Ubuntu 20.04 Supercompleta

Installazione e configurazione per avere Ubuntu 20.04 con tutto disponibile: audio, video, grafica.

Ho riassunto le varie guide già presenti in un’unica guida. Qui cioè teniamo l’installazione e la configurazione, nelle altre guide l’uso.

Prova e backup

La prima cosa da fare è scaricare Ubuntu 20.04, da qui: https://www.ubuntu-it.org/download

Mi raccomando, scaricate la 20.04. La 20.10, la 21.04 e la 21.10 non sono a lungo supporto, cioè significa che le potrete usare solo per 9 mesi. La 20.04 invece è a lungo supporto, il che significa che continuerà a essere supportata per anni (5 anni completamente, 7 anni compresi gli aggiornamenti di sicurezza).

Scaricherete un file .iso. A questo punto o lo mettete su DVD, usando un qualsiasi programma di masterizzazione con l’opzione “Masterizza immagine”, o lo mettete su una chiavetta USB avviabile.

Per la chiavetta USB, basta usarne da almeno 4GB e utilizzare un programma che masterizza le immagini .iso su chiavetta USB. Io consiglio Balena Etcher: https://www.balena.io/etcher/

Se siete già su Ubuntu, magari la 18.04 o altre versioni, invece di Balena Etcher potete semplicemente usare l’utilità “Creatore dischi d’avvio”. Se volete usare Balena Etcher su una distribuzione Linux, vi basta scaricare il file, che ha estensione .appimage, dargli i diritti di esecuzione (in genere tasto destro → Proprietà → Permessi → Consentire l’esecuzione del file come programma, oppure da terminale chmod +x percorso_e_nome_del_file) e farci sopra doppio click per lanciarlo.

Una volta che avrete preparato il vostro bel DVD di Ubuntu o la vostra chiavetta USB avviabile, dovete fare la cosa più difficile: dire al vostro computer di partire con il DVD o con la chiavetta USB e non con il disco rigido. Ogni computer è diverso, e quindi dovete avere un po’ di esperienza o cercare in rete, o farvi aiutare da qualcuno che l’ha già fatto. In genere basta premere un tasto funzione (F9, o F12, ma ogni PC è diverso e ognuno ha il suo tasto funzione per il boot order) all’avvio perché il PC ci chieda con quale supporto partire, in altri PC occorre andare nel BIOS (sempre con un altro tasto all’avvio, in genere Canc ma può anche essere un tasto funzione… Sono tutte informazioni che si trovano sul libretto d’istruzioni della scheda madre) e cambiare l’ordine dei dischi rigidi, o delle opzioni di boot, o entrambi; in alcuni PC occorre disabilitare il “Trusted computing” e/o “UEFI Bios” e in più bisogna andare in Windows e dirgli di fare un riavvio avanzato fino all’opzione di riavviare con un supporto USB, e così via… Insomma, questo è il lavoro più arduo e non preoccupatevi se non ci riuscite subito. Chiedete aiuto, magari al Linux User Group della città in cui vivete.

Una volta partiti con il DVD o la chiavetta USB di Ubuntu, premete subito la barra spaziatrice della tastiera per visualizzare le opzioni della lingua e con le frecce sulla tastiera scegliete Italiano e poi premete invio. Sempre con le frecce e il tasto invio scegliete “Prova Ubuntu senza installarlo” e attendete che il sistema si carichi.

Dopo un po’ di tempo vedrete il desktop di Ubuntu. Questo è un sistema molto lento perché risiede tutto sul DVD o sulla chiavetta USB, e non sul disco di sistema. Non avete installato nulla, è solo un sistema di prova. Non potete modificarlo se non temporaneamente. Ma è utilissimo perché ci potete fare tre cose fondamentali:

  1. Provarlo per vedere se tutto è compatibile
  2. Fare il backup
  3. Lanciare l’installazione di Ubuntu

Esistono migliaia di video e tutorial su come usare Ubuntu, dove sono i programmi, come si installano e così via. Se avrò tempo farò anch’io un piccolo video riassuntivo o scriverò qualcosa qui, ma per ora potete tranquillamente cercare altrove: troverete sicuramente fior di guide per neofiti sull’uso di Ubuntu. Esercitatevi sull’uso del terminale e su come installare e disinstallare le applicazioni, perché in questa guida ne faremo largo uso (si può fare tutto anche graficamente, non spaventatevi, ma col terminale alla fine è molto più veloce e semplice).

L’importate ora è che testiate la compatibilità delle vostre periferiche:

Prova connessione a internet

La cosa migliore per cominciare è connettere il PC con un cavo di rete. Se siete connessi con un cavo di rete non dovrebbero esserci problemi e dovreste già essere connessi a internet. Aprite Firefox e provate a navigare, nel dubbio.

Se invece siete su wifi, cliccate l’icona più in alto a destra che vedete e scegliete Wi-Fi → Seleziona rete, e provate a connettervi. Se non vedete alcun wifi o non riuscite a connettervi è possibile che la vostra scheda di rete Wi-Fi non sia compatibile con Ubuntu. Quindi lasciate perdere e tornate a Windows 🙁

Prova compatibilità stampante e scanner

Se avete una stampante, provate a vedere se è compatibile.

Se avete una Epson, prima aprite il terminale e scrivete:
sudo apt install printer-driver-escpr
poi battete Invio e aspettate che si scarichino e installino i pacchetti necessari. Spiegheremo più avanti perché si scrivono quelle cose nel terminale.

Andate sulle Impostazioni di Ubuntu (icona in alto a destra → Impostazioni) e scegliete “Stampanti”. Se vedete già la vostra stampante, fate una stampa di prova. Altrimenti premete “Aggiungi” e provate a vedere se ve la trova e ve la installa. Poi, provate a fare una stampa di prova.

Se qualcosa non va, forse non tutto è perduto: alcune stampanti Brother per esempio abbisognano di installazioni particolari per Linux, le cui istruzioni trovate sul sito del produttore.

Per lo scanner, lanciate il programma “Scansiona documenti” e provate a vedere se il vostro scanner viene visto dal sistema.

Backup

Siccome l’installazione vi cancellerà il disco rigido, vi conviene fare un backup delle cartelle e dei file che vi interessano.

Connettete al PC un hard disk portatile o una chiavetta abbastanza capiente. Aprite il file manager (è sulla barra a sinistra, detta “dock”, e rappresenta una cartella) e cercate il disco da backuppare. In tal modo lo “monterete”, cioè il sistema sarà in grado di usarlo. Quando montate un disco o una chiavetta USB, nell’elenco a sinistra del file manager si vede un’icona tipo “eject” in corrispondenza del dispositivo: per smontarlo poi in seguito vi basterà cliccare su questa icona, come nel Mac (su Windows c’è ancora quella cosa laboriosissima della “rimozione sicura dell’hardware”? Chiedo per un amico). Fate così anche per la chiavetta USB. Chiudete la finestra o le finestre del file manager e aprite il terminale: ora apriremo il file manager da amministratore.
sudo nautilus
Il comando “sudo” non c’entra con il surriscaldamento globale, è solo l’acronimo di “Super User DO”, ossia “quello che segue, eseguilo da amministratore”. Per la cronaca: su Linux si tende a dire “root” invece di “amministratore”. Poi c’è “Nautilus”, che è il nome del file manager di Ubuntu.
A questo punto il terminale vi darà qualche errore e protesterà, ma questo non ci deve spaventare, e soprattutto sui aprirà una finestra del file manager con diritti di amministrazione. Pardon: di root 🙂
Da qui, potete copincollare tutte le cartelle e i file che volete da un disco all’altro.
Terminato il backup, smontate il disco backuppato e il dispositivo usato per la copia, premendo sull’iconina di “eject” corrispondente ai due dispositivi, dopodiché staccate il dispositivo che avevate connesso. Ora potete chiudere prima Nautilus, poi il terminale.

Installazione

Se tutto funziona, è compatibile e così via, potete brasare via tutto e installare Ubuntu. È vivamente consigliato essere connessi a internet con un cavo di rete. Lanciate “Installa Ubuntu” e man mano che vi fa certe domande rispondete:

  • Italiano → Avanti
  • Installazione normale; selezionare “Scaricare gli aggiornamenti…” e “Installa software di terze parti…” → Avanti
  • Cancella il disco e installa Ubuntu → Installa
  • “Rome” → Avanti
  • Qui faccio un esempio, che dovrete adattare alle vostre esigenze:
    Il vostro nome: Conte Mascetti (questo sarà il nome dell’utente amministratore)
    Il nome del computer: pc-portatile-mascetti (no spazi)
    Scegliere un nome utente: contemascetti (no spazi e solo minuscole: è l’utente amministratore)
    Scegliere una password: 22come1fosse3.ViceSindaco (è importante mettere lettere maiuscole e minuscole, caratteri speciali, numeri e che sia almeno di 10 caratteri)
    Confermare la password: 22come1fosse3.ViceSindaco
    → Avanti
  • Potrebbe metterci anche solo 5 minuti, ma se il sistema o il disco rigido sono molto lenti potrebbe metterci anche tre quarti d’ora. Alla fine vi dà un messaggio di installazione terminata. Scegliete “Riavvia ora”
  • Vi compare la scritta “Please remove the installation medium, then press ENTER”. A questo punto potete staccare la chiavetta USB o espellere il DVD, e premere Invio.

Il sistema si riavvierà e vi comparirà Ubuntu. Premete sul nome utente e inserite la password decisa durante l’installazione. Benvenuti nel vostro nuovo sistema operativo!

Repository, driver e aggiornamento

Per installare i programmi, Ubuntu va a pescarli in alcuni posti, detti repository. Al primo avvio, Ubuntu non dà la possibilità di guardare anche nei repository non mantenuti da Canonical (la ditta che produce Ubuntu). Per avere tutti i programmi che vogliamo, quindi, dovremo inserire nel sistema alcuni repository aggiuntivi.

I primi repository che possiamo aggiungere sono quelli delle ditte che lavorano in partnership con Canonical. Sono repository certificati, quindi non dobbiamo aver paura ad aggiungerli. Per farlo ci serviremo di un’applicazione chiamata “Software e aggiornamenti”, che si trova cercandola nel menu delle applicazioni (il lanciatore in basso a sinistra, che assomiglia molto a quello del Mac). Da qui, già che ci siamo, installiamo eventuali driver ahimè proprietari per alcune periferiche che abbiamo, eventualmente.

– Lanciare “Software e aggiornamenti”
– Scheda “Altro Software” → Spunta su “Partner di Canonical”. Ci chiederà la password, inseriamola pure.
– Scheda “Driver aggiuntivi” → Se dopo un po’ appaiono delle opzioni, spuntare quelle raccomandate.
– Chiudi (non importa premere su “Ricarica”, lo facciamo in seguito)

Ora aggiungiamo i repository di Libreoffice, per averlo sempre aggiornato. Aprire il terminale e scrivere:
sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/ppa

Battere invio, inserire la password (non importa se il terminale sembra non scrivere nulla) e battere invio. Il sistema chiede di battere un’altra volta invio per confermare.
A questo punto si aggiorna tutto scrivendo:
sudo apt update && sudo apt full-upgrade && sudo snap refresh
seguito da Invio. Probabilmente il sistema chiederà qualche conferma, talvolta premendo Y e talvolta premendo S sulla tastiera, seguito dal tasto Invio.

Spieghiamo un po’ il comando che abbiamo scritto prima:
sudo – come scritto prima, sta per “Super User DO”, ossia: “tutto quello che segue, eseguilo come amministratore”
apt – Apt è un gestore di pacchetti. Non è l’unico disponibile su Ubuntu, ma è sostanzialmente quel programma che si occupa di trovare i programmi nei repository, di scaricarli, di installarli ed eventualmente di trovare, scaricare e installare anche le librerie e le applicazioni che servono per far funzionare i programmi che vogliamo installare.
update – è un comando di Apt: diciamo ad Apt di andare a vedere se ci sono novità nei repository
&& – Invece di dare un comando, battere Invio, aspettare e poi dare un altro comando, possiamo legare più comandi con “&&”, in modo che eseguito un comando poi il sistema esegua il successivo.
full-upgrade – È un altro comando di Apt. Gli si dice “se il comando update ha trovato dei nuovi pacchetti, allora aggiorna tutto, che siano componenti di sistema o che siano aggiornamenti di applicazioni”
snap – Snap è un altro gestore di pacchetti. Ubuntu sta facendo un bel po’ di confusione con i gestori di pacchetti. Ha voluto sviluppare un sistema tutto suo (anche se comunque libero) per sostituirlo in futuro ad Apt, ma al momento c’è ancora troppa roba gestita da Apt e quindi i due gestori convivono. Ognuno coi suoi repository e ognuno con le sue applicazioni. Certe volte potete installare la stessa applicazione sia con apt che con snap. E ve ne trovate due, lanciabili a scelta. Spesso sono versioni diverse. In genere quella installata con snap è un po’ più aggiornata, ma non sempre. Non vi resta che cercare ogni volta e provare 🙁
refresh – È un comando di Snap, che gli fa fare esattamente quello che update + full-upgrade fanno con Apt.

Terminato l’aggiornamento, riavviare il sistema.
Da qui in poi, tutto ciò che è scritto con questa formattazione va scritto nel terminale, si batte Invio e si attende l’esecuzione.

Se si possiede una scheda grafica AMD

(e si vuole usare DaVinci Resolve, Blender, Darktable…)

Con le schede grafiche AMD in realtà per quasi tutto bastano i driver open source già forniti con Ubuntu: non bisogna cioè fare nulla. Ma alcuni programmi per sfruttare il cosiddetto GPU computing (far fare certe cose all’unità di calcolo della scheda grafica e non al processore del computer, cosa che velocizza moltissimo alcuni lavori) abbisognano dei driver OpenCL proprietari di AMD, che si possono installare separatamente. Ci sono però alcuni software, come DaVinci Resolve, che non partono se non si installano i driver proprietari completi di AMD, che però sono un po’ pieni di bug, funzionano molto peggio di quelli open, sono molto più lenti, e in certi casi provocano proprio dei difetti in alcune applicazioni (per esempio in OBS non funziona il cattura finestra Xcomposite). Il trucco è quello di installare prima i driver proprietari completi, copiare da qualche parte le cartelle create da questa installazione, disinstallarli, installare solo OpenCL, e quando si deve  usare un’applicazione che non parte senza i driver proprietari completi, la si lancia da terminale dicendo di andare a pescare i driver da quelle cartelle salvate.

Lo scriveremo anche dopo nella sezione sulla grafica, comunque se state leggendo qui forse vorrete usare DaVinci Resolve, quindi già che ci siete installatelo subito. Su Ubuntu però non bisogna installare direttamente il file che si scarica dal sito, ma bisogna farlo attraverso queste istruzioni: https://www.danieltufvesson.com/makeresolvedeb

– Scaricare i driver AMD proprietari: https://www.amd.com/en/support → Search for your product
– Se ci sono, scaricare i driver per Ubuntu 20.04. Scompattarli, entrare nella cartella nel terminale.
– disinstallare la versione precedente:
amdgpu-pro-uninstall
– se è già stata seguita questa guida, cancellare le vecchie cartelle:
sudo rm -Rf /opt/amd1
sudo rm -Rf /opt/amd2

– installare la nuova versione dei driver in modalità full:
./amdgpu-pro-install --opencl=legacy,pal
– copiare le due cartelle in cui ci sono i driver AMD proprietari:
sudo cp -R /opt/amdgpu-pro/lib/x86_64-linux-gnu /opt/amd1
sudo cp -R /usr/lib/x86_64-linux-gnu/dri /opt/amd2
– disinstallare i driver proprietari AMD:
amdgpu-pro-uninstall
– installarli in modalità headless (cioè solo openCL):
./amdgpu-pro-install --opencl=legacy,pal --headless
– riavviare

Ora, ogni volta che si vuole lanciare un’applicazione con i driver full, aprire il terminale e scrivere (tutto in una riga):
LD_LIBRARY_PATH="/opt/amd1" LIBGL_DRIVERS_PATH="/opt/amd2" dri_driver="amdgpu" NOME_DEL_PROGRAMMA

Quindi per esempio per lanciare Resolve:
LD_LIBRARY_PATH="/opt/amd1" LIBGL_DRIVERS_PATH="/opt/amd2" dri_driver="amdgpu" /opt/resolve/bin/resolve

Schede grafiche Intel

È sufficiente installare un paio di pacchetti che renderanno visibile il GPU computing su molti programmi (purtroppo Blender non ancora):

sudo apt install intel-opencl-icd beignet-opencl-icd

Schede grafiche Nvidia

Basta installare i driver da “Software e aggiornamenti” → “Driver aggiuntivi” come indicato prima.

So che per le schede ibride (Optimus) la cosa è più complicata, ma non ne possiedo (e me ne tengo alla larga) quindi sono spiacente ma su queste non ho indicazioni precise e testate 🙁

Stampanti Epson

Chi possiede una stampante Epson deve installare alcuni pacchetti che evitano di diverle installare seguendo procedure fuori standard:
sudo apt install printer-driver-escpr

Installazione e configurazione dei software più utilizzati comunemente

Software che non può mancare

Installiamo ora con un solo lungo comando tutte le applicazioni che ci serviranno maggiormente. Prima vediamone una breve panoramica:

gnome-shell-extensions e gnome-shell-extension-prefs ci permettono di aggiungere applet alla barra in alto o sul desktop
default-jre è il motore Java. Serve per far funzionare tutte le applicazioni scritte in Java.
icedtea-netx ci permette di far partire le applicazioni Java residenti sul web, come JOSM, e di installarle nel sistema. In genere hanno estensione jnlp.
gdebi è un programma che ci permette di gestire l’installazione di singoli pacchetti .deb scaricati da internet in maniera molto più veloce ed efficiente della lenta e poco interattiva applicazione “Ubuntu Software”
xul-ext-lightning è un pacchetto che aggiunge il calendario al vostro gestore di email, Mozilla Thunderbird
ffmpeg dovrebbe già essere installato nel sistema ma non si sa mai: è un comando da terminale che fa praticamente tutto ciò che serve in ambito multimediale. È il comando su cui si basano tutti i programmi di audio e video.
gnome-system-tools sono una serie di applicazioni molto utili che non si capisce per quale motivo non siano già presenti nel sistema appena installato. L’utilità per creare dischi di avvio, per esempio, o l’installatore di caratteri.
ubuntu-restricted-extras vi installa una serie di cosette, tra cui font e codec, che sono gratis ma non libere, e quindi non si possono mettere – per motivi legali – nell’installatore di Ubuntu. Roba tipo Flash, i caratteri di Microsoft, e così via.
synaptic è un gestore grafico di pacchetti Apt. Vi permette di installarli, disinstallarli, vedere che c’è, cercarli e ripararli senza dover usare il terminale.
gparted è un programma che vi permette di formattare e partizionare i dischi.
ppa-purge è un utilissimo programma, da terminale, che vi permette di liberarvi di repository che vi siete sbagliati a inserire nel sistema, insieme a tutti i programmi, le dipendenze e i pacchetti relativi. Non dovreste mai abusare dei repository, non dovreste mai aggiungerne che non siano assolutamente certificati e perfettamente funzionanti, altrimenti saranno la causa di tutte le instabilità e i crash del sistema. Detto questo, se proprio vi sbagliate o un repository certificatissimo smette all’improvviso di funzionare, ppa-purge vi viene in aiuto.
flatpak è l’ennesimo gestore di pacchetti, come se Apt e Snap non fossero già troppi. È una tecnologia molto potente e a quanto pare quasi tutto il mondo del FOSS si sta spostando ad essa. Quindi meglio installarlo: alcune applicazioni probabilmente saranno più aggiornate se installate con flatpak rispetto ad Apt e Snap.
unrar, p7zip-full, p7zip, p7zip-rar sono programmi che vi permettono di compattare/scompattare archivi di tutti i tipi.
net-tools è una serie di comandi da terminale utilissimi per la gestione della rete.
libdvd-pkg è uan libreria che vi permette di guardare i DVD comprati. Che hanno una sorta di vecchia protezione per impedire ai programmi liberi di leggerli, protezione che è stata crackata a pochi giorni dall’uscita del primo DVD in commercio nel mondo, protezione il cui crack non è più illegale da molto tempo. Se non avete un lettore DVD è inutile installarla, ma tanto vale installarla perché magari in futuro connetterete un lettore DVD esterno e vi chiederete perché non VLC non legge i DVD…
brasero è il programma di Ubuntu che masterizza. Ovviamente se non avete un masterizzatore non è molto utile, ma, come sopra, tanto vale installarlo eventualmente per il futuro.
geany è un “Blocco Note” molto intelligente. A proposito: l’editor di testo (già installato) si chiama “GEdit” ed è molto potente. Ma se volete ancora di più Geany è il top.
bleachbit è un programma che ci permette di pulire il sistema e di tenerlo in ordine. Non abusatene.
nautilus-image-converter, nautilus-admin, nautilus-hide e nautilus-wipe sono aggiunte al File Manager, che si chiama appunto Nautilus. Sono aggiunte molto utili come “Apri come amministratore”, “Nascondi”, “Cancella veramente un file”.
hfsplus è un pacchetto che ci permette di vedere i dischi formattati col Mac.
libreoffice ci permette di installare LibreOffice (Writer = Word, Calc = Excel, Impress = Powerpoint, Base = Access, Draw = software di disegno) in maniera completa, ora che abbiamo aggiunto i repository specifici.
libreoffice-sdbc-hsqldb è un pacchetto che aggiunge alcune funzioni fondamentali per l’uso di LibreOffice Base, come la modifica di database locali.
vlc installa il player che useremo maggiormente, per musica e video: VLC.
pdfshuffler e pdfarranger sono due programmi che gestiscono molto bene i pdf. Permettono di trasformare, ruotare, dividere, accorpare pdf e pagine singole.
peek è un programma che permette di catturare lo schermo e trasformare il video in una gif animata.
kazam è un programma che permette di catturare il desktop, il suo audio e il microfono. Permette anche di catturare singole finestre. È meno potente ma molto più semplice da usare di OBS Studio.
filezilla è un gestore di FTP.
gthumb è uno dei migliori visualizzatori di immagini che ci siano. Permette anche una serie di operazioni molto utili come ritaglio, ridimensionamento, variazione di colore e luminosità/contrasto, trasformazione di formato a più immagini in una sola volta.
pavucontrol è un mixer audio. Vi permette di controllare il volume di tutti gli ingressi e di tutte le uscite di Ubuntu, sia fisiche che di singole applicazioni. È consigliatissimo metterlo direttamente tra i preferiti nella dock.
librecad è un CAD 2D molto leggero, semplice e potente.

Aprite il terminale ed ecco il supercomando che installa tutto quanto sopra elencato:

sudo apt install gnome-shell-extensions gnome-shell-extension-prefs default-jre icedtea-netx gdebi xul-ext-lightning ffmpeg gnome-system-tools ubuntu-restricted-extras synaptic gparted ppa-purge flatpak unrar p7zip-full p7zip p7zip-rar net-tools libdvd-pkg brasero geany bleachbit nautilus-image-converter nautilus-admin nautilus-hide nautilus-wipe hfsplus libreoffice libreoffice-sdbc-hsqldb vlc pdfshuffler pdfarranger peek kazam filezilla gthumb pavucontrol librecad

Durante l’installazione verrà chiesto di premere “Sì” oppure “OK” ma il mouse sarà disattivato. Occorrerà usare i tasti frecce e Invio della tastiera.

Se ci sono dei problemi durante lo scaricamento di alcuni pacchetti, sarà probabilmente a causa del pacchetto ttf-mscorefonts-installer. Basta provare a reinstallarlo finché non li scarica bene tutti:
sudo apt install ttf-mscorefonts-installer --reinstall
o anche:
sudo dpkg-reconfigure ttf-mscorefonts-installer
e infine:
sudo apt install -f

Poi occorre riconfigurare il pacchetto che ci permette di vedere DVD comprati:
sudo dpkg-reconfigure libdvd-pkg

Invece di usare apt, usiamo snap per Youtube-dl (gli aggiornamenti per questo software sono più veloci con snap):
sudo snap install youtube-dl

Se volete programmare, c’è Visual Studio Code:
sudo snap install code --classic

Se volete aggiungere un ulteriore installazione di VLC, così ne avete due, uno dei quali più aggiornato con le ultime novità ma probabilmente un po’ meno stabile, non è una cattiva idea installarlo anche da Snap:
sudo snap install vlc

Io lo uso direttamente dentro al browser, ma se siete Premium forse vi interessa installare il client di Spotify:
sudo snap install spotify

Chrome

– scaricarlo da Google
– andare col tasto destro sul file .deb scaricato e scegliere “Apri con altra applicazione”
– Dall’elenco selezionare GDebi e premere “Seleziona”
– Premere su “Installa”
– Installare anche il pacchetto che permette a Chrome di integrarsi meglio con il sistema:
sudo apt install chrome-gnome-shell
– Se si vuole sfruttare l’accelerazione hardware, aprire Chrome, andare nel menu (i tre puntini in alto a destra), Impostazioni, cercare “accelerazione” e assicurarsi che la voce sull’accelerazione grafica sia su Acceso.

Oracle VirtualBox

– Scaricare VirtualBox per Ubuntu 20.04 da qui: https://www.virtualbox.org/wiki/Linux_Downloads
– Scaricare l’extension pack da qui, dove dice “All supported platforms”: https://www.virtualbox.org/wiki/Downloads
– Installare il pacchetto .deb con GDebi, come si è fatto con Chrome.
– Lanciare VirtualBox dal lanciatore di applicazioni.
– Aggiungere l’extension pack semplicemente cliccando due volte sul file scaricato in precedenza. VirtualBox lo apre e dà le istruzioni per installarlo.
– Aggiungere il proprio utente al gruppo vboxusers: basta lanciare “Utenti e gruppi”, andare su “Gestisci gruppi”, selezionare “vboxusers” dall’elenco, premere su “Proprietà” e spuntare in corrispondenza del proprio utente. Oppure da terminale:
sudo addgroup (vostro utente) vboxusers

Firefox

Per impostare l’accelerazione grafica su Firefox (se dà problemi di tearing per esempio visualizzando video di YouTube) basta aprire Firefox e digitare nella barra degli indirizzi:
about:config
Poi cercare layers.acceleration.force-enabled e impostarlo su true

Caratteri orientali

Se volete installare il supporto per l’immissione di caratteri cinesi e/o giapponesi, ecco come fare:

– Installare i pacchetti necessari (anthy per il giapponese, pinyin per il cinese):
sudo apt install ibus-pinyin ibus-anthy
– Lanciare “Supporto lingue” (se avvisa che mancano dei pacchetti, non installarli, faremo tutto in seguito)
– Sistema di input da tastiera: IBus → Chiudi
– Riavviare
– Lanciare Impostazioni → Regione e lingua → Premere su “+”, quindi sui tre puntini verticali, scorrere l’elenco e premere su “Altro”, aggiungere Cinese (Pinyin) e/o Giapponese (Anthy).

D’ora in poi avremo un’icona in alto a destra “it” che potrà essere cambiata in cinese o giapponese. Si può effettuare il cambio di input anche premendo il tasto Super (quello con la bandierina di Windows, di fianco a Ctrl) + Spazio.

Personalizzazione

Installare e disinstallare programmi

Per quanto riguarda i programmi gestiti da Apt, è sufficiente lanciare Synaptic (o anche “Gestore di pacchetti”). Qui potete cercare programmi, installarli e disinstallarli a vostro piacimento.

Da terminale potete gestire facilmente Apt, in questo modo:
– Cercare un programma: apt-cache search programma
– Installare un programma: sudo apt install programma
– Disinstallare un programma: sudo apt remove programma
– Disinstallare completamente (compresi i file di configurazione)un programma: sudo apt remove programma --purge
– Pulire il sistema: sudo apt autoremove --purge
– Aggiornare tutto: sudo apt update && sudo apt full-upgrade

Snap invece si usa così:

– Cercare un programma: snap find programma
– Installare un programma: sudo snap install programma
– Disinstallare un programma: sudo snap remove programma
– Aggiornare tutto: sudo snap refresh

Tema Dark

Il tema “Yaru Dark” risulta molto più bello esteticamente. Ecco come attivarlo.
– Impostazioni → Aspetto → Scuro
– Per migliorare la visibilità di Gedit con il tema scuro, lanciare Gedit → Menu (tre linee orizzontali in alto a destra) → Preferenze → Caratteri e colori → Oblivion

Dock

La Dock è quella barra a sinistra con i lanciatori dei programmi. La potete personalizzare dove siete andati prima: Impostazioni → Aspetto

DNS pubblici

Se volete sfuggire alle censure della rete italiana, potete usare i DNS di Google o di OpenDNS o di Cloudfare. Per farlo andate in alto a destra sull’icona della rete e premete su “Via cavo collegato” o sul Wifi a cui siete collegati:
– “Impostazioni rete via cavo” oppure “Impostazioni Wi-fi” (a seconda di come siete collegati)
– “Via cavo” o “Wi-fi” → icona “ingranaggio” delle impostazioni
– IPv4
– Alla voce DNS, spostare l’interruttore togliendo “Automatico”
– Inserite, separati da spazi, gli indirizzi dei DNS che desiderate. Per esempio Cloudfare è 1.1.1.1, mentre Google è 8.8.8.8 o 8.8.4.4

IP Fisso

Se avete un PC fisso collegato a un cavo di rete, probabilmente vorrete dargli un IP fisso nella vostra rete LAN. Per farlo andate in alto a destra sull’icona della rete e premete su “Via cavo collegato”:
– “Impostazioni rete via cavo”
– “Via cavo” → icona “ingranaggio” delle impostazioni
– IPv4 → Manuale
– Compilate il campo “Indirizzi” a seconda della vostra configurazione di rete. Per esempio: Indirizzo 192.168.1.100 – Netmask 24 – Gateway 192.168.1.1
– Come DNS mettete l’indirizzo del gateway o i DNS pubblici come sopra.

File Manager

Aprite il file manager e andate nel menu a panino (le tre linee orizzontali in alto a destra):

– Impostazioni
– Viste: qui se volete selezionate “Consentire l’espansione delle cartelle” per vedere le cartelle ad albero come su Windows se la visualizzazione è impostata su “Elenco” e non su “Icone”.
– Comportamento: qui è interessante selezionare “Chiedere cosa fare” dei file di testo eseguibili, così in futuro potremo gestire facilmente gli script. Inoltre, selezionare “Mostrare l’azione per eliminare…” in modo che nel tasto destro compaia anche l’opzione di cancellare file definitivamente, senza passare per il cestino.

Applicazioni d’avvio

– Impostazioni → Applicazioni predefinite (verso la fine)
– Musica → VLC
– Video → VLC
– Fotografie → gThumb

Anteprima Immagini

– Lanciare gThumb
– Menu “panino” (tre linee orizzontali in alto a destra) → Preferenze
– Generale → Miniature nel visualizzatore: sul lato
– Chiudere le preferenze
– Menu panino → Ordina per → Nome file → Fatto

Per modificare un’immagine, basterà cliccarci sopra due volte, si aprirà gThumb, e per far apparire o scomparire il pannello con tutti gli strumenti di modifica basterà premere l’icona della chiave inglese in alto a destra.

Pulsante “mostra desktop”

Se volete aggiungere il pulsante “Mostra Desktop” alla dock, ecco come fare:
– Installare xdotool:
sudo apt install xdotool
– Creare un file vuoto che funzionerà come lanciatore:
gedit ~/.local/share/applications/show-desktop.desktop
– Vi si aprirà GEdit. All’interno scrivete:
[Desktop Entry]
Type=Application
Name=Mostra Scrivania
Icon=desktop
Exec=xdotool key –clearmodifiers Super+d
Salvate e chiudete. Lo troverete tra i programmi. Per aggiungerlo alla dock basta cliccare sopra col tasto destro e scegliere “Aggiungi ai preferiti”.

Cestino nella dock

Per aggiungere il cestino alla dock aprire il terminale e digitare:
gsettings set org.gnome.shell.extensions.dash-to-dock show-trash true
Per toglierlo basterà digitare lo stesso comando con false invece di true

Icona “Mostra applicazioni” in alto invece che in basso

Nel terminale:
gsettings set org.gnome.shell.extensions.dash-to-dock show-apps-at-top true
Come sopra, per rimetterla in basso basta lo stesso comando con false invece di true

Estensioni del desktop (applet e altro)

Per aggiungere estensioni del desktop, è sufficiente aprire Firefox e installare questo plugin:
https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/gnome-shell-integration/

Oppure con Chrome, installando questa estensione:
https://chrome.google.com/webstore/detail/gnome-shell-integration/gphhapmejobijbbhgpjhcjognlahblep

Si gestiscono da qui:
https://extensions.gnome.org/local/

Applet Utilizzo del sistema

Per aggiungere l’applet che tiene d’occhio l’occupazione del sistema aprire il terminale e digitare:
sudo apt install gir1.2-gtop-2.0 gir1.2-nm-1.0 gir1.2-clutter-1.0
Poi attivarlo da qua:
https://extensions.gnome.org/extension/120/system-monitor/

Grafica

I programmi di grafica 2D, 3D e design ormai gestiscono quasi completamente tutto il workflow della suite Adobe e altre. Chi è a digiuno di grafica può utilizzare programmi semplici come LibreOffice Draw. Altrimenti datevi al professionale ed ecco cosa installare:

Inkscape – Equivalente ad Adobe Illustrator. Gestisce superbamente la grafica vettoriale. Gestisce però solo una pagina alla volta, non crea tabelle e non gestisce nativamente la quadrocromia. Ha tuttavia la possibilità di caricare profili colore anche in quadricromia e segnalare quali colori sono compatibili o meno con quei profili
Gimp – Equivalente a Photoshop, fa praticamente tutto quello che fa Photoshop, ma lo fa in modo diverso. Molto diverso. Inoltre purtroppo non gestisce nativamente la quadricromia.
Krita – Anche questo è simile a Photoshop. Ma non fa tutto tutto quello che fa Photoshop: è un po’ meno potente nel fotoritocco e più potente nel disegno a mano libera con tavolette grafiche. Di bello ha che è molto simile a Photoshop come comportamento, e supporta nativamente la quadricromia.
Scribus – È l’equivalente di Adobe InDesign. Gestisce superbamente la quadricromia e tutto ciò che fa anche InDesign.
icc-profiles – Aggiunge al sistema i profili colore più diffusi nel mondo, compresi quelli in quadricromia. In Europa si usano sostanzialmente i profili “ISO Coated v2” e qualche FOGRA. Ovviamente occorre sempre prima sentire dal proprio tipografo di fiducia. Si installano tutti dentro questa cartella: /usr/share/color/icc
fonts-crosextra-caladea e fonts-crosextra-carlito – Sono due font che assomigliano a quelli usati su Windows 10 come sistema. Possono essere utili per qualche lavoro di grafica o per visualizzare documenti redatti su Windows, per i quali l’inavveduto autore non avesse incorporato i caratteri prima di salvare.
MyPaint – Programma semplicissimo ed estremamente utile per prendere appunti e disegnare con una tavoletta grafica.
Pinta – Equivalente a Paint. Ma un po’ più potente.
simple-image-reducer – Comodissimo software che prende in pasto intere cartelle di immagini e le riduce quanto vogliamo di peso e/o risoluzione.
gimp-plugin-registry e gmic – È una serie di plugin e aggiunte, visibili anche in altri programmi oltre che Gimp. Sono plugin che imitano molti tool di Photoshop, in pratica.
Darktable – Equivalente ad Adobe Lightroom.
Blender – Grandioso software di grafica e animazione 3D, video edit, compositing, sculpting, effetti speciali e animazione 2D. Si può usare anche per creare interessanti immagini.
FreeCAD – Un buon CAD, 2D e 3D.

Ecco come installare quanto sopra elencato:

– Aggiungere i repository di Gimp, Inkscape e Scribus:
sudo add-apt-repository ppa:inkscape.dev/stable
sudo add-apt-repository ppa:ubuntuhandbook1/gimp
sudo add-apt-repository ppa:scribus/ppa

– Installare i programmi, i profili colore, i font e tutto l’occorrente:
sudo apt install scribus icc-profiles mypaint fonts-crosextra-caladea fonts-crosextra-carlito gimp gimp-plugin-registry gmic inkscape darktable simple-image-reducer pinta
– Per quanto riguarda Blender, meglio usare snap da cui si aggiorna più puntualmente:
sudo snap install blender --classic
– Lo stesso per Krita:
sudo snap install krita
(in realtà è probabile che in futuro per Krita le appimage saranno più aggiornate di Snap. Date un’occhiata ogni tanto)

Per FreeCAD basta scaricare l’appimage e darle i diritti di esecuzione: https://www.freecadweb.org/downloads.php
(tasto destro → Proprietà → Permessi → Consentire l’esecuzione…)
Poi per lanciarlo basterà ogni volta fare doppio click sul file, non c’è nulla da installare. Ogni tanto fate una visitina al sito per vedere se è uscita una nuova versione.

Da qualche tempo, non funziona più il comando per convertire i pdf in immagini jpg. Che sarebbe:
convert *.jpg a.pdf
oppure
convert 1.jpg 2.jpg (eccetera) nome.pdf
Per risolvere il problema:
– Aprire il file di configurazione di ImageMagick:
sudo gedit /etc/ImageMagick-6/policy.xml
– cambiare:
<policy domain=”coder” rights=”none” pattern=”PDF” />
in:
<policy domain=”coder” rights=”read|write” pattern=”PDF” />
– Salvare e uscire

Musica

Per gestire in maniera professionale la produzione musicale, usare fondamentalmente Ardour e configurare i vari plugin. Quel che non entra in Ardour, si gestisce comunque da Jack. Tutte le istruzioni dettagliate nella mia guida Produzione musicale con Linux. In questo caso non faccio l’elenco del software installato perché nella guida sulla produzione musicale c’è spiegato molto di ciò che viene installato, e il resto è bello scoprirlo man mano che si usa.

– Aggiungere i repository di KXStudio seguendo le istruzioni nel riquadro “Debian/Ubuntu” in questa pagina: https://kx.studio/Repositories
– Aggiungere i repository di Audacity e Mixxx:
sudo add-apt-repository ppa:ubuntuhandbook1/audacity
sudo add-apt-repository ppa:mixxx/mixxxbetas

– Installare tutto il necessario:
sudo apt install audacity qjackctl vmpk pavucontrol pulseeffects fluidsynth fluid-soundfont-gs jack-keyboard pulseaudio-module-jack jack-tools vlc-plugin-jack jackass qsynth wsynth-dssi lv2-c++-tools ghostess soundconverter xjadeo kxstudio-meta-audio-plugins invada-studio-plugins-ladspa artyfx arctican-plugins-lv2 arctican-plugins-vst abgate avldrums.lv2 autotalent amb-plugins cmt noise-repellent ardour muse mixxx patroneo tuxguitar tuxguitar-fluidsynth tuxguitar-jsa rosegarden musescore3 lmms hydrogen hydrogen-drumkits-effects lingot fmit zynaddsubfx ams ams-lv2 blepvco yoshimi terminatorx bristol so-synth-lv2 horgand mx44 dexed tal-plugins din drumkv1 add64 adlplug amsynth arpage juced-plugins-lv2 juced-plugins-vst klangfalter-lv2 klangfalter-vst linuxsampler linuxsampler-dssi linuxsampler-lv2 linuxsampler-vst lsp-plugins lufsmeter-lv2 lufsmeter-vst luftikus-lv2 luftikus-vst mod-cv-plugins mod-distortion mod-pitchshifter mod-utilities moony.lv2 obxd-lv2 obxd-vst oxefmsynth padthv1 padthv1-lv2 pitcheddelay-lv2 pitcheddelay-vst pizmidi-plugins regrader rubberband-ladspa rubberband-lv2 safe-plugins samplv1 samplv1-lv2 setbfree sherlock.lv2 shiro-plugins sorcer synthv1 synthv1-lv2 tal-plugins-lv2 tal-plugins-vst tap-lv2 temper-lv2 temper-vst teragonaudio-plugins-lv2 teragonaudio-plugins-vst wolf-shaper wolf-spectrum wolpertinger-lv2 wolpertinger-vst x42-plugins zam-plugins zlfo zynaddsubfx-dssi blop-lv2 bsequencer bshapr bslizr calf-plugins caps caps-lv2 cmt cv-lfo-blender-lv2 dexed-lv2 dexed-vst distrho-plugin-ports-lv2 distrho-plugin-ports-vst dpf-plugins dragonfly-reverb drmr drowaudio-plugins-lv2 drowaudio-plugins-vst drumgizmo helm easyssp-lv2 easyssp-vst eq10q fabla g2reverb gxplugins gxvoxtonebender helm hybridreverb2 infamous-plugins invada-studio-plugins-ladspa invada-studio-plugins-lv2 juce-opl-lv2 juce-opl-vst wine wine-stable carla-git carla-lv2 carla-vst carla-vst-wine carla-bridge-win32 carla-bridge-linux32 carla-bridge-wine64 carla-bridge-win64 carla-bridge-linux64 carla-bridge-wine32 a2jmidid
– Se si desidera, se si vorrà utilizzare il PC solo/prevalentemente per l’audio, installare il kernel lowlatency:
sudo apt install linux-headers-lowlatency linux-lowlatency
e riavviare.
– Se volete usare la DAW QTractor invece di Ardour, è sufficiente scaricarne l’appimage da qui:
https://sourceforge.net/projects/qtractor/files/
Scaricato il file, andarci sopra col tasto destro, Proprietà, Permessi e spuntare “Consentire l’esecuzione del file come programma”.
Per lanciarlo, basterà ogni volta fare doppio click sul file .appimage
– A questo punto aggiungere il proprio utente al gruppo audio
sudo addgroup (vostro utente) audio
(oppure lanciare “Utenti e gruppi” come fatto per VirtualBox)
– Poi, abilitare lo sblocco della memoria per il realtime. Aprire il file audio.conf:
sudo gedit /etc/security/limits.d/audio.conf
Se non c’è già, in fondo aggiungere:
@audio – rtprio 95
@audio – memlock unlimited

JJazzLab

È un ottimo arranger, si basa sugli stili Yamaha che sono davvero tantissimi in rete.

– Scaricarlo da qua:
https://www.jjazzlab.com/en/download/
– Scompattarlo e lanciarlo (è dentro la cartella bin)
– Mandare avanti il wizard senza badare
– Scaricare questi soundfont:
https://musical-artifacts.com/artifacts/1036
– Tools → Options → MIDI → Load
– Dargli quei soundfont
– Icona al centro in alto della tastiera con freccia blu: Preset → Jjazzlab… → java internal synth
– Riavviare JJazzLab

MIDI

– Se Jack o Ardour non vedono la vostra tastiera MIDI potete aprire il terminale e digitare:
a2jmidid -e
Però è più consigliato, su QJackCtl o all’avvio di Ardour semplicemente selezionare QJackCtl MIDI su raw, e Ardour MIDI su Jack 2.

Ardour 6.x (solo per esperti)

È da compilare quindi fatelo a vostro rischio e pericolo.

– Prima disinstallare ardour 5.12, poi:
sudo apt install -y git libboost-all-dev gcc g++ pkg-config libasound2-dev libgtk2.0-dev libsndfile1-dev libcurl4-nss-dev libarchive-dev liblo-dev libtag1-dev vamp-plugin-sdk librubberband-dev libfftw3-dev libaubio-dev libxml2-dev lv2-dev libserd-dev libsord-dev libsratom-dev liblilv-dev libgtkmm-2.4-dev libcanberra-gtk-module
– Poi occorre installare, in una seconda tranche, questi pacchetti:
sudo apt-get install -y libglibmm-2.4-dev libusb-1.0-0-dev libpangomm-1.4-dev libsamplerate0-dev libcunit1-dev libcppunit-dev libudev-dev libserd-0-0 libcwiid-dev libxwiimote-dev libwebsocketpp-dev libwebsockets-dev libsratom-0-0 liblrdf0 liblrdf0-dev libsoundtouch-dev libjack-jackd2-dev libpulse-dev
– Scaricare il codice “nightly” di Ardour:
git clone https://github.com/ardour/ardour
– Entrare nella cartella di installazione:
cd ardour
– Se durante la compilazione darà errore, tornare fino a qui e fate il revert all’ultimo commit funzionante:
git checkout (numero del commit funzionante)
– Lanciate il configuratore:
./waf configure -optimize
– Procedete alla compilazione (circa un paio d’ore):
./waf
– se dà errore qui, è possibile che sia una nightly buggata. Provare ad andare su github, premere su Commit, individuare il codice del commit del giorno prima per esempio e scrivere:
git checkout (codice)
L’ultima volta che ho provato e andava era il commit con codice ff51e31 del 18 novembre 2020. Tornare ai punti precedenti, rifare il .waf eccetera
– Se tutto è andato bene, installare Ardour:
sudo ./waf install
– Non cancellare la cartella! Vi servirà per disinstallare Ardour.
– Per lanciarlo:
ardour6
– Per disinstallarlo:
cd ardour
sudo ./waf uninstall
sudo ./waf clean

Solo per Ardour (VST3 solo Ardour 6)

Se usate Ardour, fa piacere aggiungere qualche ottimo sintetizzatore o qualche effetto particolare che si installa a mano. Se non usate Ardour 6, i VST 3 non potranno essere visti.

mkdir ~/.vst

mkdir ~/.lv2

mkdir ~/.vst3

sudo mkdir /usr/lib/vst3

Ardour 6: Window → Preferences → Show

Aggiungere ~/.vst3 e /usr/lib/vst3 ai possibili path di VST3 in Ardour 6

– Surge synth: https://surge-synthesizer.github.io/
sudo apt update && sudo apt upgrade && sudo apt install -f
– Odin2 synth: https://www.thewavewarden.com/odin2 (non installare il .deb, scaricare “Generic”, scompattare e lanciare semplicemente bash install.sh senza sudo)
– OMB2 (basso elettrico): https://vst4free.com/plugin/2493/ (gratis ma non libero, è per Win quindi da usare dentro Carla)
– ArgotLunar (audio granulator): https://mourednik.github.io/argotlunar/ (prima sudo apt install ttf-bitstream-vera poi copiare il file .so e il preset.bank in ~/.vst)
– Monique synth (gratis ma non libero): https://drive.google.com/drive/folders/1umaM9a0S52lAqjfbO3S9pWb-D3ys9EZF  (copiare il file .so in ~/.vst)

Video edit, live, webcam

I programmi più usati per la gestione del video, che installeremo, sono i seguenti:

OBS-Studio – Equivalente libero di Wirecast. È usato da tutti gli Youtuber del mondo, permette di catturare lo schermo e ogni altra fonte video o sonora, di fare la regia in diretta e di registrarla e/o streammarla.
MKV Toolnix – Vi permette di assemblare e disassemblare i file MKV: potete estrarre singole tracce audio o video, prendere un video con una traccia audio e aggiungerne un’altra, e così via.
Handbrake – Fa l’encoding in mp4 (h264 e h265) di tutto quello che gli date in pasto, DVD compresi.
Openshot – Semplicissimo software di video edit, adatto per chi è alle prime armi o ha bisogno di edit molto semplice.
Kdenlive – Il miglior software di video edit presente sulla scena FOSS. Fa praticamente tutto quello che fanno anche i colleghi costosissimi come Premiere. È anche molto facile da usare, se già sapete come si monta un film con i software di video edit non lineare (cioè quelli con la timeline). Ha anche buoni strumenti di color correction.
Losslesscut – Permette di tagliare pezzi da video e riassemblare pezzi di video in un unico video, senza fare il render, e quindi senza ricodifica, cioè senza perdita di qualità e tempo da perdere. Il taglio non è sempre preciso per la natura dell’mp4 ma in certi casi è di un’utilità enorme.
Da Vinci Resolve – Parte solo se avete una scheda Nvidia o AMD aggiuntiva, di quelle abbastanza costose. Non è un programma libero, è proprietario ma la versione Lite è gratuita. È un software potentissimo, che anche nella sua versione Lite gratuita fa molto più di quello che fanno Adobe Premiere, After Effects e Audition messi assieme. Ma abbisogna di computer potenti e costosetti per partire. Gira anche su Mac e Windows. La versione a pagamento aggiunge funzionalità utili solo se si lavora in un’azienda (progetti partecipativi, compatibilità con le costosissime apparecchiature della Blackmagic e di altre aziende). Ma soprattutto: il reparto Color Correction è lo standard mondiale attualmente utilizzato dai professionisti. I film di Hollywood, usano DaVinci Resolve per la Color Correction e il Color Grading.
Blender – Grandioso software di grafica e animazione 3D, video edit, compositing, sculpting, architettura, effetti speciali e animazione 2D. Se non lo conoscete, cercate su Youtube “Blender showreel” seguito dall’anno in corso o quello prima, e stupitevi per la quantità di cose che credevate vere o fatte con programmi costosissimi e invece sono fatte con Blender. La rete è piena zeppa di corsi gratis e no su Blender, in tutte le lingue, ma vi avviso che ci vogliono anni di intenso studio ed esercizio per conoscerlo bene, nonostante per molte cose sia anche un po’ più semplice e intuitivo dei suoi illustri colleghi a pagamento come Cinema 4D e Maya.

Per l’uso di Kdenlive e per imparare perché e come fare la transcodifica dei video prima dell’edit, leggete la mia guida Produzione video con Kdenlive.

Ma veniamo all’installazione e alla configurazione del software:

– Installare i repository di OBS Studio:
sudo add-apt-repository ppa:obsproject/obs-studio
– Installare alcune applicazioni utili:
sudo apt install mkvtoolnix-gui obs-studio handbrake
– Openshot, Kdenlive, Losslesscut è meglio usarli come appimage. Cioè, non richiedono installazione: basta scaricare la relativa appimage (un singolo file) e lanciarla ogni volta (dopo averle dato il permesso di esecuzione: tasto destro → Proprietà → Permessi → Consentire l’esecuzione del file come programma). Ogni volta che li usate, se è passato un po’ di tempo, andate a vedere se nel sito di riferimento è uscita una nuova versione, scaricatela e sostituitela alla versione vecchia. Ecco dove scaricarli:

– Openshot: https://www.openshot.org/it/download/
– Kdenlive: https://kdenlive.org/it/scarica/
– Losslesscut: https://github.com/mifi/lossless-cut/releases (scaricate il file che finisce con .appimage)

– A questo punto aggiungere il proprio utente al gruppo render:
sudo addgroup (vostro utente) render
(oppure lanciare “Utenti e gruppi” come fatto per VirtualBox)
– Per installare DaVinci Resolve seguire le istruzioni qui:
https://www.danieltufvesson.com/makeresolvedeb
(se si ha una scheda AMD seguire le istruzioni all’inizio di questa guida)
– Per installare Blender, se non l’abbiamo già installato prima per la sezione sulla grafica, usiamo Snap (così rimane più aggiornato):
sudo snap install blender --classic

Vedere OBS come webcam

OBS Studio, come abbiamo detto prima, vi permette di creare bellissime scene componendo assieme più fonti in diretta: per esempio una webcam, uno sfondo, un green screen, un video, un’altra webcam, una presentazione eccetera. La cosa divertente è che è possibile far credere alle applicazioni di video chat e altre, che una delle webcam installate nel sistema sia l’uscita video di OBS Studio. Così potrete far finta di essere nello spazio o di cambiare all’improvviso postazione mentre siete in chat, e altri effetti divertenti.
Sono tutti comandi da dare nel terminale, una riga l’uno:

sudo apt install adb v4l2loopback-dkms v4l2loopback-utils
wget https://github.com/CatxFish/obs-v4l2sink/releases/latest/download/obs-v4l2sink.deb
sudo apt install ./obs-v4l2sink.deb
cd /usr/lib/x86_64-linux-gnu/obs-plugins
sudo ln -s ../../obs-plugins/v4l2sink.so
sudo modprobe v4l2loopback video_nr=42 card_label="obs-cam" exclusive_caps=1
v4l2-ctl -d /dev/video42 -c timeout=100

Poi su OBS andate su Strumenti → v4l2sink
Come path gli date: /dev/video42 e poi premete Start

Per uscire, chiudete il programma di chat e chiudete OBS Studio. Poi, nel terminale:
sudo modprobe -r v4l2loopback

E per finire…

Riaggiorniamo tutto:
sudo apt update && sudo apt full-upgrade -y && sudo snap refresh && sudo flatpak update -y

E poi lanciamo “Supporto Lingue”. Probabilmente ci dirà che mancano dei pezzi e ci chiederà se vogliamo installarli. Diciamogli di sì.
Riavviamo.

Comandi utili

Se si blocca VLC:
killall -9 vlc

Riavviare pulseaudio:
killall -9 pulseaudio

Riavviare Gnome:
Alt+F2, r, Invio

Uso di youtube-dl:
info:
youtube-dl -F (link pagina)
download:
youtube-dl --all-subs -f (formato) (link pagina)

Aggiorna tutto:
sudo apt update && sudo apt full-upgrade -y && sudo snap refresh && sudo flatpak update -y

Trasforma PDF in immagini:
convert documento.pdf immagine.jpg


Se volete rifare questa guida velocemente su un PC nuovo e siete già esperti, ho creato un riassunto di questa guida senza spiegazioni:

Ubuntu 20.04 Post-installazione VELOCE


Guida creata il 10 novembre 2020
Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2020
Licenza: © Stefano Droghetti 2020, Creative Commons BY-NC-SA