Ubuntu 22.04 supercompleta

Premessa (leggere, è importante!)

Prendete questa guida come provvisoria, in quanto è presumibile che al rilascio di Ubuntu 22.04.1 (prevista per il 4 di agosto 2022) le cose cambieranno parecchio. Se volete ancora stare con la 20.04, questa è la guida (non più supportata) per Ubuntu 20.04 supercompleta. Per ora la vera grossa novità di 22.04 è Wayland per la gestione della grafica. Per sapere cos’è Wayland vi consiglio l’ottimo video di Morrolinux che ne parla: https://www.youtube.com/watch?v=p31-l7wFkKk
Le novità principali di questa guida rispetto alla precedente su Ubuntu 20.04 sono:

  • Fra i vari modi di installare le applicazioni, useremo soprattutto Flatpak
  • Daremo per scontato che si usa Wayland
  • Come gestore di macchine virtuali useremo quello nativo di Gnome e non più VirtualBox

I limiti, che spero siano provvisori, sono:

  • Chi ha una scheda grafica Nvidia farà tutto a suo rischio e pericolo in quanto non ne ho una per provare, e soprattutto è risaputo che il supporto di Nvidia a Wayland non è ancora maturo
  • Non sono ancora usciti i driver proprietari di AMD per 22.04, quindi per chi ha una scheda grafica AMD (o Intel) per ora niente DaVinci Resolve e niente render in GPU per Blender

Se vi va di provare quindi leggete il resto di questa guida. Io finora mi ci trovo bene, e riesco a produrre audio (la guida per l’audio è a parte) e video senza problemi come (e più velocemente di quanto) facevo prima. Soprattutto perché non uso DaVinci e altro software proprietario, per quanto possibile, da sempre, e perché Wayland va veramente molto più veloce di Xorg. Per la musica (in una guida separata), funziona tutto bene e riesco a usare tutto quello che usavo prima, più altre cose come Zrythm, Geonkick e Ardour 6.9 che si trovano già su Flatpak senza bisogno di compilare nulla.


I metodi di installazione – per capirci qualcosa

Chi è abituato a Windows pensa che i programmi si installino cercando un file .exe di installazione da scaricare da qualche parte e poi lanciare. Ubuntu invece funziona un po’ come Android o come gli iPhone: c’è una sorta di Play Store o di AppStore in cui cercare quello che ci interessa, e sarà il sistema che si occuperà di scaricare e installare i programmi. O meglio: Ubuntu funziona anche con questo metodo, anzi ultimamente i modi di installare i programmi sono diventati davvero un po’ troppi e la cosa è alquanto fastidiosa. Ci si chiede subito perché non c’è un sistema unico di installazione ma la risposta è sempre la stessa: è il bello della libertà. Sì perché in realtà Ubuntu avrebbe il suo sistema specifico e “unico” di installazione, che si chiama snap. Ma ognuno può scrivere software e alcuni lo scrivono per essere installato in un modo, altri in un altro, e come snap non si trova ancora quasi nulla costantemente aggiornato all’ultima versione stabile. Vediamo quali sono i metodi più usati per installare applicazioni su Ubuntu, perché in questa guida li useremo parecchio:

File di installazione Debian

È l’equivalente dei file Setup.exe su Windows. Hanno estensione .deb, si scaricano singolarmente, e lanciandoli da amministratore si installano nel sistema. Per lanciare questi installatori useremo un’applicazione grafica che si chiama GDebi. Questo sistema è fortemente sconsigliato perché pacchetti scritti per altre distribuzioni o versioni, o pacchetti obsoleti creano spesso conflitti e instabilità. Inoltre non si aggiornano automaticamente quando esce una nuova versione del programma.

Apt

Apt funziona come una sorta di App Store per pacchetti .deb certificati per Debian (la distribuzione classica da cui deriva Ubuntu). Quando noi diciamo ad Apt di installare un’applicazione lui va a cercarla in alcuni posti dove ci sono molte applicazioni, e se la trova la scarica e la installa. Questi posti in informatica si chiamano repository e possono essere su internet o anche in rete o sul nostro stesso PC. Nel caso di Apt i repository si chiamano PPA, sono pieni di pacchetti .deb e su Ubuntu sono certificati da Canonical (la ditta che rilascia Ubuntu), e sono in remoto. In realtà possiamo anche aggiungere dei PPA non certificati da Canonical, a nostro rischio e pericolo. Qualche esempio di comando Apt, tenendo conto che “sudo” significa “tutto quello che segue fallo da amministratore”:
apt-cache search blender → Cerca nei repository il programma “Blender”
sudo apt install blender → Installa il programma “Blender”
sudo apt remove blender → Disinstalla il programma “Blender”
sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/ppa → Aggiungi tra i repository il PPA di Libreoffice
sudo apt update → Aggiorna l’elenco di tutte le app disponibili nei repository
sudo apt full-upgrade → Se ci sono dei programmi più nuovi nei repository rispetto alle versioni installate, aggiornali tutti

Snap

Funziona più o meno come Apt, ma le applicazioni installate con questo metodo sono certificate da Canonical, e sono “sandboxed”, cioè se ne stanno da sole nel loro ambiente senza vedere tutto il resto e per vedere al di fuori del proprio ambiente per interfacciarsi con altre applicazioni vanno “connesse” ad appositi sistemi in fase di installazione. Hanno il vantaggio di essere certificati, di essere molto sicuri e di non rischiare mai installazioni che compromettano il sistema. Hanno lo svantaggio di essere un sistema sostanzialmente proprietario su cui Canonical ha il completo controllo, di occupare un po’ più spazio su disco, di far fatica ad affermarsi nel mondo Linux essendo qualcosa molto specifica di Ubuntu, di dare problemi di interfacciamento con applicazioni installate con altri metodi. Anche per snap ci sono comandi simili:
snap search blender → Cerca tra gli snap il programma “Blender”
sudo snap install blender → Installa il programma “Blender”
sudo snap remove blender → Disinstalla il programma “Blender”
sudo snap refresh → Se ci sono dei programmi più nuovi nei repository rispetto alle versioni installate, aggiornali tutti

Flatpak

Più o meno come snap, ma molto più sandboxed (non vedono proprio nulla che stia fuori dalla propria cartella utente) e però molto più libero, non essendoci alcuna ditta di mezzo. Si può fare tutto senza “sudo”, l’unica differenza è che le applicazioni sono visibili a tutti gli utenti del sistema o solo a uno. I comandi principali sono:
flatpak search blender → Cerca l’applicazione “Blender” e il suo nome Flatpak
flatpak install org.blender.Blender → Installa l’applicazione “Blender”, il cui nome flatpak abbiamo ottenuto con il comando flatpak search
flatpak uninstall org.blender.Blender → Disinstalla l’applicazione “Blender”, il cui nome flatpak abbiamo ottenuto con il comando flatpak search
flatpak update → Se ci sono applicazioni aggiornabili, aggiornale
flatpak uninstall --unused → Disinstalla librerie non usate da alcun programma
flatpak list → Elenca tutti i programmi e le librerie installati con flatpak
flatpak list --app → Elenca tutti i programmi installati con flatpak
flatpak repair → Corregge eventuali errori di installazione
flatpak run org.blender.Blender → Lancia da terminale il programma “Blender”, il cui nome flatpak abbiamo ottenuto con il comando flatpak search

File eseguibile

Alcuni programmi si trovano sotto forma di un singolo file o singola cartella al cui interno c’è un file eseguibile. Non bisogna installare nulla, in questo caso basta fare doppio click sul file (oppure tasto destro → Esegui come programma) il programma teoricamente dovrebbe partire. Talvolta si trova dentro una cartella, in genere in una sottocartella chiamata “bin”, talvolta occorre dare i permessi di esecuzione al file (tasto destro sul file, Proprietà, Permessi, spunta su “Esecuzione”)

Java Web Start

Si tratta di programmi che vanno aperti con l’applicazione “Java Web Start” (che installiamo fra poco). Si scaricano, si scompattano e si lanciano cliccandoci sopra con il tasto destro, Apri con, IcedTea Web Start.

Appimage

È piuttosto nuovo come metodo. È un unico file, in cui sono compattati all’interno tutti i componenti e tutte le dipendenze necessarie a far funzionare il programma, indipendentemente dalla distribuzione su cui lo usiamo. Basta scaricare il file, che ha come estensione appunto .Appimage, lo dobbiamo rendere eseguibile e da lì in poi basterà farci sopra doppio click che il programma partirà. Ovviamente il software non si aggiorna automaticamente, e occorrerà controllare sul sito ufficiale da cui lo abbiamo scaricato se è uscita una nuova versione.

Compilazione

Quando troviamo un programma di cui è disponibile solo il codice (in genere compattato in un file con estensione tar) occorre trasformarlo in un eseguibile attraverso vari comandi che cambiano ogni volta (make, cmake e altro) e la cui sintassi dovrebbe trovarsi in istruzioni più o meno chiare che accompagnano il codice stesso. Ovviamente questo è un metodo solo per esperti, anche se è una delle cose più fondamentali dell’informatica, croce e delizia di chiunque abbia mai avuto anche solo pochissime esperienze di programmazione. In questa guida cercheremo di non usarlo mai, per semplicità.

Altro

Ci sono altri metodi di installazione, dipendenti sostanzialmente dal linguaggio in cui sono scritti: Python, Java, Ruby… Per ognuno vale lo stesso metodo: leggere le istruzioni e provare. In generale per Python si ricorre a una specie di Apt per programmi Python, che si chiama pip, mentre per Java esistono specifiche sintassi per lanciare ogni singolo programma. Come sopra, in questa guida cercheremo di usare tutto ciò il meno possibile.


Prime cose da fare appena installato Ubuntu 22.04

La prima cosa che ci viene chiesta è la sincronizzazione con gli account. Per quanto riguarda Google direi che ormai funziona bene tutto. Quindi consiglio di inserire già qui le proprie credenziali Google per ritrovarsi avvisi di email e calendario, rubrica, e soprattutto cartelle di Google Drive già nel file manager. Si può anche scegliere “Salta” e provare più tardi, basta andare su Impostazioni → Account.

Personalizzazione del desktop

Andando su Impostazioni → Aspetto, è possibile personalizzare molto il desktop. Io in particolare lascio la dock sulla sinistra ma la preferisco “flottante” (Panel mode: off) e imposto il tema Dark. Poi tolgo dalla dock molte cose che non mi servono (tasto destro → Rimuovi dai preferiti). Per aggiungere icone alla dock basta premere sul menu (o premere il tasto Super sulla tastiera), digitare il nome dell’applicazione, e una volta trovata andarci sopra col tasto destro e scegliere “Aggiungere ai preferiti”. Consiglio di aggiungere il terminale.

Preparazione del sistema

Dal menu cercare “Software e aggiornamenti” e controllare che:

  • Software per Ubuntu: le prime quattro caselle selezionate
  • Driver aggiuntivi: attendere che il sistema trovi eventuali periferiche. Se non ne trova, uscire, altrimenti valutare se è il caso di installare il driver. Se la periferica funiona già, io tendenzialmente non installerei il driver proprietario.

In questo modo abbiamo preparato il sistema agli aggiornamenti. Se è stato installato un driver proprietario, sarà probabilmente necessario riavviare, ma lo faremo tra poco, non importa riavviare subito

Aggiunta di PPA esterni

Non sono molti i programmi che installeremo con Apt, ma tra questi c’è la suite di LibreOffice, che per essere sempre aggiornata richiede l’aggiunta di un repository ufficiale perfettamente funzionante con Ubuntu. Per aggiungerlo aprire il terminale e digitare:
sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/ppa -y

Aggiungere anche i repository ufficiali per Ubuntu di OBS Studio (fra poco spiego cos’è per i pochi che non lo sapessero):
sudo add-apt-repository ppa:obsproject/obs-studio -y

Quelli per Inkscape:
sudo add-apt-repository ppa:inkscape.dev/stable -y

Se servono altri PPA aggiuntivi, man mano che servirà, li aggiungerò in questa sezione.

Per toglierli o vedere quali sono installati, basta lanciare “Software e aggiornamenti” e andare nella scheda “Altro software”

Aggiornamento del sistema

Ora occorre aggiornare il sistema. Con questo unico comando è possibile ora aggiornare tutte le componenti del sistema operativo e anche tutto il software installato:

sudo apt update && sudo apt full-upgrade -y && sudo snap refresh


Installazione delle applicazioni di sistema

Installiamo ora una serie di applicazioni che è meglio installare con Apt, in modo che siano viste da tutto il sistema. Vi capiterà con ogni probabilità di usarle, anche solo per farne funzionare altre, quindi vi consiglio di installarle tutte. Di facoltativo, cioè da installare solo se sapete cosa sono e le usate, ci sono solo Virt Manager per le macchine virtuali e le librerie per l’immissione delle lingue asiatiche. Il resto installatelo sempre, ve lo raccomando.

Prima infornata di applicazioni (con Apt)

Eventualmente saltate quelle che non ritenete che userete mai, ma sono molto piccole e non ha molto senso privarsene quando è decisamente possibile che prima o poi vi servano:

Brasero – Serve per scrivere sui CD e DVD
Curl – Serve per far funzionare e installare altri programmi
Default-jre – È Java, serve per far funzionare altri programmi
Ffmpeg – Comando che fa quasi tutto il possibile in ambito multimediale. È usato da quasi tutti i programmi.
Filezilla – È un client FTP
Flatpak – Serve per installare altri programmi che vedremo in seguito
Fluid Soundfonts – Serve per suonare i MIDI file
Crosextra Fonts – Sono caratteri simili a quelli usati da Windows 10, per compatibilità con certi documenti e siti
Shell Extensions – Serve per aggiungere elementi al pannello
Gdebi – Per installare graficamente i pacchetti .deb
Geany – Un editor di testo molto avanzato, ma anche una IDE per programmatori
Gir1.2 – Librerie necessarie per far funzionare Gnome System Monitor
Gnome Software – Serve per gestire graficamente i programmi installati con apt, snap e flatpak. Più che altro per consultare, dacché alcune cose non funzionano, come la disinstallazione…
Gnome System Monitor – Un applet che installeremo sulla barra in alto per tenere sempre monitorate le temperature e l’uso del PC e di periferiche a esso collegate
Gnome System Tools – Elementi del sistema operativo fondamentali come il gestore di dischi, il creatore di chiavette USB avviabili, l’installatore di caratteri e molto altro
Gnome Tweaks – È il programma “Personalizzazioni” che ci permetterà di cambiare qualche impostazione aggiuntiva, come ridurre la dimensione dei caratteri e molto altro

GParted – Per gestire le partizioni e le formattazioni
GThumb – Gestore e browser di immagini e fotografie potente e veloce
ibus-anthy – Supporto per l’immissione della lingua giapponese
ibus-hangul – Supporto per l’immissione della lingua coreana
ibus-libpinyin – Supporto per l’immissione della lingua cinese

ICC-profiles – Questo rende disponibili a livello di sistema (nella cartella /usr/share/color/icc) i profili colore per la stampa in tipografia dei vostri documenti.
IcedTea – Serve per lanciare alcuni programmi in Java
Inkscape – Straordinario programma di grafica vettoriale, simile ad Adobe Illustrator ma che gestisce una pagina alla volta
libdvd – Per leggere i DVD comprati, originali
Libreoffice – Suite completa per ufficio
Net Tools – Comandi che vi serviranno quando comincerete a interrogarvi sul funzionamento della rete e degli apparecchi in rete
OBS Studio – Programma ormai universalmente usato da tutti i producer: permette di registrare il desktop o singole finestre, fino a effettuare una vera e propria regia televisiva professionalissima e, andando in diretta su Youtube, Twitch, Facebook, Instagram e molto altro. Lo installiamo da Apt perché quasi tutti i plugin di OBS Studio richiedono un’installazione di questo tipo
P7zip – Software per compattare e scompattare nello standard 7zip
Pavucontrol – Mixer audio di sistema, molto dettagliato. Consiglio di metterlo nella dock tra i preferiti
Plocate – Per cercare e trovare file da terminale
ppa-purge – Per cancellare un PPA e tutti i programmi installati da esso
python3-pip – Per installare programmi in Python
soundconverter – Per convertire formati audio
synaptic – Per gestire graficamente i pacchetti Apt
ubuntu-restricted-extras – Per installare alcune cose non libere ma spesso richieste per compatibilità (font MS, qualche codec…)
unrar – Per scompattare archivi Rar
virt-manager – Gestore di macchine virtuali

Per installare tutto ciò:

sudo apt install -y \
brasero \
curl \
default-jre \
ffmpeg \
filezilla \
flatpak \
fluid-soundfont-gm \
fluid-soundfont-gs \
fonts-crosextra-caladea \
fonts-crosextra-carlito \
gdebi \
geany \
gir1.2-gtop-2.0 gir1.2-nm-1.0 gir1.2-clutter-1.0 \
gnome-shell-extensions \
gnome-shell-extension-prefs \
gnome-software-plugin-flatpak \
gnome-software-plugin-snap \
gnome-system-monitor \
gnome-system-tools \
gnome-tweaks \
gparted \
gthumb \
ibus-anthy \
ibus-hangul \
ibus-libpinyin \
icc-profiles \
icedtea-netx \
inkscape \
libdvd-pkg \
libreoffice \
net-tools \
obs-studio \
p7zip \
p7zip-full \
p7zip-rar \
pavucontrol \
plocate \
ppa-purge \
python3-pip \
soundconverter \
synaptic \
ubuntu-restricted-extras \
unrar \
virt-manager

Se dà errore di scaricamento file mentre sta installando i font, correggere così:
sudo apt install ttf-mscorefonts-installer --reinstall
è uguale ma provare anche con:
sudo dpkg-reconfigure ttf-mscorefonts-installer
infine:
sudo apt install -f

Qualche ritocco prima del riavvio

  • Ora che abbiamo installato Gnome Tweaks, già che ci siamo, se pensiamo che tutto sia un po’ troppo grande, possiamo ridurre i dpi (dot per inch = punti per pollice) dei caratteri e quindi di tutta la grafica. Basta aprire “Personalizzazioni”, andare su “Caratteri” e impostare un fattore di scala minore di uno. Consiglio: basta 0,9
    Purtroppo, dopo questo cambiamento, alcune applicazioni scritte in QT non si vedono bene, per esempio Mixxx (che installeremo in seguito). In seguito vedremo come risolvere questo problema.
  • Ora che abbiamo installato il gestore di installazione di programmi scritti in Python, dobbiamo correggere un bug che presto spero verrà risolto, per cui alcuni programmi dicono che non trovano la cartella /usr/bin. Per correggere questo errore per sempre basta aprire il terminale e scrivere:
    sudo ln -s /usr/bin/python3 /usr/bin/python
  • Ora che abbiamo installato il programma che permette di leggere i DVD originali, occorre configurarlo:
    sudo dpkg-reconfigure libdvd-pkg
  • Ora che abbiamo installato flatpak, bisogna aggiungerne i repository:
    sudo flatpak remote-add --if-not-exists flathub https://flathub.org/repo/flathub.flatpakrepo

Perché tutte queste modifiche abbiano luogo, è giunto il momento di…

Riavviare il sistema

Basta andare in alto a destra e cliccare, Spegni/Termina, Riavvia…

Oppure si può aprire il terminale e scrivere:
sudo reboot


Altre applicazioni

Veniamo ora ad altre applicazioni, installabili solo dopo il primo riavvio. Una buona metà sono dei must have, e se io stessi provando Ubuntu per la prima volta le installerei tutte, giusto per provare. Chi già conosce, può scegliere quali installare e quali no, e passare a quella successiva.

Un’altra infornata di applicazioni con Flatpak

Ora che abbiamo installato flatpak e altri gestori di pacchetti, è giunta l’ora di installare molte altre applicazioni che potreste usare per i vostri hobby, lavoro e molto altro. Cominciamo da quelle con Flatpak, precedute da una descrizione (scegliete poi voi nel comando cosa installare e cosa no). Nel comando non importa mettere “sudo”, le applicazioni si installano solo per il vostro utente. Usiamo flatpak perché rimarranno sempre aggiornate all’ultimissima versione stabile senza far conflitto con altre cose installate nel sistema, e sono applicazioni che non necessitano di leggere file al di fuori della vostra cartella utente.

Flash Player Projector – Se avete vecchi file di animazioni o quant’altro scritto in Flash, questa app permette di aprire in sola lettura tali file
Calibre – Vi permette di leggere e-book e gestire una libreria
Darktable – Equivalente di Adobe Lightroom, serve soprattutto per gestire le immagini raw della vostra fotocamera
Video Downloader – È un semplice software per scaricare video o audio dai siti, soprattutto Youtube. Se non funziona, usare l’estensione Videodownload Helper per Chrome, o provare con Youtube-dl (che installeremo più avanti)
Flash Decompiler – Permette di risalire al codice dei file binari scritti in Flash, per poterli modificare
Spotify – È l’app di Spotify. Tenete però conto che funziona benissimo lo stesso anche senza, direttamente nel browser
Sweet Home 3D – Crea la tua casa in 3D partendo dalla piantina. Ha una collezione molto ampia di mobili e accessori. Il render non è eccezionale ma si può esportare in Blender e allora…
Visual Studio Code – Solo se dovete programmare
Handbrake – Convertitore e compressore di file video. Se seguite la mia guida sulla produzione video, dovete installarlo altrimenti alcuni profili di transcodifica non funzioneranno
Scribus – Straordinario programma di publishing, equivalente ad Adobe InDesign (o Illustrator multipagina) e con quadricromia nativa
Drumstick MIDI Player – Lettore di file MIDI con karaoke. L’equivalente di VanBasco, per chi lo conosce, ma così non bisogna scomodare wine.
Losslesscut – Programma velocissimo e semplice per tagliare file video, o estrarre parti di video, senza ricodificare.
Audacity – Semplice editor di file audio.
Blender – Software di modellazione 3D, effetti speciali, compositing e quant’altro, usato anche a Hollywood per… tutto. Su Youtube esistono corsi per principianti e anche per super esperti. Saperlo usare bene tutto equivale a laurearsi e pure fare il dottorato, come quantità di nozioni e concetti da imparare ed esercizio quotidiano, ma ne vale la pena, ve lo assicuro. Non ha equivalenti commerciali, dato che li batte un po’ tutti, e fa tutto quello che fanno insieme applicazioni come Maya, ArchiCAD, Houdini, After Effects, Nuke, Cinema 4D e molto altro
MKV Toolnix GUI – Permette di prendere un file mkv ed estrarne solo l’audio o solo il video o singole tracce video o audio, sottotitoli ecc. Permette anche l’operazione inversa, senza rifare l’encoding e quindi senza perdita di dati
FreeCAD – Un CAD molto buono, che apre e scrive anche i file dxf
Kdenlive – Il video editor libero migliore che ci sia. Siamo a livelli di Adobe Premiere, quasi
Krita – Come Gimp ma più simile come interfaccia a Photoshop, e ha anche la quadricromia nativa. Però fa meno cose di Photoshop e Gimp per il fotoritocco, essendo nato soprattutto per il disegno pittorico. Infatti se avete una tavoletta grafica ha funzioni che lo stesso Photoshop si sogna
Colour Picker – Purtroppo su Wayland il colour picker non funziona ancora benissimo. Per esempio, su Kdenlive. In caso servisse, lanciare questo e poi copincollare il codice colore, in attesa che il bug venga corretto
MyPaint – Semplice e utilissimo programma per disegni e schizzi se avete una tavoletta grafica
JOSM – Permette di modificare le mappe di OpenStreetMap. Se non siete mappatori, non installatela. Per saperne di più, c’è la mia guida sulle mappe gratis per navigatori.
Openshot – Programma di video edit molto semplice. Poco potente ma molto facile da usare.
Gimp – Equivalente di Adobe Photoshop ma purtroppo ancora senza quadricromia nativa. Fa un po’ tutto quello che fa Photoshop ma in maniera diversa, grazie ai vari plugin aggiuntivi che si installano
VLC – Il lettore multimediale più famoso e completo che esista

sudo flatpak install -y \
com.adobe.Flash-Player-Projector \
com.calibre_ebook.calibre \
org.darktable.Darktable \
com.github.unrud.VideoDownloader \
com.jpexs.decompiler.flash \
com.spotify.Client \
com.sweethome3d.Sweethome3d \
com.visualstudio.code \
fr.handbrake.ghb \
net.scribus.Scribus \
net.sourceforge.dmidiplayer \
no.mifi.losslesscut \
org.audacityteam.Audacity \
org.blender.Blender \
org.bunkus.mkvtoolnix-gui \
org.freecadweb.FreeCAD \
org.kde.kdenlive \
org.kde.krita \
nl.hjdskes.gcolor3 \
org.mypaint.MyPaint \
org.openstreetmap.josm \
org.openshot.OpenShot \
org.gimp.GIMP org.gimp.GIMP.Manual org.gimp.GIMP.Plugin.BIMP org.gimp.GIMP.Plugin.FocusBlur org.gimp.GIMP.Plugin.Fourier org.gimp.GIMP.Plugin.GMic org.gimp.GIMP.Plugin.Lensfun org.gimp.GIMP.Plugin.LiquidRescale org.gimp.GIMP.Plugin.Resynthesizer \
org.videolan.VLC

Se durante l’installazione vi chiede quale versione installare, scegliete sempre quella più recente.

Chrome, estensioni e System Monitor

Occorre prima scaricare il pacchetto .deb da qua: https://www.google.com/intl/it_it/chrome/

Per installarlo, andateci su con il tasto destro e scegliete “Apri con altra applicazione” e quindi fate doppio click su “Gdebi”. Vi si aprirà Gdebi, sul quale dopo una breve attesa sarà sufficiente premere sul pulsante “Installa”.
D’ora in poi Chrome si aggiornerà anche automaticamente quando daremo il comando per aggiornare tutto (alla fine della guida).

È stato riscontrato un problema per Chrome quando si è su Wayland: non funziona la condivisione dello schermo, per esempio dentro a Google Meet e quant’altro. Ma il problema si risolve facilmente:

  • Aprire Chrome e incollare nella barra degli indirizzi:
    chrome://flags/#enable-webrtc-pipewire-capturer
  • Scegliere “ENABLED”

A questo punto basta chiudere la scheda e tutto dovrebbe funzionare.

Come plugin consiglio:

  • U-Block Origin, credo il miglior Ad-Blocker in circolazione
  • Integrazione Gnome Shell, che serve per permettere l’installazione di applet sul desktop e sulla barra in alto, passando per Chrome
  • Netflix1080, che permette di vedere Netflix in HD (purtroppo molti servizi di streaming si basano su un protocollo DRM incompatibile con Linux, che gli impedisce la codifica in HD, ma questo plugin risolve perlomeno per Netflix. Purtroppo non si sa nulla ancora riguardo a Prime Video)
  • Videodownload Helper, probabilmente il miglior metodo per scaricare video da un sito

Se avete installato l’estensione “Integrazione Gnome Shell” ora potete installare estensioni dello stesso desktop di Ubuntu, da dentro Chrome. L’utilissimo monitor di sistema si installa semplicemente digitando nella barra degli indirizzi di Chrome:
https://extensions.gnome.org/extension/3010/system-monitor-next/
Qui è sufficiente accendere l’interruttore, e sulla barra in alto vi apparirà il System Monitor

Plugin di OBS Studio

Numerose funzioni di OBS Studio si ottengono installandole separatamente. Ecco di seguito le più usate e testate per Ubuntu, con il relativo modo di installarle:

  • NDI – Permette di trasmettere la diretta in rete, così da catturarla come input in locale o su altri computer. Per installarla occorre:
    – Scaricare i due .deb da qui: https://github.com/Palakis/obs-ndi/releases/tag/4.9.1
    – Installarli entrambi con GDebi
    – Aprire il terminale e digitare:
    cd /usr/lib; sudo rm libndi.so; sudo ln -r -s libndi.so.4.5.1 libndi.so; sudo rm libndi.so.4; sudo ln -r -s libndi.so.4.5.1 libndi.so.4
  • Scale to sound – Crea l’effetto di far ingrandire e rimpicciolire le fonti a suon di musica.
    – scaricare da https://obsproject.com/forum/resources/scale-to-sound.1336/ (tasto Download in alto a destra)
    – scompattare e copiare nella cartella dei plugin di OBS, che è nascosta ed è nella propria home sotto .config/obs-studio/plugins (per vedere le cartelle nascoste, quelle che cominciano con un punto, premere Ctrl+h)
  • Transition table – Permette di programmare in maniera più semplice le transizioni fra scene diverse
    – Andare su https://obsproject.com/forum/resources/transition-table.1174/ e premere “Download” come sopra
    – Scaricare l’archivio per Linux, scompattarlo e copiare la cartella in quella dei plugin di OBS, sopra menzionata
  • Move Transitions – Permette di aggiungere transizioni tra singole fonti da una scena all’altra, in modo che si spostino, sfumino, ruotino invece di scomparire quando si cambia scena
    – Come gli altri plugin, da qui: https://obsproject.com/forum/resources/move-transition.913/
  • Input Overlay – Aggiunge un mouse e alcune scritte, su cui viene riportato cosa state premendo durante una diretta. Utilissimo nei tutorial.
    – Come sopra copiate la cartella scompattata nella cartella dei plugin di OBS, oppure installate il deb, da qui: https://obsproject.com/forum/resources/input-overlay.552/
    – Scaricare anche i preset, scompattarli e mettere la cartella dove vi è più comodo, per esempio in Documenti
  • Websocket – Crea anche questo un flusso di rete, ma al contrario di NDI è un po’ più complesso da usare, essendo però più potente e completamente libero e open source
    – Installare il .deb scaricato da qui: https://obsproject.com/forum/resources/obs-websocket-remote-control-obs-studio-from-websockets.466/
  • Advanced scene switcher: Simile a Move Transition ma con ancora più effetti
    – Aprire il terminale e digitare:
    sudo apt install libopencv-imgproc4.5d libopencv-objdetect4.5d
    – Poi come per gli altri scaricare e scompattare in plugins la cartella, da qui: https://obsproject.com/forum/resources/advanced-scene-switcher.395/

Immissione di caratteri asiatici

Se avete installato uno o più dei pacchetti per l’immissione di lingue asiatiche nella prima parte di questa guida, dovete attivare iBus, il sistema che si occupa di gestire questo genere di cose.

Impostazioni → Tastiera → + → i tre puntini verticali in fondo all’elenco → “Altro” in fondo all’elenco
Qui nell’elenco scegliete quelli che avete installato. Per il cinese il più usato è “Cinese (Intelligent Pinyin)” e per il giapponese è “Giapponese (Anthy)”.

In alto a destra apparirà una piccola icona “it” con cui passare da un sistema di immissione all’altro, anche premendo semplicemente Super+Spazio.

Ma non è finita: il miglior font calligrafico per il cinese semplificato si chiama KaiTi e occorre scaricarlo e installarlo. Si scarica da qui: https://fontzone.net/download/kaiti
Si installa facendo doppio click sul file scaricato (in certi casi dopo averlo scompattato). Si apre il gestore di font, sul quale basterà premere il tasto “Installa”.

Altre applicazioni

Oltre che da Apt e da Flatpak, ci sono altre applicazioni che possiamo installare con altri metodi.

  • Spotdl – È un programma che si usa da riga di comando, si installa con pip, il comando per installare programmi scritti in Python, e serve per trovare su Youtube i file audio ufficiali di una playlist Spotify o di un link Spotify che voi gli date. Lui si occupa di trovare l’audio corrispondente su Youtube e di scaricarlo nella qualità massima. Per installarlo basta aprire il terminale e digitare:
    sudo pip install spotdl
  • Slowmovideo – Permette di rallentare un video con il cosiddetto “Optical flow”, cioè indovinando i fotogrammi intermedi per rendere più fluido il rallentamento. È un’Appimage perciò basta scaricare il file, dargli i permessi di esecuzione e lanciarla con un semplice doppio click:
    https://github.com/slowmoVideo/slowmoVideo/releases
  • Shotcut – Altro editor video. Potente e semplice, non è potente come Kdenlive ma se la cava. È utile perché è molto documentato su YouTube anche in italiano, ed è identico per Windows e Mac. Questo si installa con snap:
    sudo snap install shotcut --classic
  • Youtube-dl – Serve per scaricare video da Youtube. È legale solo se avete il permesso ovviamente, che ve lo dico a fare. Per scaricarlo e installarlo dovete aprire il terminale e scrivere:
    sudo curl -L https://yt-dl.org/downloads/latest/youtube-dl -o /usr/local/bin/youtube-dl; sudo chmod a+rx /usr/local/bin/youtube-dl
    Per aggiornarlo invece basta scrivere (grazie a UbuNuovo di forum.ubuntu-it.org per questa dritta):
    sudo youtube-dl -U
  • Krita aggiornato – Se volete avere Krita aggiornato all’ultimissima versione, quella che abbiamo installato con Flatpak ci mette qualche settimana ad aggiornarsi quindi occorre scaricare l’Appimage da qui: https://krita.org/en/download/krita-desktop/

Ultimi ritocchi e consigli per la manutenzione

Le ultime cose da fare per la vostra Ubuntu supercompleta sono:

  • Le applicazioni predefinite – Ora che abbiamo installato tutte le applicazioni, bisogna dire al sistema di usarle. Basta andare in Impostazioni → Applicazioni predefinite, e scegliere Chrome o Firefox come browser, VLC come Musica e Video, e Gthumb per le fotografie
  • Per una corretta visualizzazione delle foto occorre anche configurare GThumb. Apritelo e andate sul menu (le tre linee orizzontali in alto a destra) → Ordina per → Nome → Fatto. Poi sempre sul menu → Preferenze → Generale → Miniature nel visualizzatore: sul lato
  • Probabilmente non tutte le traduzioni sono state installate. Per completare l’installazione delle lingue andare su Impostazioni → Regione e lingua → Gestione lingue installate, e dire di sì se il sistema ci consiglia di installare pacchetti di traduzione incompleti

Manutenzione e cose da fare spesso:

  • Ogni tanto, controllare se sono usciti aggiornamenti vari, installarli se ce ne sono, e pulire un po’ il sistema da file non più necessari. Per far ciò basta aprire il terminale e scrivere:
    sudo apt update; sudo apt full-upgrade -y; sudo apt autoremove -y; sudo snap refresh; sudo flatpak update -y; sudo apt autoremove -y; sudo flatpak uninstall --unused -y; sudo youtube-dl -U
  • Si diceva: quando si riduce la grandezza dei caratteri attraverso “Personalizzazioni” (Gnome Tweaks) alcune applicazioni partono con una grafica sbagliata e illeggibile. In generale per far partire bene un programma reso illeggibile da questa modifica, basta lanciarlo da terminale scrivendo alcune cose prima del comando per lanciarlo:
    export QT_AUTO_SCREEN_SCALE_FACTOR=0; <comando>
    Per esempio:
    export QT_AUTO_SCREEN_SCALE_FACTOR=0; flatpak run org.mixxx.Mixxx
  • Alcuni software su Wayland possono dare un difetto di visualizzazione, specie se scritti in QT, per esempio Kdenlive. Per ovviare a tale difetto basta lanciarli da terminale scrivendo questo prima del comando per lanciare l’applicazione:
    export QT_QPA_PLATFORM="xcb"; <comando>
    Per esempio:
    export QT_QPA_PLATFORM="xcb"; flatpak run org.kde.kdenlive

 


Copyright: Stefano Droghetti
Licenza: Creative Commons BY-NC
Prima pubblicazione: 20 maggio 2022
Ultima modifica: 14 giugno 2022