovete avere la versione a 64 bit. Non degli effetti 🙂 ma di Ubuntu. Ci sono due modi per vedere gli strumenti e gli effetti VST in Linux: il primo è tramite LinVST e il secondo tramite Carla. Il primo è più adatto se usate gli effetti e gli strumenti VST principalmente in Ardour, come plugin. Il secondo se volete avere gli effetti e gli strumenti esternamente, in un rack da interfacciare a piacimento agli altri programmi tramite Jack. In realtà si possono usare anche i VST da soli esternamente con il primo metodo e come plugin col secondo metodo, ma è più complicato. Quindi è solo una questione di comodità, o di come vi trovate meglio. Io personalmente uso linVST quasi sempre, e Carla per testare al volo nuovi plugin free che scarico ogni tanto. In pratica testo il VST con Carla, se mi piace lo trasformo per Linux e lo rendo di sistema, così sarà visibile da tutti i programmi. Il vantaggio più grande di LinVST è che permette l’automazione dei parametri del plugin in Ardour. Esempio: avete un bellissimo VST distorsore e volete aumentare e diminuire il boost durante la canzone? Con LinVST potete farlo, con Carla no. Altro vantaggio supremo: un plugin collegato via Carla ad Ardour va poi registrato in audio per essere aggiunto al progetto. Con LinVST l’uscita del plugin viene aggiunta al mix finale direttamente durante il render senza bisogno di registrare esternamente la traccia.

Nota bene: i VST che hanno un ingresso MIDI (per esempio i sintetizzatori) oppure doppio ingresso MIDI + audio (per esempio alcuni autotuner), dentro Ardour vanno tassativamente usati come plugin nativi MIDI. Rileggete questo passaggio quando sapete usare bene Ardour: se voglio usare un sintetizzatore VST in Ardour, non posso usare Carla e fare una mandata esterna, devo per forza creare una traccia MIDI e usare il sintetizzatore VST come strumento, come plugin. Ma soprattutto: se voglio usare un Autotuner VST, che ha un ingresso MIDI e uno audio, devo creare una traccia di tipo “MIDI + Audio” e usare l’autotuner VST come plugin, come se fosse un sintetizzatore. La parte MIDI va in quella traccia, mentre l’audio lo possiamo prendere come entrata proveniente dall’uscita di un’altra traccia audio di Ardour. Nel capitolo 7 vediamo un esempio passo passo.

4.1 – Wine

Per far funzionare i VST su Linux in ogni caso dobbiamo installare e configurare Wine. Wine in inglese vuol dire “vino” come certamente saprete, e infatti l’icona di questo software è un calicino di vino. Ma in realtà Wine è un acronimo, anzi un acrostico, in quanto ha significato (per esempio: FSF = Free Software Foundation è un acronimo dato che “fsf” di suo non ha significato, mentre CIAO = Comitato Italiano Attori Obesi è un acrostico in quanto “ciao” è una parola con significato). Ma è ancora più di un acrostico: è un acrostico ricorsivo: “W.I.N.E.” infatti sta per “W.i.n.e. Is Not An Emulator”. Ma se fa funzionare le cose per Windows su Linux, come fa a non essere un emulatore? Le applicazioni di Windows come forse vi sarete accorti sono dei file eseguibili .exe che si basano sui altri file .dll, “librerie dinamiche” come le chiamano in casa Microsoft, che a loro volta parlano con il sistema operativo vero e proprio, cioè Windows. Wine semplicemente è un software che va a sostituire tutte le dll di Windows con altre dll che invece di parlare a Windows parlano a Linux. In questo modo i file .exe girano nativamente su Linux senza bisogno di creare un ambiente che gira dentro un altro ambiente, rallentando tutto.
Per far funzionare i VST quindi dobbiamo prima installare Wine, meglio se l’ultimissima versione. Apriamo il terminale quindi e installiamo le sorgenti per la versione più aggiornata di Wine e quindi installiamo Wine Staging, cioè l’ultimo disponibile non instabile:
wget -nc https://dl.winehq.org/wine-builds/Release.key
sudo apt-key add Release.key
sudo apt-add-repository https://dl.winehq.org/wine-builds/ubuntu/
sudo apt-get update
sudo apt-get dist-upgrade
sudo apt-get install --install-recommends winehq-staging
winecfg
L’ultimo comando lancia un configuratore per Wine. Basterà impostarlo su “Windows 7” e premere OK. Siamo pronti per tutto il resto.

4.2 – Carla

Carla è uno dei punti di forza di KXStudio, ma installarlo dai repository di KXstudio su Ubuntu 18.04 è sostanzialmente un macello. Ma siccome ci serve solo per vedere i VST, possiamo scaricarlo singolarmente e usarlo solo per i VST. Così se ne disabilitano alcune funzioni che però per noi sono inutili.
Funzionano sia i VST a 32 bit che quelli a 64 bit. Ma se dovete scaricare un VST e dovete decidere, molto meglio se scaricate la versione a 64 bit.
Per installarlo è sufficiente aprire il terminale e scrivere questi comandi:
wget https://github.com/falkTX/Carla/releases/download/v1.9.9/Carla_2.0-beta7-linux64.tar.xz
tar xf Carla_2.0-beta7-linux64.tar.xz
sudo mv Carla_2.0-beta7-linux64 /usr/local/share/carla
A questo punto per lanciarlo vi basta aprire il terminale e scrivere:
/usr/local/share/carla/Carla
Io uso Xubuntu e per aggiungere al menu Carla devo solamente premere sull’icona del topino in basso a sinistra con il tasto destro del mouse, scegliere “Edita applicazioni”, selezionare la categoria in cui voglio mettere Carla (in genere “Multimedia”), premere in alto a sinistra sul “+”, scegliere “Lanciatore”, scegliere l’icona più adatta, scrivere “Carla” al posto di “Nuovo lanciatore” e premere la “v” per selezionare il titolo, sotto “Comando” scrivere /usr/local/share/carla/Carla e infine salvare con l’icona apposita in alto a sinistra.
Lanciato Carla, bastarà aprire un file .dll di un VST e questo comparirà nel rack. Per vederne la grafica basta premere sull’iconina delle impostazioni del modulo rack. Il plugin comparirà nelle connessioni di Jack e potremo collegarlo a ciò che vogliamo (vediamo in seguito come).

Carla

4.3 – LinVST

LinVST è una libreria che permette di trasformare i file .dll dei VST in file .so nativi per Linux. Copiati questi file .so nelle cartelle in cui i programmi vanno a vedere i plugin, non saranno più distinguibili dagli altri plugin, da tutti i software. La libreria è stata sviluppata dagli autori di AVLinux. Davvero encomiabili!
Vediamo prima come funziona a parole la questione:
– Scarichiamo il VST e lo copiamo nella cartella dei VST di sistema. In questa cartella c’è un file speciale che serve per convertire.
– Lanciamo un programmino che converte le .dll in .so grazie a quel file.
– Diciamo al programma in cui vogliamo usare il VST di rifare lo scan dei plugin
Installiamo quindi tutto il necessario.
Prima di tutto apriamo il terminale e installiamo alcune librerie che servono per vedere i VST a 32 bit (per quelli a 64 non ci sono problemi):
sudo apt-get install gcc-multilib g++-multilib
Poi scarichiamo il software, lo scompattiamo e mettiamo i vari pezzi che ci interessano nelle cartelle di sistema necessarie:
wget https://github.com/osxmidi/LinVst/releases/download/2.3/LinVst-2.3.1-Debian-Stretch.zip
unzip ./LinVst-2.3.1-Debian-Stretch.zip

sudo cp LinVst-2.3.1-Debian-Stretch/embedded-version/lin-vst-server32.exe /usr/bin/
sudo cp LinVst-2.3.1-Debian-Stretch/embedded-version/lin-vst-server32.exe.so /usr/bin/
sudo cp LinVst-2.3.1-Debian-Stretch/embedded-version/lin-vst-server.exe /usr/bin/
sudo cp LinVst-2.3.1-Debian-Stretch/embedded-version/lin-vst-server.exe.so /usr/bin/
sudo cp LinVst-2.3.1-Debian-Stretch/convert/linvstconvert /usr/bin/
sudo cp LinVst-2.3.1-Debian-Stretch/convert/linvstconverttree /usr/bin/
Creiamo ora la cartella di sistema per i vst. Se c’è già ci darà un errore quindi nessun timore:
sudo mkdir /usr/local/lib/vst
E ci copiamo dentro il file linvst.so che è proprio quel file che serve per la conversione, di cui parlavo prima:
sudo cp LinVst-2.3.1-Debian-Stretch/embedded-version/linvst.so /usr/local/lib/vst/
Ora abbiamo configurato tutto. Ogni volta che vogliamo aggiungere un VST al sistema, bisognerà fare questo procedimento:
1- Scaricate il VST. Talvolta è un eseguibile da installare, talvolta una cartella da scompattare con dentro il file .dll e altre librerie, talvolta è una dll singola.
2- Se è un semplice archivio da scompattare, scompattatelo. Dentro dovrebbe esserci un file .dll. Se c’è molto altro, ma non un file .exe da installare, copiate tutta la cartella nella vostra cartella dei VST di prova, quelli da provare con Carla e passate al punto 5. Se c’è solo una .dll, copiatela nella cartella dei VST di prova e passate al punto 5.
3- Se è un eseguibile da installare, basta cliccare col destro sul file .exe, Apri con…, e scegliere Wine. Se non vi chiede dove installare il programma vero e proprio ma vi chiede solo dove volete installare il VST, andate al punto successivo. Se vi chiede dove installare il programma vero e proprio, lasciate la cartella predefinita (Program Files e poi qualcosa).
4- Quando vi chiede dove installare il VST 64bit, ditegli la vostra cartella di VST di prova, quella magari in cui mettete i VST da vedere con Carla. Se ve lo fa scegliere, non installate altro che il VST, nient’altro che quello, non vi servono altri formati. Se c’è l’opzione sia a 64 che a 32 bit, scegliete a 64.
5- Ora avete la nuova dll, o la cartella contenente la dll, nella cartella dei VST da provare con Carla. Aprite Carla e provate il VST. Se non funziona (vi dà errore o non parte la grafica per esempio) o non vi piace (per testarlo vediamo in seguito come si fa), chiudete Carla, e se l’avete installato da .exe lo disinstallate con la sua utility (lo trovate nel menu). Altrimenti, cancellate la dll o la cartlla che la contiene.
6 – Se vi piace e funziona, aprite il terminale e copiate la dll (o, se contenuta nella sua cartella, la sua intera cartella) in /usr/local/lib/vst in questo modo:
Su Xubuntu: sudo thunar
Su Ubuntu: sudo nautilus
(sulle altre distribuzioni è uguale, basta sapere il nome del file manager) – Abbiamo lanciato il file manager da amministratore. Non fate danni qui perché se cancellate qualcosa di sistema sono guai… A questo punto copincollate direttamente la dll o la su acartella in /usr/local/lib/vst
7 – Chiudete il file manager e tornate nel terminale:
sudo linvstconverttree
Vi si apre una finestra che vi chiede dov’è linvst.so e dov’è la cartella dei VST. In entrambi i casi gli dite /usr/local/lib/vst e premete “Start”. Chiudete quando ci sarà scritto “Done” (ci metterà pochissimo anche per moltisismi plugin).
8 – A questo punto per esempio in Ardour dovrete fargli fare una scansione dei plugin: Finestre → Preferenze → Mostra → a sinistra nell’elenco scegliere Plugins → VST e assicurarsi che nell’elenco delle cartelle ci sia /usr/local/lib, quindi a sinistra scegliere ancora Plugins e premere su “Ricerca dei plugins”.


5. Effetti e prova del sistema: suonare live

Fin qui abbiamo configurato il sistema per farlo funzionare bene con la musica, abbiamo installato i programmi che useremo per comporre e registrare, abbiamo installato e configurato gli strumenti musicali che useremo per arrangiare i nostri pezzi, quindi mancano solo gli effetti, cioè quelle cose che daranno corpo alle nostre registrazioni: distorsori, riverberi, echi, phaser, flanger, equalizzatori, chorus e via discorrendo.
In realtà, anche in questo caso sono già installati, configurati e pronti. Si possono anche aggiungere effetti VST, quelli usati su Windows. In seguito vediamo come: per ora focalizziamoci sugli effetti nativi per Linux.
Gli effetti per Linux sono principalmente di 4 tipi: standalone, LADSPA, LV2 e linuxVST.
Standalone: non li vedete dentro ai vari programmi. Dovete lanciarli dalla dash e poi collegarli con Jack. I più noti e usati sono per la chitarra: Rakarrack e Guitarix.
LADSPA: sono dei plugin, e sono i vecchi effetti per Linux. La maggior parte degli effetti è scritta ancora con questa tecnologia, ma pian piano la si sta abbandonando perché non ha interfaccia grafica. Quando richiamate gli effetti LADSPA all’interno delle applicazioni infatti vedete una serie di barre colorate o di manopole con i parametri da cambiare, ma niente simpatiche interfacce grafiche.
LV2: Sono uguali ai LADSPA ma supportano l’interfaccia grafica, quindi alcuni di loro ce l’hanno. Oggi quasi tutti scrivono i plugin degli effetti in quel formato. Purtroppo, alcuni cominciano a essere a pagamento…
linuxVST: VST nativi per Linux. Li vedete subito perché hanno estensione .so invece di .dll. Molti autori scrivono il VST e poi lo rilasciano anche per Linux oltre che per Windows e Mac. Se lo rilasciano solo per Windows, abbiamo visto sopra come convertirlo a linuxVST.
Alcuni sono misti: esistono sia sotto forma di LV2 che sotto forma di LADSPA che come linuxVST, alcuni si vedono dentro i programmi ma volendo si possono anche lanciare standalone, e così via. Come dicevo, sono già tutti installati e configurati, quindi qui non occorre esaminarli. Ne vedremo qualcuno in seguito ma sta a voi scoprirli e provarli.
Ora che è tutto pronto, per capire come funzionano i programmi e tutto l’ambiente, proviamo qualche esempio di suono live. Con questi esempi proverò a spiegare il metodo di lavoro per interfacciare tutti i vari software, effetti e strumenti visti fin ora.

5.1 – Suono pulito

Prima di tutto proviamo con un suono pulito. È la cosa più semplice possibile. Se non riuscite in questo, rivedete da capo la guida: è impossibile passare oltre.
Colleghiamo perciò una fonte sonora alla scheda audio. Un microfono in genere va benissimo, ma potete provare qualunque cosa. Mi raccomando: deve essere una fonte audio, non midi. Quindi qualcosa collegato con un jack, piccolo o grande che sia, o dei pin RCA, o una presa bilanciata. Non certo qualcosa di USB o di seriale o qualsiasi altro cavo…
Assicuratevi di aver acceso le casse, o meglio di aver collegato la cuffia. Lo scopo è la “prova microfono”, cioè sentirsi.
– Accendiamo il computer con il kernel lowlatency tenendo premuto Shift (il tasto Maiuscole) e scegliendo il più in alto dei “lowlatency” presenti. Si sceglie con le frecce, si seleziona con Invio.
– Arrivati nel desktop, lanciamo QjackCtl
– Andiamo nelle Impostazioni e selezioniamo la nostra scheda sonora da “Interfaccia”.
– Sotto “Driver” scegliamo “firewire” se abbiamo una scheda firewire, “alsa” in tutti gli altri casi.
– Mettiamo a posto i parametri come spiegato nel paragrafo 2.5
– Chiudiamo le impostazioni e premiamo “Avvia” su QjackCtl. Se non parte, abbiamo sbagliato qualche parametro. Riproviamo finché non parte.
– Premiamo “Connetti” e nella scheda “Audio” colleghiamo il system di sinistra al system di destra (basta trascinare). Come in figura:

Tutto ciò che a sinistra, è l’uscita di qualcosa, tutto ciò che è a destra è l’entrata. Ovvero: le cose elencate a sinistra sono porte di sola lettura, mentre quelle a destra di scrittura.
In questo caso, a sinistra c’è “tutto ciò che esce dalle cose attaccate alla scheda sonora” e a destra ci sono le casse (o la cuffia) (“tutto ciò che entra nelle cose attaccate alla scheda sonora“).
Regolate le manopola della scheda audio esterna per decidere bene i volumi di ingresso e di uscita o, se è una scheda interna, usate alsamixer, così:
– Apriamo il terminale e lanciamo alsamixer. Alsamixer è un filtro che decide in “Cattura” cosa fa uscire o meno “da destra” e in “Riproduzione” cosa far entrare o meno in ciò che colleghiamo al retro della scheda sonora (casse, cuffia, eccetera).
– Nel caso che abbiamo più di una scheda, con F6 scegliamo la scheda sonora che vogliamo utilizzare.
– Nella scheda “Riproduzione”, alziamo il volume. In questa scheda decidete se usare la cuffia, le casse, entrambe, eccetera. Qui ogni scheda è diversa. In genere c’è un “Master” che va alzato, ma possono esserci anche altri parametri, come “Headphone” che sono le cuffie. Alcune schede hanno solo un parametro, altre ne hanno cento. Auguri.
– Per spostarvi usate e sulla tastiera
– Per alzare e abbassare i volumi usate e sulla tastiera
– Per ammutolire e abilitare i vari parametri premete il tasto M sulla tastiera.
– In questo momento è normale che non sentiate nulla.
– Premiamo TAB (il tasto della tastiera a sinistra della lettera Q) finché si visualizza la scheda “Cattura“. Qui dobbiamo alzare il volume del microfono o della chitarra. Anche qui vale lo stesso discorso di prima: ogni scheda è diversa e dovete arrangiarvi finché sentite in cuffia quello che state dicendo nel microfono.
– Per attivare /disattivare i vari parametri, usate la barra spaziatrice sulla tastiera.
A titolo d’esempio, ecco cosa ho dovuto fare io per attivare l’ingresso ausiliare collegato al frontalino anteriore della mia vecchia SoundBlaster Live! Platinum:
Riproduzione:

Alsamixer

Cattura:

Alsamixer

Per attivare il microfono del medesimo frontalino, devo attivare sia “Line” che “LiveDrv1”, per esempio. Insomma: dovete provare un bel po’ prima di capire gli ingressi e le uscite della vostra scheda.
A questo punto se sentire la vostra voce in cuffia, la prova è riuscita. Questa più o meno sarà sempre la situazione da cui partirete. Ora proviamo a mettere qualcosa in mezzo…

5.2 – Aggiungere un effetto

Scolleghiamo tutto andando su “Connessioni” in QjackCtl, e premiamo “Disconnetti tutto”.
Che stiamo parlando nel microfono o che abbiamo collegato la chitarra, proviamo a collegare un effetto.
Lanciamo Rakarrack
Automaticamente, dovremmo avere una situazione simile:

Rackarrak

Come vedete, Jack ha collegato system sinistro (il microfono) a rakarrack destro (l’ingresso degli effetti) e rakarrack sinistro (l’uscita degli effetti) a system destro (le casse o la cuffia).
Gli effetti non sono ancora attivati: premete su “Fx on” in alto a sinistra e occhio al possibile fischio che ne deriverà…
Premendo su “Bank” potete sbizzarrirvi coi preset.
Ora capite come funziona? Jack connette tutto quello che caricate in memoria con gli ingressi e le uscite della scheda sonora.
Ora proviamo ad aggiungere molti effetti in un unico rack, come si fa nella realtà nei concerti live. Ma prima chiudiamo Rakarrack e premiamo “Disconnetti tutto” nel caso sia rimasto qualche collegamento in “Connessioni” di QjackCtl.
Esercizio per casa: provate con Guitarix e con Carla.

5.3 – Effetti in cascata

I tantissimi effetti che abbiamo installato si possono mettere in cascata in un unico rack, tramite carla, che abbiamo installato prima. Solo i LADSPA, attraverso “Jack Rack”.
Oggi nella realtà pochisismi usano Jack rack perché funziona solo coi vecchi effetti LADSPA ma proviamolo per spiegare cosa succede:
– Lanciamo Jack Rack
– Premiamo il “+” verde in alto a sinistra e aggiungiamo questi effetti:
– C* Compress
– C* AmpVTS
– C* CabinetII
– C* Plate
Ognuno poi lo abilitiamo così:

jackrack

In questo modo ho simulato un effettino di distorsione per chitarra (brutalissimo). Ovviamente, dobbiamo collegare system sinistro a Jack Rack destro, e Jack Rack sinistro a system destro in “Connessioni” di QjackCtl.

Se lanciamo Carla, possiamo fare la stessa cosa, ma aggiungendo anche tutti gli altri effetti possibili che abbiamo nel sistema. Caricherà anche i soundfont, con un semplice click. Anche di tipo .gig. Anche di tipo sfz.

jack carla gig vst

Ora scolleghiamo di nuovo tutto e chiudiamo Jack Rack o Carla.

5.4 – Collegare una tastiera

Se abbiamo una tastiera MIDI, colleghiamola all’ingresso della scheda sonora. Se non ce l’abbiamo, lanciamo vmpk dalla dash.
Ora dobbiamo decidere con quali suoni suonare…
Proviamo prima con QSynth. Se l’abbiamo configurato bene come descritto precedentemente, e facciamo i collegamenti giusti, dovremmo essere in grado di suonare in diretta con i suoni dei soundfont che vogliamo.
I collegamenti vanno fatti sempre in “Connetti” di QjackCtl, ma nella scheda “Alsa”:

Jack

A sinistra, in questo caso c’è “MPU-401” che è il MIDI di un’eventuale tastiera collegata dall’esterno, e “VMPK” che è la nostra bella tastiera virtuale, entrambe che mandano i loro segnali a “FLUID-Synth”, che poi è QSynth, Date un’occhiata anche alla scheda Audio per vedere se il synth è connesso alle casse.
Se provate un po’ a strimpellare, sentirete provenire i suoni da QSynth.
Chiudiamo QSynth, poi apriamo Hexter dalla dash.
In questo caso i collegamenti saranno uguali, solo che al posto di “FLUID-Synth” selezioneremo “Hexter”.
Ne avete molti da provare: oltre a tutti i vari soundfont dentro a QSynth, avete ams, amSynth, zynaddsubfx e suo cugino yoshimi, zynjacku, monobristol (quest’ultimo si lancia da Alt+F2 e poi nelle impostazioni avanzate va impostato “Jack” per l’audio e “ALSA” per il MIDI: provatelo, è stupefacente), mx44
Nota: ad alcune persone, dopo aver cambiato i soundfont, QSynth sembra funzionare (le lucette si accendono) ma non produce alcun suono. Controllate in questo caso se i collegamenti fra i soundfont e i canali MIDI sono stati fatti, premendo su “Channels“.


6. Registrazione: Rosegarden, Hydrogen

Per registrare occorre evitare il più possibile l’uso di trumenti esterni al nostro sequencer, perché altrimenti prima di fare il render finale dovremo fare il render degli strumenti esterni e importarlo come tracce nel sequencer.
Mi spiego meglio con un esempio:
1) Configurazione sbagliata – Uso Qtractor o Ardour come sequencer, aggiungo una traccia MIDI, collego QSynth con i soundfont che mi piacciono, collego Hydrogen come drum machine. Una volta che volete andare in render, dovete prima collegare l’uscita di QSynth all’entrata di una traccia di Ardour, e stare bene attenti che l’uscita di questa traccia non vada nel monitor altrimenti ottenete un feedback terrificante, dovete regolare per bene il volume a mano finché non ottenete più clipping, poi dovete esportare la canzone di Hydrogen e importarla come file audio in una nuova traccia di batteria, regolare di nuovo tutti i volumi, e finalmente fare il render…
2) Configurazione giusta – Uso Qtractor o Ardour come sequencer, i soundfont li metto direttamente come plugin Fluidsynth nelle tracce del sequencer, collego direttamente l’uscita di Hydrogen all’entrata della traccia di batteria del sequencer, la cui uscita collego al monitor e al master, scollego completamente qualsiasi uscita di Hydrogen a monitor o main. In questo modo quando cercherete di fare il render, basterà un click e il render verrà fuori esattamente come lo sentivate durante la composizione.
Per imparare a usare Qtractor o Ardour, vi basta cercare su YouTube il nome dei due software: ormai i video tutorial su questi due software si sprecano e sono molto più istruttivi dei manuali e delle guide che trovate in rete.
L’unica dritta che vi posso dare è quella di collegare immediatamente Hydrogen a Jack, così lo userete sostanzialmente come un plugin: Strumenti → Preferenze → Sistema audio → Jack.
Oppure, potete tranquillamente usare una o più tracce MIDI collegate a buoni soundfont di batteria, e scrivere la batteria o registrarla direttamente su QTractor o Ardour, a mano o tramite tastiera o batteria MIDI.


7. Strumenti di lavoro e svago aggiuntivi

Durante la produzione di un pezzo o anche solo come passatempo o studio per musicisti, Ubuntu vi mette a disposizione una serie lunghissima di strumenti di lavoro di ogni genere. Vediamone alcuni:

7.1 – Gmorgan: l’arrangiatore automatico

Gmorgan ci permette di testare la nostra canzone prima di costruire la base da zero. Assomiglia, in piccolo, a Band in a Box (che però è a pagamento, per Windows, ma funziona anche su Ubuntu grazie a wine, perlomeno la versione 2017 l’ho provata e va). Ossia ha due funzioni:
– decidiamo lo stile (jazz, country, dance, quello che volete), colleghiamo una tastiera MIDI al computer, e mentre con la sinistra suoniamo solo gli accordi, con la mano destra suoniamo lo strumento solista. Gmorgan cambia al volo gli accordi degli altri strumenti: chitarra, basso, piano…
– per ogni battuta della canzone, gli diciamo con quale stile e quale accordo fare. Gli diciamo anche dove ripetere, quando ripetere, quando fare una variazione (per esempio un break o un fill, o un finale, o un’intro) e lui la esegue diligentemente. Se ci piace, la esportiamo come MIDI.
Prima il programma va configurato:
La prima volta che si avvia gmorgan, occorre dirgli un po’ di cose, altrimenti non funziona.

Avviatelo dalla dash e andate su Settings → Global. Otterrete una schermata che va configurata così:
GMorgan

Lì dove vedete selezionato “Timidity 0”, potete ovviamente scegliere quello che volete: QSynth, un rack esterno, la wavetable…
Premete “Save” e riavviate gmorgan.
Ora possiamo cominciare a usarlo.
Vi si presenterà questa schermata:

GMorgan

Selezionate dall’elenco a destra lo stile che volete (a sinistra ci sono le variazioni di quello stile) e premete “Start/Stop”. Sentirete l’orchestrina che comincia a suonare. Se siete collegati con una tastiera MIDI, ora potete fare un accordo con la mano sinistra, e magicamente gmorgan sposterà la tonalità della canzone su quell’accordo, e tutti gli strumenti verranno dietro. Con la destra intanto potete sbizzarrirvi in un assolo. Ed è subito piano bar! ^_^
Ora che vi siete divertiti e avete trovato lo stile giusto per la vostra canzone, fermate premendo su “Start/Stop” e premete, nel menu, “Sequencer”. Lì potete mettere gli accordi (ogni quadratino è un quarto della battuta) e lo stile (il numero in alto a destra di ogni battuta corrisponde a uno stile, il cui elenco è in basso a sinistra). Potete anche dirgli anche dove ripetere e dove tornare indietro, e dove terminare. Se non scrivete nulla fa l’accordo e lo stile precedente. Premete “Start/Stop” per ascoltare la vostra creazione. Si capisce meglio con un esempio:

GMorgan

Qui trovate istruzioni molto più dettagliate: http://gmorgan.sourceforge.net/doc.html
In particolare, per quanto riguarda il sequencer: http://gmorgan.sourceforge.net/doc.html#III.H%20-The%20Sequencer%20Song|outline
Ultimata la bozza della canzone, la esportate andando, nella finestra del sequencer, su “File” → “Export MIDI file”. A questo punto potete importarla in Rosegarden per modificarla come si deve, per renderla più bella e più varia, per adattarla alle vostre esigenze.

7.2 – Band in a Box

Testato con la versione 2017. Dovete, prima ancora di installarlo, copiare il file gm.dls nella cartella di wine, che è nascosta. Il file gm.dls lo trovate nella versione di Windows che avete comprato… è un file con una sua licenza quindi non lo potete rubare. Cercando in rete si trova, illegalmente, ma non fatelo, dai. 🙂
Per vedere una cartella nascosta su Linux basta aprire il gestore di file e trovare l’opzione “Visualizza file nascosti”. Su Xubuntu è sotto Visualizza, o premendo Ctrl+h. Andate nella vostra Home, cercate .wine, e copiate il file gm.dls in .wine/drive_c/windows/system32/drivers/
A quel punto installate pure il software Band In a Box – di cui possedete regolare licenza – o la demo. Lanciate Jack e Qsynth, lanciate Band in a Box e andate nelle varie configuraizoni audio e midi: dovete disattivare qualsiasi “Use DXi plugin” o “VST” troviate (volete che usi Qsynth, non il suo soundfont proprietario che non funziona su wine), e nelle uscite MIDI ci mettete FluidSynth input port. A questo punto dovrebbe funzionare. Da me funziona 🙂

7.3 – Accordatore

Se vi capita di dover accordare uno strumento, c’è solo l’imbarazzo della scelta: fmit, gtkguitune (non compatibile con Jack), gxtuner, lingot… Provateli e, se vi va, ditemi qual è il migliore secondo voi.
C’è anche un altro accordatore, se avete un telefonino Android: Guitar Tuna

7.4 – Karaoke

Un bel programma per il karaoke? il migliore è per Windows, è gratis, si chiama “Van Basco” e va benissimo anche su Linux, con Wine.
Scaricate Van Basco da qua:
http://www.vanbasco.com/download.html
Una volta installato, lanciate Jack e QSynth, lanciate vanBasco, cliccate col destro su una parte libera della finestra del player, e scegliete “impostazioni”. Al posto di “MIDI-MAPPER” mettete Synth input port e premete OK.

7.5 – Utilizzo contemporaneo di più schede sonore

Se avete più di una scheda sonora e volete usarle contemporaneamente, Jack vi permette di farlo. Devono essere due schede diverse. Vediamo come.
Per spiegarvi come fare, vi presenterò un esempio pratico. È relativo a una mia vecchia configurazione di anni fa, quindi non seguitelo alla lettera, ma adattatelo alla vostra configurazione.
Allora usavo una SoundBlaster Live!, avevo disabilitato la scheda HD Intel interna del PC, ma poi andai nel Bios e la riattivaui, per vedere se le due schede potevano lavorare assieme…
Questa guida funziona solo se avete due schede con due ingressi: se avete una scheda con più ingressi questa guida vi attiverà solo due di essi. È utile quindi se avete due schede non molto professionali e volete usarle entrambe.
Occorre dire al sistema quale scheda sonora usare normalmente: è infatti probabile che aggiungendo una scheda sonora all’improvviso le impostazioni generali dell’audio del vostro Ubuntu possano cambiare. Quindi:
– Sistema → Preferenze → Audio → Ingresso, e selezionate la scheda giusta.
– poi cliccate su “Uscita” e fate lo stesso. Chiudete pure.
Prima di tutto dobbiamo aprire Jack Control e selezioniamo la scheda principale:
– Setup → Settings
– A destra di “Interface” premete il tastino “>”
– Selezionate la scheda principale e premete OK
– Ricordatevi bene le impostazioni! Dovrete rimetterle uguali se successivamente le cambierete per la seconda scheda.
Vediamo il mio esempio:

Jack

Nel mio caso, vedete, ho tre schede: HDA Intel che è la scheda sonora integrata alla scheda madre (quella che voglio aggiungere), SB Live! 5.1 che è la mia solita scheda che uso sempre, e una terza scheda “HDA Nvidia” che non è altro se non l’uscita audio della scheda video HDMI (questa uscita non è utilizzabile con Jack, fate finta che non esista).
Ora avviate Jack premendo “Avvia” e controllate che funzioni.
Configuriamo ora la seconda scheda.
Stoppate Jack, ritornate nei settings e scegliete la seconda scheda:

Jack

In questo esempio, come vedete, ho selezionato HDA Intel, cioè la scheda sonora integrata.
Ora, premete OK e fate partire Jack. Se non parte tornate nei settings e modificate i vari parametri finché Jack non partirà.
Se modificate i parametri, mi raccomando accertatevi di esservi segnati i parametri che facevano funzionare la scheda principale!
Quando finalmente Jack funzionerà, stoppatelo, premete “Messages” e scorrete in alto fino a raggiungere la stringa di configurazione:

Jack

A questo punto dovete segnarvi da qualche parte tutti i parametri che vengono dopo “/usr/bin/jackd”. Nel mio caso, la stringa da segnare è:
-v -m -dalsa -dhw:0 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M
Ora abbiamo quasi finito ma prima dobbiamo far partire Jack normalmente.
Torniamo nei settings e rimettiamo tutto com’era prima: sotto “Interface” scegliamo la scheda principale, e rimettiamo tutti i parametri che la facevano funzionare. Premiamo OK e quindi Start.
Premiamo anche “Connect”, così vedremo i vari collegamenti quando lanceremo Jack anche per l’altra scheda.
A questo punto attiviamo la seconda scheda.
Apriamo il terminale e scriviamo:
jack_load -i "PARAMETRI" seasound audioadapter
Per PARAMETRI intendo la stringa che ci eravamo segnati prima, quindi nel mio caso sarà:
jack_load -i "v -m -dalsa -dhw:0 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M" seasound audioadapter
Salvate in un file di testo il comando, che darete ogni volta che vorrete lanciare la seconda scheda.
Nella finestra Connect ora vedremo una cosa del genere:

Jack

seasound” è la nostra scheda aggiuntiva.
Nel mio esempio, “seasound” non ha gli ingressi “monitor” semplicemente perché non li supporta. In genere li disattivo anche nella scheda principale (vedi il capitolo 6 sulla configurazione di Jack) ma qui vi ho solo messo un esempio per far vedere che si tratta proprio di due schede diverse.
Dovete tenere presente che purtroppo Jack spesso assegna le schede a casaccio e che quindi ogni volta che riavviate il computer dovete scegliere di nuovo prima la scheda principale e poi la scheda secondaria, in questo modo:
– Aprite QJackCtl, Impostazioni → Parametri → Interfaccia
– Segnatevi in mente a quale numero “hw:” corrisponde la scheda secondaria. Per esempio: 1
– Selezionate la scheda principale, premete OK e lanciate Jack premendo su Start
– Aprite la riga di comando e scrivete quello che avete scritto l’ultima volta per far partire la scheda secondaria, ma cambiando eventualmente il parametro hw:
Per esempio, nel mio caso, se la scheda secondaria HDA Intel un bel giorno è assegnata a hw:1, invece di:
jack_load -i "v -m -dalsa -dhw:0 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M" seasound audioadapter
Dovrò scrivere:
jack_load -i "v -m -dalsa -dhw:1 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M" seasound audioadapter

7.6 – Esempio di autotune VST in Ardour

Come accennavo precedentemente, la mandata esterna (o il collegamento via QJackCtl) di una traccia MIDI di Ardour a un VST esterno non funziona. Se si fa tutto all’interno di Ardour, semplicemente il segnale MIDI non arriva. Se lo facciamo tramite Carla, addirittura otteniamo un bel crash. Per i sintetizzatori non c’è problema: creiamo nuova traccia MIDI, e aggiungiamo prima del fader un plugin sintetizzatore VST convertito per Linux con LinVST. Ma un autotune, che richiede un ingresso MIDI e un ingresso audio, come farlo suonare? Ecco il procedimento, con l’esempio di KeroVee:
1) Creare una nuova traccia “MIDI + Audio”. Strumento: nessuno. Configurazione: Stereo. Nome: kerovee
2) Aggiungere il plugin KeroVee prima del fader della traccia “kerovee”
3) Scrivere le note MIDI nella traccia “kerovee”, o copincollarle dalla traccia MIDI che abbiamo già e di cui volevamo ricevere la mandata esterna.
4) Impostare KeroVee su solo MIDI.
5) Da “Connetti” di QJackCtl o dal Mixer di Ardour, collegare le due uscite destra e sinistra della traccia audio alle due entrate audio della traccia “kerovee”.
6) Disconnettere dal master le uscite della traccia audio, connettere al master le uscite della traccia “kerovee”
7) Disconnettere dal master l’uscita della traccia MIDI – se presente – che volevamo connettere a kerovee.

Qui di seguito ecco prima le impostazioni della traccia audio, che qui ho chiamato “voce”:
kerovee audio midi ardour vst linux

E qui le impostazioni della traccia MIDI + Audio, che nell’esempio ho chiamato “kerovee”:
kerovee audio midi autotune linux vst ardour


8 – Postproduzione e pubblicazione

8.1 – Licenza

Una volta che avrete imparato a usare questi programmi, produrrete – immagino – canzoni. Per pubblicarle vi consiglio la licenza Creative Commons, che vi mette al riparo da eventuali plagi (vale in tribunale dalla data di pubblicazione), è gratuita, non necessita dell’iscrizione alla SIAE, permette comunque l’uso per scopi commerciali (ovviamente il prezzo lo fate voi) ma permette sempre l’uso e la copia gratuita della vostra musica non a scopo di lucro, a patto che si dica sempre che è roba vostra.
Vi consiglio di imparare bene cosa c’è dietro questa licenza, leggendo qui:
http://www.creativecommons.it/

8.2 – Conversione

Per pubblicare, dovete salvare la vostra canzone in due formati:
– WAV non compresso, PCM, 44100Hz, 16 bit.
– MP3, 44100Hz, bitrate costante 128k.
Tenete sempre questi due formati per ogni canzone che avete, perché i vari siti chiedono uno o l’altro.
Per trasformare i formati, usate il software soundconverter, che abbiamo installato fin dall’inizio.
Ovviamente, quando fate un CD audio dei vostri pezzi, usate i file WAV.

8.3 – Pubblicazione

Per creare un CD audio, è sufficiente aprire Brasero o K3b o xfburn e selezionare l’opzione “Crea CD audio”. Potete distribuirlo anche senza “bollino SIAE”, ma prima dovete andare nell’ufficio SIAE della vostra città e consegnare un documento su carta semplice in cui auto-dichiarate che la musica contenuta nel CD non è registrata in SIAE.
Se poi volete pubblicare i vostri pezzi in modo che siano visibili in tutto il mondo, i siti migliori che accettano le vostre canzoni e che ci mettono sopra una licenza Creative Commons, sono:
Jamendo. In italiano. Conosciutissimo, è la migliore vetrina. L’unico difetto è che potete fare upload solo di interi album e che prima di essere pubblicato passa molto tempo perché prima ascoltano tutto e lo devono approvare.
SoundClick. L’upload è semplicissimo e immediato. Pochi fronzoli, molta sostanza.
Internet Archive. Qui non c’è solo musica, c’è TUTTO. Dispersivo ma essenziale: è la memoria di internet. Purtroppo però in Cina è censurato quindi non usatelo per far ascoltare canzoni ai vostri eventuali conoscenti laggiù residenti. Come alternativa potete usare il social network DouBan che è frequentatissimo dalla nuova generazione di giovani colti e avidi di musica alternativa. Specificate però a mano che si tratta di licenza Creative Commons.
YouTube: Vuole solo filmati come sicuramente sapete, ma è semplice usare un programma come Openshot o Kdenlive per inserire un’immagine fissa come video mentre viene riprodotta la canzone. Da qualche tempo ha introdotto la licenza Creative Commons quindi se usate YouTube mi raccomando selezionate l’opzione per la licenza Creative Commons. Anche YouTube è censurato in Cina, quindi vale lo stesso discorso di Internet Archives. Come alternativa video potete usare YouKou, sempre specificando a mano la licenza Creative Commons.
Per sentire alcuni dei risultati ottenuti con i metodi spiegati questa guida, potete ascoltare le mie canzoni. Le ho realizzate tanto tempo fa, con suoni e sistemi di registrazione molto diversi ormai da quelli che pian piano sono stati modificati in questa guida, e ascoltandole oggi me ne vergogno 🙂 ma ormai è storia, quindi se proprio volete ascoltarle rimarranno sempre lì. Anche il mio inglese non era proprio messo benissimo, chiedo venia.
Vi invito a lasciare commenti (anche negativi: non mi offendo!) nei siti in cui ho pubblicato le mie canzonette:

Jamendo (Settingsprimo album)

Jamendo (secondo album)

Jamendo (terzo album)

YouTube


Guida creata il 20 settembre 2007
Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2018
Licenza: © 2007 Stefano Droghetti, Creative Commons BY-NC-SA

40 commenti su “Produzione musicale con Linux

    • Sì, tranne qualche piccolo dettaglio: non l’ho testata su Ubuntu / Unity e quindi qualche programma potrebbe differire graficamente o fare le bizze con le QT, e poi ci sono delle piccole cose nel codice come “xubuntu-restricted-extras” che è solo per Xubuntu, o l’uso di mousepad che l’editor di testi di Xubuntu mentre quello di Ubuntu è gedit, eccetera.

  1. johnny Dessì il said:

    Ciao, funziona anche sulla 17.04?
    In ogni caso mi consigli Xubuntu? L’ambiente grafico XFCE non mi entusiasma…

  2. Giacomo il said:

    Grazie della guida! Assai lunga, ma io sono abituato a Windows e lì l’audio è come avere la “pappa pronta”.
    Ho soltanto un problemino: apro Ardour, seleziono come driver audio jack. Poi apro Hydrogen e Rosegarden. Se premo play su Hydrogen, Rosegarden o Qjackctl questi partono insieme, sono sincronizzati ma Ardour non parte, mentre se premo play su Ardour nè Hydrogen, nè Rosegarden nè Qjackctl partono?

    Grazie in anticipo

    • Da Ardour 4 in poi è sufficiente premere sul tasto del trasporto, per dire a Jack di seguire il trasporto di Jack e non quello interno di Ardour stesso.
      È un tasto in alto, a destra dei normali comandi di play e stop, sopra in genere c’è scritto “Internal” ma se lo premi diventa verde e c’è scritto “Jack”. Da quel momento premendo il play di Ardour partiranno anche le altre applicazioni (e viceversa).
      C’è da dire che Ardour fa un po’ tutto da solo quindi non lo uso più molto in accoppiata con Rosegarden. E in genere Hydrogen lo compongo tutto da solo (ci suono solo sopra la chitarra dal vivo, lo uso proprio solo come drum machine grezza) poi lo esporto come traccia audio e la importo in Ardour, ma se ci vuoi lavorare in diretta ho appena provato e con il tasto del trasporto va.

  3. Gavino il said:

    Salve, vorrei fare una domanda, uso un pc con una derivata, Lubuntu, avevo già installato diversi programmi (lmms, Hydrogen, Ardour e audacity), ora vorrei installare gli altri. Nell’elenco dei programmi da installare con apt-get ho notato che in riferimento al kernel low latency indica xubuntu, lascio tutto com’è nel copiare le istruzioni, anche avendo lubuntu?
    Grazie in anticipo

    • No, non c’è riferimento a xubuntu. I pacchetti per il kernel lowlatency sono:
      linux-headers-lowlatency
      linux-lowlatency

      DOPO c’è anche scritto un altro pacchetto:
      xubuntu-restricted-extras

      che è un pacchetto per installare cose proprietarie come i font di Windows, Flash, eccetera.
      Nel tuo caso quindi al posto di questo, scriverai
      lubuntu-restricted-extras

    • mattia il said:

      Scusami Stefano vedo ora il commento a riguardo. Provo tutto su ubuntu 16-04 lts. tanto sono un neofita. più avanti vediamo. Grazie infinite e scusami

      • Mattia il said:

        Caro Stefano ho installato l interfaccia Xubuntu e lho provata. ho trovato il comando da usare per passare alla distro xubuntu ma come passaggio dalla 12.04.
        su 16.04 lts andava tutto bene riesco a registrare senza ritardo dalla scheda e suonare una novation tramite rosegarden.
        però non mi vanno nè bristol nè l’amato rakarrack che invece girava sulla 14.06 con la quale avevo iniziato a seguirti.
        sulla 16.04 rakarrack non compare in softaware center nè me lo ha installato il tuo mega comando per installare i software. così ho scricato il pacchetto e provato a compilare. dopo aver installato varie librerie dal repository ufficiale ubuntu packages terze parti riesco finalmente a fare andare a buon fine ./configure. ma ora quando faccio make mi dà errori relativi a un file di fltk. questioni di scheda video. io non so corrreeggere errori di compilazione nei file.
        mi sono detto mica con la distro xubuntu questo problema potrebbe scomparire. in caso affermativo mi prendo il rischio e il lavoro di passarci altrimenti userei solo l ‘interfaccia grafica…..grazie mille per la pazienza e l’aiuto se potrai darmelo. fare musica su ubuntu è bellissimo!
        Mattia

        • Uhm… sulla 16.04 Rakarrack è nei repository.
          sudo apt-get install rakarrack
          Forse hai qualche problema di sistema, a questo punto. Installa da zero e segui la guida, vedrai che funzionerà tutto.

  4. La faccio breve: questo tutorial è una figata siderale.
    Utilizzo Ubuntu Studio ed il software libero da anni per registrare musica, quindi molte di queste cose le conoscevo già; ma devo dire che — oltre ad aver trovato finalmente qualcuno che si è preso la briga di mettere tutto insieme in un unico tutorial in italiano — ci sono dentro tanti dettagli che a me erano sfuggiti; oppure ci sono approcci diversi per risolvere problemi simili.
    Grazie mille, Stefano. Hai fatto un lavoro eccellente!

  5. Manu il said:

    Ciao, prima di tutto complimenti, credo che questa guida sia la pietra miliare della documentazione in italiano su come far musica su Linux! Come da te suggerito scrivo qui: premesso che Ardour è validissimo, cosa ne pensi di Qtractor? Ti piace? Venendo io dalla produzione Windows e Mac l’ho trovato più simile ai software che utilizzavo fino a poco fa (Acid e Logic). Vedi qualche controindicazione per cui sia meglio dedicarsi subito a studiare bene Ardour?
    Altra cosa, Jack è fantastico e mi piace la connessione tra i vari software, però essendo abituato a comporre il midi e registrare l’audio con la stessa DAW (per avere tutto insieme), non capisco molto qual è il metodo migliore per usare Hydrogen… Comporre una traccia di batteria ed esportarla come audio (o a piccoli loop) va benissimo, ma a quanto ho capito c’è chi lo usa insieme alla DAW e non capisco come.. lo si può usare come “sorgente” di ingresso per una traccia midi e quindi mettendolo in play mentre si registra lui scrive gli eventi midi nella traccia di Ardour? (ad es.) Però poi la stessa traccia dovrebbe essere indirizzata a sua volta su Hydrogen per usarne i campioni. Si lascia questo tipo di connessione fino al mixdown quando il midi diventerà audio? Vorrei capirlo meglio perchè mi pare un’ottima drum machine e anche i campioni non sono male, ma mentre componi e cambi la struttura di un brano è un po’ scomodo dover ogni volta esportare la traccia audio per importarla nel sw multitraccia… Spero di essermi spiegato… Grazie ancora!
    Manu

    • Ciao! Mai provato Qtractor, non ti saprei dire. È una domanda da fare sul Forum di Ubuntu, secondo me.
      Per quanto riguarda Hydrogen: lo usi *insieme* ad Ardour. Quando premi Play su Ardour, va in play anche Hydrogen. Sono due programmi diversi, ma grazie a Jack, è come avere tutto nella stessa DAW. Solo alla fine, quando devi fare il mix finale, registri la traccia di Hydrogen (la esporti in wav) e la importi in Ardour.

      • manu il said:

        Ciao, innanzitutto grazie della risposta. Quindi se ho capito bene il sincronismo possibile grazie a Jack, tra Ardour e Hydrogen, ti evita di “importare” Hydrogen come plugin in una traccia midi di Ardour. Quello che vorrei capire però è questo: è possibile usarlo anche come plugin in una traccia dentro Ardour? Perchè questo sistema, se posso permettermi, presenta a mio avviso un paio di scomodità, a parte il fatto di dover ri-esportare diverse volte il WAV da Hydrogen se quello che pensi sia il mix finale.. subisce diverse modifiche.. ma al di là di ciò, se faccio una modifica alla lunghezza del brano e delle varie parti di una canzone in Ardour poi lo devo riportare anche su Hydrogen (dovrei farlo anche in una traccia midi, però sarebbe tutto insieme dentro alla stessa finestra). Anche riguardo i settaggi dei volumi, librerie di suoni, e tutto ciò che riguarda la batteria, se ho capito bene devi salvarti una sessione di Hydrogen per ogni canzone, (oltre al progetto di Ardour). Per carità non sono questi i problemi però stavo cercando di capire se in qualche modo Hydrogen potesse lavorare come “strumento virtuale” direttamente abbinato ad una traccia midi *dentro* Ardour. Mi pare di capire di no quindi?
        Tu quindi personalmente per le batterie virtuali usi questo metodo? Hydrogen mi sembra un ottimo strumento, non voglio affatto sminuirlo. Ne usi altri, magari sulle tracce midi direttamente?
        Grazie ancora, ciao.
        Manu

        • Uhm, no, nessun plugin. Semplicemente, premi play su Ardour, e vedi il programma Hydrogen, aperto in un’altra finestra, che va in play anche lui. E così puoi fare con tutti i programmi.
          Non hai più un computer su cui fai girare una DAW. Il tuo stesso computer, con Jack, diventa un’intera DAW. In cui tutti i software vanno in giro belli sincronizzati, e attacchi e stacchi quel che ti pare. Come una grande patch bay in un vero studio di registrazione.
          Sì, ti salvi una sessione di Hydrogen per ogni canzone, certo. Su Ubuntu Studio (o era su KXStudio? Non ricordo) ci sono anche degli strumenti per salvare tutto in una volta, compresi effetti esterni, suoni esterni non inseribili come plugin, interi software che fai andare in sincrono, eccetera.
          Come batteria ho sempre usato solo Hydrogen, e talvolta anche la traccia MIDI diretta verso un rack della Korg, o ho chiamato un batterista 🙂
          Alla fine comunque salvo sia lo stato di Hydrogen, sia il MIDI file generabile da Hydrogen, sia la traccia audio. Tutto fa brodo 🙂

  6. manu il said:

    Ciao a tutti, dalle prime domande che ho postato ho fatto progressi nella produzione audio 🙂
    Ho questo intoppo però.. non capisco bene come interfacciarmi alle mie schede firewire!
    Nelle prime prove che ho fatto infatti utilizzavo una scheda USB (di ripiego, che non è il mio hardware abituale.)
    Solitamente invece utilizzo dispositivi firewire. Ho verificato e sono entrambi presenti tra quelli supportati.
    La distro che sto utilizzando è Kubuntu 18.4 (ne ho provate varie e questa mi è sembrata quella più adatta a me).
    Ho cercato qua e là sul web su vari forum (anche in english) ma non sono riuscito a trovare una procedura chiara sulla configurazione di Jack.
    Qualcuno riuscirebbe a spiegarmi come fare? O indirizzarmi verso procedure già documentate…
    Altra cosa, ho notato che il gestore software di Kubuntu non mi trova FFADO (che immagino sia fondamentale se voglio utilizzare schede firewire), nemmeno dopo avere abilitato i repository di KX Studio.. Ho dovuto cercarlo con il gestore pacchetti. E non mi trova nemmeno altri software (ad esempio Carla). Con Linux Mint (che ho abbandonato in favore di Kubuntu) ricordo che il gestore software trovava ed installava tutto ciò. Sto sbagliando qualcosa?
    Grazie mille in anticipo.

    • A occhio e croce sembrerebbe che la tua scheda, semplicemente, non sia compatibile con Linux…
      Ma non ho mai avuto schede firewire quindi d’esperienza non ti posso essere utile. Hai già provato ad aprire un thread nella sezione “Multimedia” del forum di Ubuntu?

  7. Federico il said:

    Due domandine:
    1) Come funziona la questione se la tastiera Midi è collegata via USB? La posso connettere tramite Jack?
    2) Se ho una scheda che supporta l’HW monitoring, devo collegare i due canali system in Jack? Non sentirei un doppione dell’audio?

    • 1) Le interfacce MIDI to USB sono viste come normalissime interfacce MIDI. Come se fossero attaccate alla presa “joystick” della scheda sonora. Quindi se fai partire Rosegarden negli ingressi e nelle uscite trovi le tue normalissime MIDI IN e MIDI OUT. Se poi fai partire Jack sulla scheda sonora, troverai nei collegamenti anche i vari MIDI.
      2) Li puoi collegare, sì, e avresti appunto un doppione dell’audio. Le schede sonore con HW Monitoring hanno la possibilità di ascoltare l’HW Monitoring in cuffia e l’uscita principale nelle casse. E molte hanno un potenziometro per regolare separatamente le due uscite. Così con Jack gli puoi dire di ascoltare gli strumenti registrati sul main e l’ingresso del microfono solo sul monitor. Per esempio.

  8. Manu il said:

    Ciao Stefano. Ho fatto molti passi avanti, ormai riesco a fare su Linux tutto ciò che facevo con Mac o Windows… Non riesco a capire questa cosa: ho visto che se aggiungo i repository di KXStudio ho già disponibili una serie di pacchetti con quasi tutti i software e plugin esistenti per la produzione audio e sempre aggiornati all’ultima versione. Mi sono detto, “benissimo”. In realtà sto cambiando idea, a causa di crash di alcuni plugin . Mi sembra di capire che a volte la combinazione delle ultime release di un plugin e un host può non funzionare bene o non essere ancora stabile. In effetti, in nessuna delle distro (tranne KXStudio e AVLinux) sembrano essere inclusi questi repository. Nemmeno in Ubuntu Studio, che al momento è la mia preferita.
    Credo allora che vorrei ripulire tutto, ripartire da capo aggiungendo solo i pacchetti di ciò che credo di usare, e non da quei repository. Ma la mia impressione è che alcune cose siano disponibili solo se aggiungo i repository di cui sopra.. ad esempio i plugin ArtyFX che mi piacciono oppure un software che si chiama LuPPP. Cercando sul web per ArtyFX mi rimanda ancora al repository KXStudio.. Allora mi chiedo, sono vincolato ad installare quel repository? O trovo comunque in qualche altro modo versioni considerate stabili? C’è un repository ufficiale per ciascuna applicazione da cui attingere, anzichè dal calderone di KXStudio, dove mi sembra che non sempre le versioni rilasciate siano testate benissimo? Ad esempio, avevo trovato una pagina dove per Qtractor elencava la versione stabile distribuita nelle varie distro di Linux..
    Altra cosa, provando varie distro mi piace molto anche Debian. Per la produzione Audio/video ti viene in mente qualche motivo per cui non usare Debian?
    Grazie mille, ciao

    • Ciao! Sì, non ho inserito KXStudio nella guida per due motivi:
      1) ti fa diventare il PC tutto completamente e assolutamente solo per la musica. Tende a mettere rtantisisme cose che poi in qualche caso limitano le funzionalità di tutto il resto del sistema. Meglio quindi seguire le istruzioni del sito di KXStudio e tenersi in una partizione apposta un sistema KXstudio *tutto* solo per la musica.
      2) Molti pacchetti non vanno poi così bene. Molti crashano. Certo, ha anche dei bei vantaggi, tipo una versione funzionante e aggiornata di MusE (quella su Ubuntu 18.04 non va… anche compilando la 3.x) ma insomma, sono esigenze proprio di chi fa solo musica col PC.

      Non ho mai provato su Debian.

      • manu il said:

        Alla fine per poter installare alcuni pacchetti (LuPPP e gli effetti ArtyFX, Infamous ed altri) ho deciso di collegare i repository KXStudio e poi una volta acquisiti i pacchetti li ho scollegati. Ho cercato a lungo ma non sono riuscito a trovare altri repo meno “invasivi” che puntassero agli stessi pacchetti.
        Buono a sapersi per MusE, mi piacerebbe provarlo ma anche da me andava in crash già in fase di avvio..

  9. manu il said:

    Ciao, questo te lo potrei scrivere in privato lo so, ma ho piacere di scriverlo in pubblico, non sgridarmi quindi per “uso improprio del forum” 😀
    Ti volevo ringraziare per tutti i consigli le dritte e soprattutto la disponibilità. Fino a qualche mese fa non credevo fosse possibile in poco tempo approntare su Linux ciò che finora facevo su Mac. Non sono mai stato un sostenitore per partito preso della Apple, anzi, tutt’altro, facevo fatica a digerire la politica chiusa che ben conosciamo. Ma tra attività musicali mie e registrazioni e mixaggi che facevo per altri, avevo bisogno di qualcosa che funzionasse per certo e in qualunque momento. Tentativi su Linux ne avevo già fatti in passato (anche installando Ubuntu sullo stesso macbook) ma non avevo concluso nulla di utile. Mancava il tempo e di conseguenza la pazienza di dedicarsi ad imparare. Da qualche mese mi sono imposto un cambiamento e la tua guida mi ha aiutato a mettere ordine e insegnato molte cose. Inizialmente ho smanettato parecchio, ora ho capito quali strumenti utilizzare e mi concentrerò ad esplorarne bene le possibilità.
    Mi piacerebbe dare a mia volta un contributo (ad esempio potrei tradurre in italiano il manuale di Qtractor).
    Ho visto che sei di Ferrara, siamo piuttosto vicini, se capiterà ti offro una birra!

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