Produzione musicale con Linux

Con questa guida impareremo l’intero processo di produzione musicale usando solo software libero, su Linux.

Produzione audio professionale con Linux

Introduzione

Sono sempre di più nel mondo i musicisti che scelgono i sistemi liberi per produrre la propria musica. Oltre a questioni di carattere puramente etico o filosofico, il software libero ha tre grandi vantaggi pratici:
– molto spesso è gratis. Non lo è sempre, ma soprattutto per il singolo utente privato nella stragrande maggioranza dei casi l’open source musicale è davvero software “free”, sia nel senso di “libero” sia nel senso di “gratis”. In particolare, in questa guida userò solo software gratis, quasi sempre anche libero.
– è trasparente e di tua proprietà: puoi sempre sapere che fine fanno i tuoi dati quando finiscono nei programmi liberi, e quello che produci rimane tuo. Nei programmi proprietari invece, anche se gratis, devi sempre sottoscrivere un contrattino per cui ti impegni a non voler sapere che fine fanno i tuoi dati. E soprattutto: la musica che produci con quei programmi commerciali è regolata dalla licenza dello specifico programma che usi. Potrebbe benissimo accadere che se poi la vuoi vendere o eseguire dal vivo, dovrai scendere a patti con i detentori dei diritti del programma che hai acquistato… Col software libero, nulla di tutto questo!
– non essendoci un’unica grossa suite commerciale che fa tutto, ma un insieme di piccole applicazioni ognuna che fa bene il suo mestiere che poi vengono sincronizzate con un ulteriore programma (l’open source offre la possibilità infatti di avere protocolli standard così che tutte le applicazioni possano comunicare agevolmente fra loro senza problemi di formati proprietari, conversioni e brevetti), se dapprima ci si può trovare un po’ disorientati ben presto si capisce che è come essere in una vera sala di registrazione, con migliaia di macchine, strumenti e cavi, tutti da attaccare a piacimento e da sincronizzare con una patch-bay. Insomma, molta più libertà di metodo e modularità.
La musica su GNU/Linux non è più a livello amatoriale: oggi sono molti gli studi di registrazione professionale che si appoggiano su GNU/Linux. Solo in Italia eccone alcuni:
T.rex Recording Studio (Milano)
Flyingstudio (Roma)

Contatti, risorse, requisiti minimi

Questa guida dà per scontato che:
1- Stiate usando Ubuntu 18.04 o 20.04 o che abbiate seguito questa guida. Non dovrebbero esserci grossi problemi e differenze con le altre derivate da Ubuntu, ma non l’ho testato quindi… non so.
2- che la vostra scheda sonora sia perfettamente supportata da Linux e funzionante. Io ho potuto testare questa guida su una vecchissima SBLive! che però ho smontato perché davvero troppo vetusta, una classica HD Intel montata di serie ormai su quasi tutti i PC del mondo, e su una Focusrite Scarlett 2i2, la scheda (USB) che uso al momento.
3- che la vostra scheda sonora non sia scarsa. Qui si registra con un minimo di professionalità: le schedine integrate come la HD Intel di cui scrivevo prima, o quelle fatte solo per l’ascolto o i videogame, hanno dei circuiti di registrazione pessimi, adatti giustamente soltanto per catturare un po’ di audio dal microfono per le chat o il gaming online, ma non certo per registrare con un minimo di decenza e poca latenza la voce da un buon microfono o da uno strumento
3- Che il vostro sistema sia sufficientemente potente per gestire i software di registrazione e gli effetti. Non do supporto tecnico privatamente (email, FaceBook, social network eccetera) perché Linux è basato sulla condivisione della conoscenza e quindi è giusto chiedere e rispondere tutti insieme, nella comunità, in modo che tutti ne giovino.
Oltretutto, io non ho la possibilità di provare schede varie, quindi per schede particolari io non ho proprio la possibilità materiale di rispondervi.
Quindi se volete salutarmi, ringraziarmi, insultarmi eccetera, insomma per ogni cosa che volete dirmi che non c’entri con le questioni tecniche di questa guida, andate pure nella pagina dei contatti.
Invece per le questioni tecniche ecco dove chiedere e dove trovare risorse interessanti:
Ubuntu-it Forum – Multimedia: Sezione multimedia del forum italiano di Ubuntu, la sezione più adatta per fare domande su singoli software di questa guida.
Ubuntu-it Forum – Hardware: Sezione specifica del forum italiano di Ubuntu, la sezione più adatta per far domande sulla propria scheda sonora se essa non sembra essere così compatibile come dichiarato sulla confezione o su altri siti, articoli e forum.

Qui invece trovate varie risorse per approfondire e ampliare i temi trattati in questa guida:
MusicaDigitale.net e Homestudio Italia: Forum italiani di musica e PC in generale. Non parlano molto di GNU/Linux, ma sono molto interessanti per le tecniche compositive e di registrazione, che son comuni per tutti i musicisti.
Il canale di Unfa: È il più grande esperto di musica su Linux che ci sia su YouTube. Lui usa Ardour su Manjaro e fa dei video fantastici in cui crea intere canzoni da zero (compresi i suoni!) usando Linux. Se masticate un po’ di inglese di base, è il canale da cui imparare tutto. 🙂
Se amate il canale Youtube di Unfa, entrate nella chat Discord dei suoi fan! È qui: https://discord.com/channels/344542072855986178
LinuxMusicians.org: Il forum internazionale di riferimento per chi fa musica con Linux. In inglese.


1. Installazione dei software

1.1 – Sorgenti software e Codec proprietari

Prima di tutto controlliamo di avere abilitato tutte le sorgenti software da cui scaricheremo i programmi. Riferitevi sempre alla guida sopra citata (capitolo 11).

1.2 – Installazione del software necessario

Per l’installazione, è sufficiente riferirsi alla sezione “Musica” della guida Ubuntu 20.04 Supercompleta


2. Configurazione del software

2.1 – Panoramica

Prima di tutto cerchiamo di capire cosa stiamo facendo.
Avremo bisogno di un programma che gestisce il MIDI, un programma che gestisce l’audio (o uno che li gestisce entrambi), una drum machine, e tanti programmi per gli effetti e gli strumenti musicali.
Invece di avere un’unica suite commerciale che fa tutto, useremo uno o più software per gestire queste singole cose, e un software che sincronizza tutto, in modo che premendo “play” in uno si attivi la riproduzione anche in tutti gli altri. Questo software, che è il cuore di tutto, si chiama “Jack.
Se invece optiamo per un “programma che fa tutto” (questi programmi in musica si chiamano “DAW”, che sta per Digital Audio Workstation) lo potremo configurare per usare Jack, così se gli manca qualcosa che non esista sotto forma di plugin, lo lanciamo esternamente e lo sincronizziamo.
Avremo anche bisogno di quelli che su Win si chiamano “VST” e che sono poi solo un tipo particolare di plugin: su Linux ce ne sono tantisismi, e non solo di tipo VST.
Inoltre, prima dovremo configurare a un livello un po’ più “intimo” l’hardware e il “cuore” del sistema operativo, per ottenere prestazioni da studio.
Quindi: inizieremo configurando la scheda sonora, poi parleremo della latenza delle schede sonore e di come abbassarla attraverso il “kernel lowlatency”, poi configureremo Jack, poi gli strumenti musicali e gli effetti, infine i singoli software. Il tutto per vedere come funziona quello che abbiamo “sotto il cofano”, e anche per creare una situazione Live. Quando conosciamo bene le parti e il funzionamento del sistema, potremo poi passare a usare una DAW.
Lo strato di sistema operativo che fa funzionare l’audio si chiama ALSA. Gestisce direttamente le schede sonore. Su Ubuntu c’è uno strato in più, che si chiama Pulseaudio, che è quello che vedete nelle impostazioni audio di sistema e nell’iconcina dell’altoparlante in alto a destra: si occupa di prendere tutto l’audio che viene da ALSA e di distribuirlo come meglio credete, permettendovi di dirigerlo verso equalizzatori esterni, rete eccetera. Il programma che lo gestisce si chiama pavucontrol. È una tecnologia straordinaria che ben si adatta all’uso quotidiano dell’audio, ai giochi e soprattutto all’home theatre. Ma per la produzione musicale ci serve Jack, che parla direttamente con ALSA, quindi mentre produciamo Pulseaudio viene disattivato automaticamente da Jack. Oggi però c’è un nuovo componente, “Pulseaudio Jack Sink”, che riesce a far funzionare Pulseaudio insieme ad ALSA. Magari vi complicherà un po’ le cose quando farete i collegamenti, ma vi permette di gestire contemporaneamente sia i programmi musicali (basati tutti su Jack) che quelli normalmente non funzionanti con Jack.
Se il vostro lavoro o hobby si limita alla composizione con soli sintetizzatori, campionatori ed effetti, insomma se non registrate audio, fermatevi e imparate subito a usare LMMS. Ha già tutto quello che la stragrande maggioranza dei compositori e DJ desiderano per creare musica partendo da campioni, sintetizzatori, linee di basso e linee di percussioni. Oltre ad avere effetti suoi, ha anche tutti quelli che potrete vedere in seguito leggendo questa guida.
Vi rimando a un’ottima serie di video tutorial di DeRobyDJ: Video Guida per LMMS
E non dimenticate LMMS Forum Italia.

Produzione audio

Anche Qtractor ha sempre più funzionalità per la modalità di produzione musicale a campioni, ma ha un metodo di approccio molto “vecchio” secondo i musicisti che conosco.
La DAW che finirete per usare di più credo che sarà perciò Ardour. Quando poi sarà pronta zrythm (oggi solo in alpha) ci sarà ancora più scelta.

2.2 – Configurazione della scheda sonora

Con la mia Focusrite Scarlett 2i2 i volumi e il monitoring si controllano direttamente dalle manopoline. Ma le schede interne, non hanno le manopoline e quindi bisogna regolarle con un’applicazione che si chiama alsamixer.
Quindi, se avete una scheda interna, aprite il terminale e digitate:
alsamixer
Se parte, controllate che si tratti proprio della scheda sonora che volete usare: in alcuni casi, specie se avete una scheda video con uscita HDMI o se avete una scheda sonora aggiuntiva professionale, alsamixer parte con la scheda sbagliata. Lo vedete facilmente perché c’è scritto il nome.

alsamixer

Se avete più schede sonore, premete F6 e selezionare la scheda sonora che volete configurare.
Quindi, dovrete premere il tasto TAB (quello a sinistra della lettera Q nella vostra tastiera) per passare dalla vista “Riproduzione” alla vista “Cattura” (registrazione) e viceversa.
Per regolare i volumi passate da uno all’altro con i tasti freccia a destra e freccia a sinistra, mentre per aumentarli e diminuirli premete i tasti freccia su e freccia giù
Nella vista Riproduzione, per ammutolire o ripristinare un volume, premete M
Nella vista Cattura, per attivare un ingresso in registrazione premere la barra spaziatrice.
Regolare i volumi è fondamentale. Tenete sempre aperto Alsamixer mentre state producendo audio o lavorate a un progetto: è da lì che decidete davvero cosa entra e cosa esce dalla scheda sonora.
Per ora ovviamente regolateli a occhio, dato che siete ancora con Pulseaudio e non ha senso ascoltare qualcosa gestito da Pulseaudio per regolare i volumi su ALSA. In seguito vedrete che, mentre usate i vari programmi audio con Jack attivo, questo alsamixer sarà sempre un vostro fido compagno.
Per uscire premete il tasto ESC.

2.2.1 – Salvare i volumi di alsamixer

È probabile che una volta riavviato il computer, tutta la configurazione di alsamixer tornerà ai valori preimpostati. Per evitare che ciò accada ecco come fare:
– Aprire il terminale e lanciare alsamixer, settarlo e premere ESC
– Scrivere:
alsactl --file ~/.config/asound.state store
per provare se va, riavviare il PC e scrivere nel terminale:
alsactl --file ~/.config/asound.state restore
Se i settings tornano a come li volevamo noi, procedere:
– Nel terminale scrivere:
mousepad ~/.config/autostart/alsarestore.desktop
(ovviamente invece di mousepad usate gedit se siete su Ubuntu, eccetera)
– Nel file di testo scrivete:

[Desktop Entry]
Type=Application
Terminal=false
Name=alsarestore
Exec=bash -c 'sleep 15 ; alsactl --file ~/.config/asound.state restore'

Ogni volta che volete cambiare i setting di default, li cambiate e poi digitate:
alsactl --file ~/.config/asound.state store

2.3 – Eliminare schede sonore di troppo

Se volete disattivare per sempre la scheda sonora che vi dà fastidio (per esempio una scheda sonora integrata che non vi serve più a nulla perché avete comprato una scheda professionale PCI) potreste disattivarla direttamente dal BIOS del computer, ammesso che sappiate fare. Ma in certi casi il sistema la vede lo stesso. Quindi la cosa migliore è disattivarla. Se non volete disattivare alcuna scheda, saltate pure e andate al paragrafo successivo.
Per disattivare una o più schede, digitate:
cat /proc/asound/modules
e individuate il modulo della scheda da eliminare. Per esempio snd_hda_intel
Poi aprite il file della “lista nera”:
sudo mousepad /etc/modprobe.d/blacklist.conf
E alla fine aggiungete:
# scheda sonora integrata
blacklist
nome del modulo
Per esempio:
# scheda sonora integrata
blacklist snd_hda_intel

Salvate e chiudete. Al riavvio, non vedrete più traccia di quella scheda sonora.

2.4 – Kernel a bassa latenza

In un sistema operativo, quello che vedete è solo un’interfaccia grafica e una serie di programmi, che dialogano con qualcosa di molto più complesso, che fa funzionare silenziosamente tutte le periferiche e la logica interna di tutto il sistema. Questo strato del sistema, il più centrale, si chiama “kernel” (appunto “nucleo”, “nocciolo” in inglese). Tutte le cose materiali che stanno dentro al nostro computer, quando funzionano mandano un'”interruzione” al kernel, come a dire “ehi, devo fare qualcosa, mi consideri?”. Il kernel decide le priorità e i tempi da assegnare a queste interruzioni (fra le altre cose che fa).
Ora, i grossi server che devono gestire molti segnali provenienti da apparecchi di rete collegati e servizi, hanno dei tempi lunghissimi nel soddisfare le interruzioni (le richieste) della scheda audio o video o quant’altro, perché la rete ha sempre la precedenza. Nei sistemi normali questi tempi, chiamati “latenza”, sono appunto medi, in modo che si possa gestire l’audio ragionevolmente ma che anche internet e i vari servizi non dipendano completamente dalla priorità della scheda audio, video eccetera.
Mentre registriamo invece ci occorre che questa latenza sia minima, cioè che mentre suoniamo con la chitarra e il PC registra magari assegnando anche degli effetti, tutto il resto debba andare in secondo piano.
Ecco perché occorrerebbe installare il “kernel lowlatency”: è un kernel che ci permette di ottenere il massimo dalla nostra scheda sonora: quando essa chiama, il kernel risponde. Immediatamente. In particolare, Jack sa benissimo come sfruttare automaticamente al massimo questo kernel, e tutto quello che dipende da Jack avrà priorità assoluta su tutto il resto. Su Windows si cerca di ottenere una cosa simile installando i “driver ASIO”: un sistema che però non assicura la bassa latenza e l’affidabilità di un kernel dedicato.
Ora, si può usare tutto anche senza il kernel lowlatency, ma certamente almeno mentre state registrando seriamente, è meglio usarlo. Purtroppo dà alcuni problemi con alcune specifiche applicazioni o driver video proprietari quindi installatelo solo se usate il PC soltanto per la musica. Se il PC è abbastanza potente, potete anche non usare il kernel a bassa latenza. Comunque anche se lo installate, potete sempre partire con il kernel generic. Si può decidere se avviare Ubuntu col kernel normale (Generic) o quello a bassa latenza (lowlatency) all’avvio del PC. È molto semplice: all’avvio del computer basta tenere premuto il tasto ESC e ci apparirà “grub”, ossia un elenco dei sistemi installati sul nostro computer. Con le frecce sulla tastiera selezioniamo “Ubuntu (Opzioni avanzate)” e quindi “lowlatency” (se ce ne sono di più, scegliete quello più in alto) e premiamo invio: Ubuntu partirà con un kernel lowlatency.
Per installarlo o meno, fate sempre riferimento alla guida di installazione citata prima.

2.5 – Configurare Jack

Come dicevo, Jack è il cuore del sistema audio su cui lavoreremo. È controllato da un’applicazione che si chiama “QjackCtl“. Lanciamola e premiamo su “Impostazioni”. Con i parametri che vedete in figura a me funziona molto bene, ma siete liberi di provarne altri. Un consiglio: per questo e gli altri programmi impostate sempre la frequenza a 44100 se volete realizzare solo musica, ma se dovete realizzare cose che andranno sincronizzate a del video per finire in un DVD, usate in questo e in tutti gli altri programmi 48000. Su alcune schede sonore invece dovete selezionare la frequenza “preferita” dalla scheda: eventualmente cercate in rete o leggete le istruzioni.
N.B.: le schermate qui sotto sono relative al mio sistema, ma per voi potrebbero essere estremamente diverse. Non dovete copiare pari pari le impostazioni e poi chiedere perché non va. Dovete prima leggere tutto questo paragrafo, capire come funziona Jack e adattarlo alla vostra configurazione.

jack

Jack è il cuore di tutto il sistema. Vi permette di sincronizzare tutte le applicazioni e di fare da super patch-bay. Immaginate di avere uno studio di registrazione audio professionale: avrete decine e decine di strumenti, apparecchi, mixer, effetti, eccetera. Diventereste pazzi a collegare ogni volta tutti i cavi: molto meglio collegare tutti gli strumenti e gli effetti a un unico apparecchio, che istruirete con varie configurazioni. Questo apparecchio, addetto a collegare “tutto con tutto” secondo varie configurazioni, viene comunemente chiamato “patch bay” e Jack svolge questa funzione: collega l’uscita di un software all’entrata di un altro, dirotta un effetto da un software all’altro, dal microfono a un’applicazione, dall’uscita del mixer di un software alle casse o a un’altra applicazione, eccetera. Lo potete gestire direttamente dalla pagina di configurazione di QjackCtl, o altrimenti direttamente dall’interno di Ardour, o Carla, o tanti altri: tutti software che vedremo in seguito.
Premendo su “Impostazioni” comunque potete smanettare con le opzioni. Fondamentalmente dovete agire su questi parametri:
Driver – Va su “ALSA” in tutti i casi tranne se avete una scheda firewire. Nel qual caso va impostata su “Firewire”.
Realtime (Tempo Reale) – Se viene selezionato, Jack usa al massimo il kernel lowlatency. È consigliatissimo usarlo sempre.
No memory lock (Non bloccare la memoria) – Opzione inutile da quando c’è il kernel lowlatency (una volta si usava il kernel “Real Time” per il quale bisognava selezionare questa opzione)
Soft mode (Modo soft) – Questo parametro vi permette di lasciar funzionare jack anche dopo troppi xrun (“battiti” persi, sintomo che il sistema non funziona, fonte di disturbi e interruzioni nell’audio). Conviene deselezionarlo, perlomeno quando registrate.
Monitor – Se lo selezionate, vi crea come ingresso anche due porte “alsa pcm monitor”. Serve per registrare tutto quello che sentite, in sostanza. Io ne faccio a meno perché una porta in più così mi fa solo confusione e preferisco avere un controllo chiaro di cosa entra nella scheda sonora e cosa ne esce con alsamixer, e basta.
Force 16bit (Forza 16bit) – Da selezionare solo se la vostra scheda non supporta alcun altro bitrate. In generale lasciatelo deselezionato, e selezionatelo solo se riscontrate problemi.
H/W Monitor (Monitor Hardware) – Questo va sempre selezionato, perché è un’ottima funzione che però c’è solo in poche schede audio. Se la vostra scheda audio non la supporta, semplicemente non la userà. Quindi tanto vale lasciarlo selezionato.
H/W Meter (Meter Hardware) – Come sopra
Verbose messages (Verbosità nei messaggi) – Conviene selezionarlo, così Jack vi dà più spiegazioni quando qualcosa va storto.
MIDI driver (Driver MIDI) – Va messo su “seq“, tranne rarissimi casi di alcune tastiere MIDI che richiedono “raw” per essere riconosciute.
Priority (Priorità) – Su “default” (“predefinito”) va benone. Se però utilizzate alcuni “tweak” con il kernel RealTtime per migliorare le prestazioni questo parametro lo potete variare. Da quando ci sono i kernel lowlatency però i kernel RT per l’audio sono usati molto meno, quindi questa opzione dovreste sempre tenerla su “default”.
Frames/Period (Fotogrammi/Periodo) – Questo è il parametro più importante. Cominciate con i valori più alti, fate partire (sempre se parte, altrimenti cercate di risolvere il problema smanettando con altri parametri) poi mettete valori sempre più bassi, finché non comincerete a vedere gli xrun (i numerini verdi sotto “Started” diventano rossi e da zero cominciano a salire). Fermatelo, aumentate il valore e riavviate Jack finché non avrete più xrun (perlomeno finché non li avrete troppo frequenti: diciamo che uno ogni quarto d’ora ci può anche stare). Potete vedere la latenza di Jack crescere e decrescere in basso a destra nella finestra delle opzioni a seconda di quanto variate questo parametro. In genere su una buona scheda e un buon sistema si assesta sui 256 o 512. Su schede scarse (tutte quelle integrate per esempio) o sistemi poco performanti (dal Pentium 4 compreso o Duron in giù) o mal supportati si va sui 1024 o 2048. All’inizio per essere sicuri cominciate con 2048. Poi se tutto funziona andate su 1024, eccetera finché non dà troppi xrun. Con la mia Scarlett e un i5 con 12GB di RAM, qui posso impostare anche 64 che in fase di registrazione non mi fa alcun xrun. Se uso parecchi efftti o strumenti magari via VST di Windows, riesco comunque a impostare questo parametro su 128 senza avere alcun xrun.
Sample rate (Campionamento)44100 se lavorate per un CD. 48000 se lavorate per fare la musica di un DVD. Un’altra se la vostra scheda sonora vuole una determinata frequenza. Ebbene sì: alcune schede sembrano incompatibili e invece si scopre che lavorano solo e unicamente a una certa frequenza. Con la mia Focusrite posso impostare la frequenza che mi serve senza problemi. Quindi generalmente mi basta 44100.
Periods/Buffer (Periodi/Buffer) – Qui dipende dalla vostra scheda sonora. Selezionate il più basso possibile che fa partire jack. In genere è 2. Per la Scarlett invece si ottengono risultati incomparabilmente migliori scegliendo 3.
Dither – “None” (“nessuno”) migliora le prestazioni, ma peggiora leggermente il suono nelle schede sonore vecchissime e orribili. In pratica se l’audio è poco campionato, quindi vede le onde con grossi scalini, il “dither” vi aggiunge del rumore casuale, smussando gli scalini. “Shape” (“modellato”) rallenta di più ma ha l’effetto migliore. Gli altri parametri sono compromessi vari. Se non udite differenze, tenete pure su “none” (“nessuno”). Ormai è un parametro obsoleto perché nessuna scheda sonora è così scarsa da dover rendere necessario il dither.
Audio – “Duplex” è fondamentale, altrimenti non riuscite a registrare mentre ascoltate. Ovviamente c’è il caso che abbiate una scheda sonora così scarsa che non supporta il duplex, nel qual caso il consiglio è di buttarla via immediatamente e comprare qualcosa di decente.
Interface (Interfaccia) – Se avete più di una scheda, è il parametro che vi permette di scegliere quale scheda sonora deve usare Jack: selezionate la scheda sonora giusta, quella che volete far usare a Jack. Per visualizzare “Interface” dovete mettere su “Default” sia “Input Device” che “Output device”.
Nelle Impostazioni, andate anche su “Varie” e selezionate:
– Chiedi conferma alla chiusura
– Permetti una sola istanza
– Salva la configurazione Jack in .jackdrc
– Conferma l’arresto del server
– Abilita sequencer ALSA
Abilita l’interfaccia D-Bus dava grossi problemi nell’arresto di Jack ma dalla 16.04 in poi potete lasciare selezionata questa opzione senza avere problemi. Se per qualche strana ragione il sistema dovesse andare in tilt quando chiudete Jack, provate a disabilitare questa opzione.
Nella scheda “Display”, forse vi potrebbe interessare abilitare “Disegna le connessioni in forma di curve Bezier”. Questa impostazione, quando farete le connessioni tra i vari programmi e strumenti ed effetti, invece di linee dirette disegnerà curve che molti ritengono più leggibili ed eleganti. Può anche essere utile selezionare “Abilita gli alias per porte/clients” e “Abilita la modifica degli alias di clients/porte (rinomina)”, due opzioni che vi permettono di rinominare, col tasto destro, i vari ingressi e uscite nel caso abbiate bisogno di ricordarvele meglio.
Per resettare completamente Jack, da terminale o da Alt+F2:
rm ~/.config/rncbc.org/QjackCtl.conf
Ora non vi resta che premere “Avvia” e sperare che parta. Se tutto va bene, continuate con la guida. Se non parte provate a cambiare i parametri. Se proprio non trovate alcuna configurazione giusta, provate a chiedere sul Forum Ubuntu-it nella sezione Multimedia.
Tenete anche presente che potreste anche avere un computer troppo lento, una scheda non supportata o malamente supportata, o persino una scheda troppo scarsa per gestire l’audio in registrazione multipla.
In basso a destra nelle impostazioni di Jack vi dà la latenza del vostro sistema. C’è però il modo di compensare questa latenza via software variando i parametri “Latenza I/O”. Vediamo come.
1) Collegare con un cavo l’entrata con l’uscita della vostra scheda sonora
2) Fate partire Jack e scrivete nel terminale:
jack_iodelay
3) Nelle Connessioni di Jack, collegate “jack_delay” in a “jack_delay” out. Dopo un po’ vi calcola un numero intero (basso). Se non lo calcola, non avete collegato bene l’ingresso con l’uscita della scheda.
4) Copiate questo numero due volte nei due parametri “Latenza I/O”
Giusto per fare qualche confronto, sul mio i5 con scheda Focusrite Scarlett 2i2, con il kernel lowlatency ottengo questi parametri:
Fotogrammi/periodo: 128 → Latenza 64
Fotogrammi/periodo: 256 → Latenza 128
Fotogrammi/periodo: 512 → Latenza 256
Fotogrammi/periodo: 1024 → Latenza 512
Notate anche voi una certa logica..? Ma non con tutti i kernel è così, e non con tutte le schede.
L’uso di Jack verrà spiegato più tardi.

2.6 – Dire ai programmi di usare Jack

Come dicevamo prima, il cuore di tutto è Jack. Ma gli organi vitali potrebbero essere (vado a caso, ognuno ha i suoi gusti) una drum machine separata, per esmpio Hydrogen, QTractor solo per il MIDI e Ardour solo per l’audio. Proviamo con questo esempio: dobbiamo in pratica dire a queste applicazioni di usare sempre Jack come trasporto.
Avviamo QjackCtl prima di tutto, premiamo “Avvia”, e lanciamo i tre software:
Ardour: Questo programma avvia automaticamente Jack, chiedendovi tutta la configurazione, appena parte. In pratica ha al suo interno un doppione di QJackctl quindi se usate solo Ardour vi conviene non lanciare Jack. Se usate altri programmi, poi scegliete Jack all’inizio e lui si imposterà sui parametri che avete scelto lanciando Jack. Dalla versione 4, Ardour riesce a funzionare anche senza Jack, impostando tutto su ALSA. Per abilitare Ardour alla sincronizzazione con altri programmi, bisogna andare nel menu Modifica → Preferenze. Nell’elenco a sinistra scegliere “Sincronizza” e sotto “External timecode source” scegliere “Jack”. Premete sul tasto “Editor” in alto a destra per tornare appunto all’editor, e impostate il tasto “Int.” (in alto a sinistra, sotto i pulsanti di play, stop eccetera) su “Jack”.


QTractor: Questo programma avvia automaticamente Jack, richiamabile all’interno del programma stesso. Per sincronizzarlo a Jack basta andare su Trasporto → Modalità → Completa.
Rosegarden: Modifica → Preferenze → Generale → Comportamento. Spuntare la casella “Usa il trasporto Jack”.
Hydrogen: Strumenti → Preferenze → Sistema audio. Nel menu a tendina più in alto scegliere “Jack”.
Jack Keyboard e Virtual MIDI Keyboard sono due piccoli software molto utili se volete immettere le note con la tastiera del PC senza collegare una vera tastiera musicale via MIDI (se usate Ardour no, ne ha una interna). Virtual MIDI Keyboard si vede già nelle connessione di Jack ma è estremamente poco curato come funzioni e anche come grafica. Jack Keyboard è migliore ma non si interfaccia con ALSA. Per vederlo nelle connessioni di Jack però basta aprire il terminale e scrivere:
a2jmidid -e
Se questo comando viene usato spesso, conviene far partire Jack già con questo comando: in QJackCtl, basta andare su “Impostazioni”, scheda “Opzioni”, spuntare la casella “Esegui script dopo l’Avvio” e scrivere: a2jmidid -e &
Se premendo “Avvia” in QjackCtl parte e non ci sono xrun (il numerino sotto la scritta verde “Avviato” nel display di QJackCtl) e gli altri software sono configurati, facendo partire i vari software, essi si connetteranno automaticamente a Jack. Premendo Play su uno, andranno in Play tutti gli altri. Se premiamo Play proprio su QJackCtl, abbiamo una sincronizzazione completa: anche spostando il cursore in un’applicazione il cursore si sposta in tutte le altre.
Ovviamente dovete fare lo stesso per tutti gli altri programmi che usate eventualmente: Muse, LMMS e via dicendo. Basta trovare dov’è l’impostazione che dice di usare Jack e siete a posto. Fin qui dobbiamo solo sincerarci che Jack parta e che i programmi partano assieme se messi in play. Se non si sente nulla, non è un problema, dobbiamo ancora configurare molte cose.
Se non riuscite a sentire l’audio normale del vostro PC (VLC, Firefox, Chrome…) mentre Jack è avviato, non preoccupatevi, è del tutto normale. Per ascoltare, per esempio, un video di Youtube su Firefox, lanciate pavucontrol e andate su “Uscite”. Lì vedrete i programmi che in quel momento stanno usando l’audio. Scegliete come uscita “Jack Sink” (o qualcosa di simile) e udirete l’audio.


3. Configurazione degli strumenti musicali

Ne parleremo più avanti, ma sia chiaro che avete già a disposizione senza doverli configurare una grande quantità di sintetizzatori. Aprendo qualsiasi sequencer, cliccando sulle uscite disponibili per ogni traccia troverete vari sintetizzatori. Altri ancora sono programmi a sé stante e quindi li dovrete lanciare prima e poi collegarli al sequencer o alla DAW.
Chi è abituato a suonare dal vivo con una tastiera, è abituato a usare dei banchi di suoni “General MIDI”. Per averli anche sul nostro PC, basta usare un soundfont, che è un file che contiene tutti gli strumenti. Una delle applicazioni per far suonare i soundfont con una tastiera è QSynth. Lo vedremo quindi per primo. Poi vedremo come usare Carla per caricare qualsiasi strumento ed effetto come se fosse un rack costosissimo in cui mettiamo in pila tutti nostri moduli.

3.1 – QSynth

Lanciamo QJackCtl, premiamo “Play”, attendiamo che Jack parta e poi lanciamo QSynth,  quindi premiamo su “Setup”. La prima cosa da fare è dirgli dove sono i soundfonts. Quelli di sistema li trovate sotto /usr/share/sounds/sf2/
Potete mettere anche una lunga lista, lui userà solo il primo della lista. Ho però notato alcuni comportamenti bizzarri in alcune versioni di QSynth, quindi vi consiglio di lasciare sempre solo una riga

Qsynth
Spostandoci negli altri settaggi avremo questa configurazione (occhio alla frequenza nel caso del video):

Qsynth

QSynth

Se poi volete usare più soundfont, perché magari usate un pianoforte che c’è solo in un soundfont e un basso che c’è solo in un altro soundfont, non dovete aggiungere i soundfont alla lista ma dovete creare più istanze di QSynth. Non aggiungetene troppi: occhio alla CPU e alla memoria!
– premete il tastino verde “+” a sinistra in basso
– vi si apre la finestra delle opzioni, premete su “Soundfonts”
– caricate i soundfonts che volete.

Potete aggiungere quante istanze volete, ma occhio alla memoria del PC.
Può darsi che incasiniate Qsynth fino a non farlo più funzionare… Per resettarlo completamente basta cancellare un file, così:
rm ~/.config/rncbc.org/Qsynth.conf
A questo punto QSynth è pronto per essere collegato agli altri programmi.

3.2 – Bristol

Attenzione: questo è un paragrafo obsoleto. Se volete potete passare al prossimo. Altrimenti, se siete specificatamente interessati a questi vecchi sintetizzatori che funzionano solo standalone e che ormai sono completamente emulati da altri molto migliori, continuate nella lettura.

Bristol è un emulatore di una serie enorme di sintetizzatori vintage, soprattutto i mitici Moog. È un software un po’ vecchiotto, non più aggiornato, funziona standalone e non può essere caricato come strumento in Carla o in Ardour.

Per installarlo:

sudo apt install monobristol

Per collegarlo agli altri programmi attraverso Jack occorre lanciarlo aprendo il terminale e scrivendo:
startBristol -nome_del_sintetizzatore -jack
Ovviamente usate il parametro -jack se volete usarlo con Jack, altrimenti non scrivete -jack e così vi parte su ALSA.
L’elenco dei sintetizzatori si ottiene scrivendo:
startBristol -help
Eccoli tutti a tutt’oggi:

-mini – moog mini
-explorer – moog voyager
-voyager – moog voyager electric blue
-memory – moog memory
-sonic6 – moog sonic 6
-mg1 – moog/realistic mg-1 concertmate
-hammond – hammond module (deprecated, use -b3)
-b3 – hammond B3 (default)
-prophet – sequential circuits prophet-5
-pro52 – sequential circuits prophet-5/fx
-pro10 – sequential circuits prophet-10
-pro1 – sequential circuits pro-one
-rhodes – fender rhodes mark-I stage 73
-rhodesbass – fender rhodes bass piano
-roadrunner – crumar roadrunner electric piano
-bitone – crumar bit 01
-bit99 – crumar bit 99
-bit100 – crumar bit + mods
-stratus – crumar stratus synth/organ combo
-trilogy – crumar trilogy synth/organ/string combo
-obx – oberheim OB-X
-obxa – oberheim OB-Xa
-axxe – arp axxe
-odyssey – arp odyssey
-arp2600 – arp 2600
-solina – arp/solina string ensemble
-polysix – korg polysix
-poly800 – korg poly-800
-monopoly – korg mono/poly
-ms20 – korg ms20 (unfinished: -libtest only)
-vox – vox continental
-voxM2 – vox continental super/300/II
-juno – roland juno-60
-jupiter – roland jupiter-8
-bme700 – baumann bme-700
-bm – bristol bassmaker sequencer
-dx – yamaha dx-7
-cs80 – yamaha cs-80 (unfinished)
-sidney – commodore-64 SID chip synth
-melbourne – commodore-64 SID polyphonic synth (unfinished)
-granular – granular synthesiser (unfinished)
-aks – ems synthi-a (unfinished)
-mixer – 16 track mixer (unfinished: -libtest only)

Quindi per esempio:
startBristol -bit100 -jack

Bristol

startBristol -ms20 -jack

Bristol

3.3 – Strumenti caricabili come plugin

Esistono tantissimi strumenti ed effetti che potete caricare come plugin nei programmi, o potete usarli standalone o in cascata grazie a Carla. Oltre a singoli soundfont e a librerie sfz (che vedremo in seguito), avete dei sintetizzatori meravigliosi come Surge, Vitalium e Zyn Fusion. Se venite da Windows o da Mac probabilmente siete familiari con il concetto di strumento VST: su Linux avete i VST2 nativi per Linux, ma avete anche la possibilità di usare i vecchi VST2 per Windows, i LADSPA, gli LV2 e i VST3.

I VST nativi di Linux e i VST3 (che sono indipendenti dal sistema operativo) sono visti perfettamente da Ardour e tanti altri programmi. Ma ogni tanto può capitare che vogliamo installare un VST di Windows: se il VST consiste in un singolo file .dll, potremo farlo funzionare con Carla e con Wine. Carla e Wine li avete già installati se avete seguito la guida all’installazione di Ubuntu presente in questo stesso sito. Wine è un software che va a sostituire tutte le dll di Windows con altre dll che invece di parlare a Windows parlano a Linux. In questo modo i file .exe girano nativamente su Linux senza bisogno di creare un ambiente che gira dentro un altro ambiente, rallentando tutto. Non va lanciato, viene usato dalle altre applicazioni. Carla invece va lanciato e vi fa da contenitore di strumeti ed effetti, VST di Windows compresi. Lanciato Carla, bastarà aprire un file .dll di un VST e questo comparirà nel rack. Per vederne la grafica basta premere sull’iconina delle impostazioni del modulo rack. Il plugin comparirà nelle connessioni di Jack e potremo collegarlo a ciò che vogliamo (vediamo in seguito come).

Carla


4. Effetti e prova del sistema

Fin qui abbiamo configurato il sistema per farlo funzionare bene con la musica, abbiamo installato i programmi che useremo per comporre e registrare, abbiamo installato e configurato gli strumenti musicali che useremo per arrangiare i nostri pezzi, quindi mancano solo gli effetti, cioè quelle cose che daranno corpo alle nostre registrazioni: distorsori, riverberi, echi, phaser, flanger, equalizzatori, chorus e via discorrendo.
In realtà, anche in questo caso sono già installati, configurati e pronti.
Per capire come funzionano i programmi e tutto l’ambiente, proviamo qualche esempio di suono live. Con questi esempi proverò a spiegare il metodo di lavoro per interfacciare tutti i vari software, effetti e strumenti visti fin ora.

4.1 – Configurare ingressi e uscite – Alsamixer

Colleghiamo una fonte sonora alla scheda audio. Un microfono in genere va benissimo, ma potete provare qualunque cosa. Mi raccomando: deve essere una fonte audio, non midi. Quindi qualcosa collegato con un jack, piccolo o grande che sia, o dei pin RCA, o una presa bilanciata. Non certo qualcosa di USB o di seriale o qualsiasi altro cavo…
Assicuratevi di aver acceso le casse, o meglio di aver collegato la cuffia. Lo scopo è la “prova microfono”, cioè sentirsi.
– Se volete il kernel lowlatency, accendete il computer tenendo premuto Esc dopo il bios, e scegliendo poi il più in alto dei “lowlatency”. Si sceglie con le frecce, si seleziona con Invio. Ma un prova la potete fare anche con un avvio normale.
– Arrivati nel desktop, lanciamo QjackCtl
– Andiamo nelle Impostazioni e selezioniamo la nostra scheda sonora da “Interfaccia”.
– Sotto “Driver” scegliamo “firewire” se abbiamo una scheda firewire, “alsa” in tutti gli altri casi.
– Mettiamo a posto i parametri come spiegato nel paragrafo 2.5
– Chiudiamo le impostazioni e premiamo “Avvia” su QjackCtl. Se non parte, abbiamo sbagliato qualche parametro. Riproviamo finché non parte.
– Premiamo “Connetti” e nella scheda “Audio” colleghiamo il system di sinistra al system di destra (basta trascinare). Come in figura:

Tutto ciò che a sinistra, è l’uscita di qualcosa, tutto ciò che è a destra è l’entrata. Ovvero: le cose elencate a sinistra sono porte di sola lettura, mentre quelle a destra di scrittura.
In questo caso, a sinistra c’è “tutto ciò che esce dalle cose attaccate alla scheda sonora” e a destra ci sono le casse (o la cuffia) (“tutto ciò che entra nelle cose attaccate alla scheda sonora“).
Regolate le manopola della scheda audio esterna per decidere bene i volumi di ingresso e di uscita o, se è una scheda i cui volumi si controllano da software, usate alsamixer.

Solo per chi deve usare alsamixer (per esempio quindi non per chi ha una Scarlett 2i2):
– Apriamo il terminale e lanciamo alsamixer. Alsamixer è un filtro che decide in “Cattura” cosa fa uscire o meno “da destra” e in “Riproduzione” cosa far entrare o meno in ciò che colleghiamo al retro della scheda sonora (casse, cuffia, eccetera).
– Nel caso che abbiamo più di una scheda, con F6 scegliamo la scheda sonora che vogliamo utilizzare.
– Nella scheda “Riproduzione”, alziamo il volume. In questa scheda decidete se usare la cuffia, le casse, entrambe, eccetera. Qui ogni scheda è diversa. In genere c’è un “Master” che va alzato, ma possono esserci anche altri parametri, come “Headphone” che sono le cuffie. Alcune schede hanno solo un parametro, altre ne hanno cento. Auguri.
– Per spostarvi usate e sulla tastiera
– Per alzare e abbassare i volumi usate e sulla tastiera
– Per ammutolire e abilitare i vari parametri premete il tasto M sulla tastiera.
– In questo momento è normale che non sentiate nulla.
– Premiamo TAB (il tasto della tastiera a sinistra della lettera Q) finché si visualizza la scheda “Cattura“. Qui dobbiamo alzare il volume del microfono o della chitarra. Anche qui vale lo stesso discorso di prima: ogni scheda è diversa e dovete arrangiarvi finché sentite in cuffia quello che state dicendo nel microfono.
– Per attivare /disattivare i vari parametri, usate la barra spaziatrice sulla tastiera.
A titolo d’esempio, ecco cosa ho dovuto fare io per attivare l’ingresso ausiliare collegato al frontalino anteriore della mia vecchia SoundBlaster Live! Platinum:
Riproduzione:

Alsamixer

Cattura:

Alsamixer

Per attivare il microfono del medesimo frontalino, devo attivare sia “Line” che “LiveDrv1”, per esempio. Insomma: dovete provare un bel po’ prima di capire gli ingressi e le uscite della vostra scheda.

Se avete una scheda che non usa alsamixer (come appunto la Scarlett 2i2):
– regolate i volumi di ingresso e uscita
– togliete il monitoring della scheda: l’audio deve passare attraverso Jack, non diretto dall’in all’out della scheda senza passare dal PC
– sentirete un certo ritardo: va bene così.

A questo punto se sentire la vostra voce in cuffia e/o dalle casse, la prova è riuscita. Anche se c’è un po’ di latenza. Questa più o meno sarà sempre la situazione da cui partirete in situazioni live. Ora proviamo a mettere qualcosa in mezzo…

4.2 – Aggiungere un effetto

– Lanciamo QJackCtl, facciamo partire Jack premendo “Start” e scolleghiamo tutto andando su “Connessioni” e premendo su “Disconnetti tutto”.


– Lanciamo Carla
– Premiamo su “+ Add Plugin”
– A sinistra, sotto “Format” selezioniamo tutto, sotto “Type” tutto, sotto “category” selezioniamo “All”, e sotto “Architecture” selezioniamo tutto
– La prima volta, premiamo su “Refresh” e sulla sinistra selezioniamo tutto, quindi premiamo “Scan”


– Finito lo scan, premiamo “Close” e digitiamo reverb nel campo di ricerca. Dall’elenco, facciamo doppio click su “Calf Reverb”
– Il nostro riverbero è caricato. Ora dobbiamo collegare il microfono a Carla, e Carla alle cuffie o agli altoparlanti. Premiamo sul tab “PatchBay” e facciamo i collegamenti:

Questo “Patchbay” di Carla è solo un metodo alternativo di fare i collegamenti con Jack. Se torniamo in QJackCtl infatti vediamo che i collegamenti sono stati fatti da Carla:

Ora, il suono del microfono o della chitarra collegata alla scheda sonora, dovrebbe avere l’aggiunta di un riverbero e vi sembrerà di parlare in un grande salone (o in un tunnel della stazione!). Ogni plugin è perfettamente regolabile, da dentro Carla:
– Torniamo sul tab “Rack” e premiamo su “GUI”:

Sbizzarritevi come preferite 🙂

Potete collegare in cascata tutti gli effetti che volete, risorse del PC permettendo, e quindi salvare la configurazione con “Save As…” per tutte le volte che siete dal vivo. Carla prende in ingresso, come abbiamo visto, anche gli effetti VST di Windows (non sempre). E potete mettere tutto in cascata:

Ora proviamo a collegare anche uno strumento musicale.

– Chiudete e riaprite Carla
– “+ Add plugin”, doppio click su “Helm”
– In “Patchbay” collegate solo le uscite audio. Se avete una tastiera MIDI collegatela così:

– Altrimenti lanciate il programma “MIDI Keyboard” e fate i collegamenti così:

Tornate in “Rack” e premete la rotellina per visualizzare l’interfaccia di helm, scegliere il preset e provare a suonare:

Carla prende anche gli strumenti VST di Windows (non tutti), i soundfont (sf2, gig e sfz). Nonché gli effetti, anche in cascata, di ogni tipo, compresi i VST di Windows (non sempre):

jack carla gig vst

4.2.1 – Jack Sink

Una cosa importante da sapere è cosa siano quei due “Pulseaudio Jack Sink” e “Pulseaudio Jack Source”:

– Pulseaudio Jack Sink è l’uscita di tutti i programmi non Jack che stanno girando sul computer. Se per esempio abbiamo aperto VLC e Firefox con dentro un video di YouTube, collegando “Pulseaudio Jack Sink” a “Carla Audio In” applicheremo gli effetti caricati dentro Carla anche all’audio di VLC e di Youtube. Per selezionare quali applicazioni devono mandare il loro segnale a Carla, dobbiamo aprire pavucontrol, andare in “Riproduzione” e selezionare “Jack Sink” come uscita per le applicazioni che vogliamo mandare a Carla. Un esercizio da fare: provare a mettere un equalizzatore all’audio di YouTube e salvare la configurazione. Qui un piccolo video con la soluzione:

– Pulseuadio Jack Source è l’ingresso di tutti i programmi non Jack che stanno girando sul computer. Per il resto uguale a prima: collegarlo a “Carla audio Out” e dire a pavucontrol in “Registrazione” quali applicazioni devono prendere l’ingresso da Carla. Un esercizio da fare: applicare una voce mostruosa o da paperino (l’effetto è un “pitchshifter”) al vostro audio su una chat di Google Meet o Zoom o quello che preferite 🙂

4.3 – Tutto in una DAW!

Tutto quello che abbiamo visto adesso può essere fatto dentro una DAW (Digital Audio Workstation) come Ardour o QTractor, per rimanere nel software libero. Ci sono anche DAW commerciali, anche costosette, per Linux: Bitwig Studio, Reaper, Renoise e altre. Il vantaggio di fare tutto in una DAW è che una volta salvato il progetto poi lo riaprite e avete tutti i collegamenti già fatti, i plugin caricati e configurati, e potete pure registrare. Una DAW fa partire Jack automaticamente e si occupa di caricare i plugin che vogliamo per ogni traccia, collegandoli nel modo che vogliamo. Per imparare Ardour il canale che consiglio è quello di Unfa: https://www.youtube.com/c/unfa000/videos
Potete caricare Carla come plugin di una traccia (MIDI o audio) nella DAW, e assegnarle quello che volete. Ma non è molto utile, è meglio caricare i plugin direttamente. Per i sounfont .sf2 basta usare il plugin Fluid Synth, per gli sfz il plugin “sfizz”. In effetti per i “gig” meglio usare Carla come plugin.
Tutte cose che vedrete spiegate per bene nel canale di Unfa.


5. – Cosa uso io (al momento)

Mentre scrivo, uso prevalentemente questi strumenti:

Arranger: JJazzLab con stili Yamaha liberi scaricati in rete. Qui ce ne sono moltissimi: https://psrtutorial.com/sty/yamaha/index.html

DAW: Ardour 6.5 compilata dall’ultima nightly build

Sintetizzatori: Surge, ZynAddSubFX, Vitalium, Geonkick, Odin2 e parecchi altri.

Suoni General MIDI: Plugin “General MIDI Synth” di Ardour, JJazzLab.sf2 soundfonts

Pianoforte: Salamander Piano con sfizz

Suoni orchestrali e cori: Virtual Playing Orchestra con sfizz

Batteria: Black Pearl Drumkit, DrumGizmo CrocellKit, ma anche la patch di batteria dei soundfont General MIDI sopra indicati possono andare se pesantemente effettati

Compressori: ACE Compressor, Calf Sidechain Compressor (abbassa il volume di una traccia quando in un’altra traccia c’è un suono forte: ideale per ottenere l’effetto della base che si alza in levare), LSP Multiband Compressor (ottimo per dare più corpo alla voce)

Chorus: Calf Multi Chorus

Riverbero: Dragonfly Hall Reverb, Dragonfly Plate Reverb

Equalizzatori: LSP Graphic Equalizer x16, LSP Parametric Equalizer x16

Per la chitarra: i vari GuitarX (quelli che cominciano per Gx), KPP (Kapitonov Plugins Pack)

Altri plugin: ACE Fluid Synth (per caricarci i soundfont), Calf Haas Stereo Enhancer (per aprire l’immagine stereo di alcuni strumenti, specie le chitarre distorte), Calf Limiter (in uscita a qualche compressore troppo esagerato), x42-Autotune, LibreArp (un arpeggiatore molto intuitivo)

Per imparare a usare tutto ciò, sempre consigliatissima la visione del canale di Unfa: https://www.youtube.com/c/unfa000/videos


6. Strumenti di lavoro e svago aggiuntivi

Durante la produzione di un pezzo o anche solo come passatempo o studio per musicisti, Ubuntu vi mette a disposizione una serie lunghissima di strumenti di lavoro di ogni genere. Vediamone alcuni:

6.1 – Accordatore

Se vi capita di dover accordare uno strumento, c’è solo l’imbarazzo della scelta: fmit, gtkguitune (non compatibile con Jack), gxtuner, lingot… Provateli e, se vi va, ditemi qual è il migliore secondo voi.
C’è anche un altro accordatore, se avete un telefonino Android: Guitar Tuna

6.2 – Karaoke

Un bel programma per il karaoke? il migliore è per Windows, è gratis, si chiama “Van Basco” e va benissimo anche su Linux, con Wine.
Scaricate Van Basco da qua:
http://www.vanbasco.com/download.html
Una volta installato, lanciate Jack e QSynth, lanciate vanBasco, cliccate col destro su una parte libera della finestra del player, e scegliete “impostazioni”. Al posto di “MIDI-MAPPER” mettete Synth input port e premete OK.

6.3 – Utilizzo contemporaneo di più schede sonore

Se avete più di una scheda sonora e volete usarle contemporaneamente, Jack vi permette di farlo. Devono essere due schede diverse. Vediamo come.
Per spiegarvi come fare, vi presenterò un esempio pratico. È relativo a una mia vecchia configurazione di anni fa, quindi non seguitelo alla lettera, ma adattatelo alla vostra configurazione.
Allora usavo una SoundBlaster Live!, avevo disabilitato la scheda HD Intel interna del PC, ma poi andai nel Bios e la riattivaui, per vedere se le due schede potevano lavorare assieme…
Questa guida funziona solo se avete due schede con due ingressi: se avete una scheda con più ingressi questa guida vi attiverà solo due di essi. È utile quindi se avete due schede non molto professionali e volete usarle entrambe.
Occorre dire al sistema quale scheda sonora usare normalmente: è infatti probabile che aggiungendo una scheda sonora all’improvviso le impostazioni generali dell’audio del vostro Ubuntu possano cambiare. Quindi:
– Sistema → Preferenze → Audio → Ingresso, e selezionate la scheda giusta.
– poi cliccate su “Uscita” e fate lo stesso. Chiudete pure.
Prima di tutto dobbiamo aprire Jack Control e selezioniamo la scheda principale:
– Setup → Settings
– A destra di “Interface” premete il tastino “>”
– Selezionate la scheda principale e premete OK
– Ricordatevi bene le impostazioni! Dovrete rimetterle uguali se successivamente le cambierete per la seconda scheda.
Vediamo il mio esempio:

Jack

Nel mio caso, vedete, ho tre schede: HDA Intel che è la scheda sonora integrata alla scheda madre (quella che voglio aggiungere), SB Live! 5.1 che è la mia solita scheda che uso sempre, e una terza scheda “HDA Nvidia” che non è altro se non l’uscita audio della scheda video HDMI (questa uscita non è utilizzabile con Jack, fate finta che non esista).
Ora avviate Jack premendo “Avvia” e controllate che funzioni.
Configuriamo ora la seconda scheda.
Stoppate Jack, ritornate nei settings e scegliete la seconda scheda:

Jack

In questo esempio, come vedete, ho selezionato HDA Intel, cioè la scheda sonora integrata.
Ora, premete OK e fate partire Jack. Se non parte tornate nei settings e modificate i vari parametri finché Jack non partirà.
Se modificate i parametri, mi raccomando accertatevi di esservi segnati i parametri che facevano funzionare la scheda principale!
Quando finalmente Jack funzionerà, stoppatelo, premete “Messages” e scorrete in alto fino a raggiungere la stringa di configurazione:

Jack

A questo punto dovete segnarvi da qualche parte tutti i parametri che vengono dopo “/usr/bin/jackd”. Nel mio caso, la stringa da segnare è:
-v -m -dalsa -dhw:0 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M
Ora abbiamo quasi finito ma prima dobbiamo far partire Jack normalmente.
Torniamo nei settings e rimettiamo tutto com’era prima: sotto “Interface” scegliamo la scheda principale, e rimettiamo tutti i parametri che la facevano funzionare. Premiamo OK e quindi Start.
Premiamo anche “Connect”, così vedremo i vari collegamenti quando lanceremo Jack anche per l’altra scheda.
A questo punto attiviamo la seconda scheda.
Apriamo il terminale e scriviamo:
jack_load -i "PARAMETRI" seasound audioadapter
Per PARAMETRI intendo la stringa che ci eravamo segnati prima, quindi nel mio caso sarà:
jack_load -i "v -m -dalsa -dhw:0 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M" seasound audioadapter
Salvate in un file di testo il comando, che darete ogni volta che vorrete lanciare la seconda scheda.
Nella finestra Connect ora vedremo una cosa del genere:

Jack

seasound” è la nostra scheda aggiuntiva.
Nel mio esempio, “seasound” non ha gli ingressi “monitor” semplicemente perché non li supporta. In genere li disattivo anche nella scheda principale (vedi il capitolo 6 sulla configurazione di Jack) ma qui vi ho solo messo un esempio per far vedere che si tratta proprio di due schede diverse.
Dovete tenere presente che purtroppo Jack spesso assegna le schede a casaccio e che quindi ogni volta che riavviate il computer dovete scegliere di nuovo prima la scheda principale e poi la scheda secondaria, in questo modo:
– Aprite QJackCtl, Impostazioni → Parametri → Interfaccia
– Segnatevi in mente a quale numero “hw:” corrisponde la scheda secondaria. Per esempio: 1
– Selezionate la scheda principale, premete OK e lanciate Jack premendo su Start
– Aprite la riga di comando e scrivete quello che avete scritto l’ultima volta per far partire la scheda secondaria, ma cambiando eventualmente il parametro hw:
Per esempio, nel mio caso, se la scheda secondaria HDA Intel un bel giorno è assegnata a hw:1, invece di:
jack_load -i "v -m -dalsa -dhw:0 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M" seasound audioadapter
Dovrò scrivere:
jack_load -i "v -m -dalsa -dhw:1 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M" seasound audioadapter


Guida creata il 20 settembre 2007
Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2021
Licenza: © 2007 Stefano Droghetti, Creative Commons BY-NC-SA

70 Risposte a “Produzione musicale con Linux”

    1. Sì, tranne qualche piccolo dettaglio: non l’ho testata su Ubuntu / Unity e quindi qualche programma potrebbe differire graficamente o fare le bizze con le QT, e poi ci sono delle piccole cose nel codice come “xubuntu-restricted-extras” che è solo per Xubuntu, o l’uso di mousepad che l’editor di testi di Xubuntu mentre quello di Ubuntu è gedit, eccetera.

  1. Ciao, funziona anche sulla 17.04?
    In ogni caso mi consigli Xubuntu? L’ambiente grafico XFCE non mi entusiasma…

  2. Grazie della guida! Assai lunga, ma io sono abituato a Windows e lì l’audio è come avere la “pappa pronta”.
    Ho soltanto un problemino: apro Ardour, seleziono come driver audio jack. Poi apro Hydrogen e Rosegarden. Se premo play su Hydrogen, Rosegarden o Qjackctl questi partono insieme, sono sincronizzati ma Ardour non parte, mentre se premo play su Ardour nè Hydrogen, nè Rosegarden nè Qjackctl partono?

    Grazie in anticipo

    1. Da Ardour 4 in poi è sufficiente premere sul tasto del trasporto, per dire a Jack di seguire il trasporto di Jack e non quello interno di Ardour stesso.
      È un tasto in alto, a destra dei normali comandi di play e stop, sopra in genere c’è scritto “Internal” ma se lo premi diventa verde e c’è scritto “Jack”. Da quel momento premendo il play di Ardour partiranno anche le altre applicazioni (e viceversa).
      C’è da dire che Ardour fa un po’ tutto da solo quindi non lo uso più molto in accoppiata con Rosegarden. E in genere Hydrogen lo compongo tutto da solo (ci suono solo sopra la chitarra dal vivo, lo uso proprio solo come drum machine grezza) poi lo esporto come traccia audio e la importo in Ardour, ma se ci vuoi lavorare in diretta ho appena provato e con il tasto del trasporto va.

  3. Salve, vorrei fare una domanda, uso un pc con una derivata, Lubuntu, avevo già installato diversi programmi (lmms, Hydrogen, Ardour e audacity), ora vorrei installare gli altri. Nell’elenco dei programmi da installare con apt-get ho notato che in riferimento al kernel low latency indica xubuntu, lascio tutto com’è nel copiare le istruzioni, anche avendo lubuntu?
    Grazie in anticipo

    1. No, non c’è riferimento a xubuntu. I pacchetti per il kernel lowlatency sono:
      linux-headers-lowlatency
      linux-lowlatency

      DOPO c’è anche scritto un altro pacchetto:
      xubuntu-restricted-extras

      che è un pacchetto per installare cose proprietarie come i font di Windows, Flash, eccetera.
      Nel tuo caso quindi al posto di questo, scriverai
      lubuntu-restricted-extras

    1. Scusami Stefano vedo ora il commento a riguardo. Provo tutto su ubuntu 16-04 lts. tanto sono un neofita. più avanti vediamo. Grazie infinite e scusami

    2. Ubuntu 16 usa ancora Unity, che verrà dismesso a presto. Molte delle dritte di questa guida si riferiscoono a Xubuntu ma comunque con un po’ di aggiustamenti può andare anche per Ubuntu.

      1. Caro Stefano ho installato l interfaccia Xubuntu e lho provata. ho trovato il comando da usare per passare alla distro xubuntu ma come passaggio dalla 12.04.
        su 16.04 lts andava tutto bene riesco a registrare senza ritardo dalla scheda e suonare una novation tramite rosegarden.
        però non mi vanno nè bristol nè l’amato rakarrack che invece girava sulla 14.06 con la quale avevo iniziato a seguirti.
        sulla 16.04 rakarrack non compare in softaware center nè me lo ha installato il tuo mega comando per installare i software. così ho scricato il pacchetto e provato a compilare. dopo aver installato varie librerie dal repository ufficiale ubuntu packages terze parti riesco finalmente a fare andare a buon fine ./configure. ma ora quando faccio make mi dà errori relativi a un file di fltk. questioni di scheda video. io non so corrreeggere errori di compilazione nei file.
        mi sono detto mica con la distro xubuntu questo problema potrebbe scomparire. in caso affermativo mi prendo il rischio e il lavoro di passarci altrimenti userei solo l ‘interfaccia grafica…..grazie mille per la pazienza e l’aiuto se potrai darmelo. fare musica su ubuntu è bellissimo!
        Mattia

        1. Uhm… sulla 16.04 Rakarrack è nei repository.
          sudo apt-get install rakarrack
          Forse hai qualche problema di sistema, a questo punto. Installa da zero e segui la guida, vedrai che funzionerà tutto.

  4. La faccio breve: questo tutorial è una figata siderale.
    Utilizzo Ubuntu Studio ed il software libero da anni per registrare musica, quindi molte di queste cose le conoscevo già; ma devo dire che — oltre ad aver trovato finalmente qualcuno che si è preso la briga di mettere tutto insieme in un unico tutorial in italiano — ci sono dentro tanti dettagli che a me erano sfuggiti; oppure ci sono approcci diversi per risolvere problemi simili.
    Grazie mille, Stefano. Hai fatto un lavoro eccellente!

  5. Ciao, prima di tutto complimenti, credo che questa guida sia la pietra miliare della documentazione in italiano su come far musica su Linux! Come da te suggerito scrivo qui: premesso che Ardour è validissimo, cosa ne pensi di Qtractor? Ti piace? Venendo io dalla produzione Windows e Mac l’ho trovato più simile ai software che utilizzavo fino a poco fa (Acid e Logic). Vedi qualche controindicazione per cui sia meglio dedicarsi subito a studiare bene Ardour?
    Altra cosa, Jack è fantastico e mi piace la connessione tra i vari software, però essendo abituato a comporre il midi e registrare l’audio con la stessa DAW (per avere tutto insieme), non capisco molto qual è il metodo migliore per usare Hydrogen… Comporre una traccia di batteria ed esportarla come audio (o a piccoli loop) va benissimo, ma a quanto ho capito c’è chi lo usa insieme alla DAW e non capisco come.. lo si può usare come “sorgente” di ingresso per una traccia midi e quindi mettendolo in play mentre si registra lui scrive gli eventi midi nella traccia di Ardour? (ad es.) Però poi la stessa traccia dovrebbe essere indirizzata a sua volta su Hydrogen per usarne i campioni. Si lascia questo tipo di connessione fino al mixdown quando il midi diventerà audio? Vorrei capirlo meglio perchè mi pare un’ottima drum machine e anche i campioni non sono male, ma mentre componi e cambi la struttura di un brano è un po’ scomodo dover ogni volta esportare la traccia audio per importarla nel sw multitraccia… Spero di essermi spiegato… Grazie ancora!
    Manu

    1. Ciao! Mai provato Qtractor, non ti saprei dire. È una domanda da fare sul Forum di Ubuntu, secondo me.
      Per quanto riguarda Hydrogen: lo usi *insieme* ad Ardour. Quando premi Play su Ardour, va in play anche Hydrogen. Sono due programmi diversi, ma grazie a Jack, è come avere tutto nella stessa DAW. Solo alla fine, quando devi fare il mix finale, registri la traccia di Hydrogen (la esporti in wav) e la importi in Ardour.

      1. Ciao, innanzitutto grazie della risposta. Quindi se ho capito bene il sincronismo possibile grazie a Jack, tra Ardour e Hydrogen, ti evita di “importare” Hydrogen come plugin in una traccia midi di Ardour. Quello che vorrei capire però è questo: è possibile usarlo anche come plugin in una traccia dentro Ardour? Perchè questo sistema, se posso permettermi, presenta a mio avviso un paio di scomodità, a parte il fatto di dover ri-esportare diverse volte il WAV da Hydrogen se quello che pensi sia il mix finale.. subisce diverse modifiche.. ma al di là di ciò, se faccio una modifica alla lunghezza del brano e delle varie parti di una canzone in Ardour poi lo devo riportare anche su Hydrogen (dovrei farlo anche in una traccia midi, però sarebbe tutto insieme dentro alla stessa finestra). Anche riguardo i settaggi dei volumi, librerie di suoni, e tutto ciò che riguarda la batteria, se ho capito bene devi salvarti una sessione di Hydrogen per ogni canzone, (oltre al progetto di Ardour). Per carità non sono questi i problemi però stavo cercando di capire se in qualche modo Hydrogen potesse lavorare come “strumento virtuale” direttamente abbinato ad una traccia midi *dentro* Ardour. Mi pare di capire di no quindi?
        Tu quindi personalmente per le batterie virtuali usi questo metodo? Hydrogen mi sembra un ottimo strumento, non voglio affatto sminuirlo. Ne usi altri, magari sulle tracce midi direttamente?
        Grazie ancora, ciao.
        Manu

        1. Uhm, no, nessun plugin. Semplicemente, premi play su Ardour, e vedi il programma Hydrogen, aperto in un’altra finestra, che va in play anche lui. E così puoi fare con tutti i programmi.
          Non hai più un computer su cui fai girare una DAW. Il tuo stesso computer, con Jack, diventa un’intera DAW. In cui tutti i software vanno in giro belli sincronizzati, e attacchi e stacchi quel che ti pare. Come una grande patch bay in un vero studio di registrazione.
          Sì, ti salvi una sessione di Hydrogen per ogni canzone, certo. Su Ubuntu Studio (o era su KXStudio? Non ricordo) ci sono anche degli strumenti per salvare tutto in una volta, compresi effetti esterni, suoni esterni non inseribili come plugin, interi software che fai andare in sincrono, eccetera.
          Come batteria ho sempre usato solo Hydrogen, e talvolta anche la traccia MIDI diretta verso un rack della Korg, o ho chiamato un batterista 🙂
          Alla fine comunque salvo sia lo stato di Hydrogen, sia il MIDI file generabile da Hydrogen, sia la traccia audio. Tutto fa brodo 🙂

  6. Ciao a tutti, dalle prime domande che ho postato ho fatto progressi nella produzione audio 🙂
    Ho questo intoppo però.. non capisco bene come interfacciarmi alle mie schede firewire!
    Nelle prime prove che ho fatto infatti utilizzavo una scheda USB (di ripiego, che non è il mio hardware abituale.)
    Solitamente invece utilizzo dispositivi firewire. Ho verificato e sono entrambi presenti tra quelli supportati.
    La distro che sto utilizzando è Kubuntu 18.4 (ne ho provate varie e questa mi è sembrata quella più adatta a me).
    Ho cercato qua e là sul web su vari forum (anche in english) ma non sono riuscito a trovare una procedura chiara sulla configurazione di Jack.
    Qualcuno riuscirebbe a spiegarmi come fare? O indirizzarmi verso procedure già documentate…
    Altra cosa, ho notato che il gestore software di Kubuntu non mi trova FFADO (che immagino sia fondamentale se voglio utilizzare schede firewire), nemmeno dopo avere abilitato i repository di KX Studio.. Ho dovuto cercarlo con il gestore pacchetti. E non mi trova nemmeno altri software (ad esempio Carla). Con Linux Mint (che ho abbandonato in favore di Kubuntu) ricordo che il gestore software trovava ed installava tutto ciò. Sto sbagliando qualcosa?
    Grazie mille in anticipo.

    1. A occhio e croce sembrerebbe che la tua scheda, semplicemente, non sia compatibile con Linux…
      Ma non ho mai avuto schede firewire quindi d’esperienza non ti posso essere utile. Hai già provato ad aprire un thread nella sezione “Multimedia” del forum di Ubuntu?

      1. Ciao e grazie, sì ho già postato la richiesta nel forum di Ubuntu (nella sezione Driver e periferiche in realtà) ma mi è stato risposto di provare a consultare te 🙂
        Le schede stando a quanto è riportato su questa pagina sono supportate:
        http://ffado.org/?q=devicesupport/list
        Si tratta di Art Tubefire 8 e Phonic Helix Board 24 FireWire MKII
        Esiste secondo te da qualche parte una guida che mostra tutti i parametri da impostare in JACK? Mi chiedo chi utilizza queste schede come ha fatto a farle funzionare…
        grazie, buona giornata

  7. Due domandine:
    1) Come funziona la questione se la tastiera Midi è collegata via USB? La posso connettere tramite Jack?
    2) Se ho una scheda che supporta l’HW monitoring, devo collegare i due canali system in Jack? Non sentirei un doppione dell’audio?

    1. 1) Le interfacce MIDI to USB sono viste come normalissime interfacce MIDI. Come se fossero attaccate alla presa “joystick” della scheda sonora. Quindi se fai partire Rosegarden negli ingressi e nelle uscite trovi le tue normalissime MIDI IN e MIDI OUT. Se poi fai partire Jack sulla scheda sonora, troverai nei collegamenti anche i vari MIDI.
      2) Li puoi collegare, sì, e avresti appunto un doppione dell’audio. Le schede sonore con HW Monitoring hanno la possibilità di ascoltare l’HW Monitoring in cuffia e l’uscita principale nelle casse. E molte hanno un potenziometro per regolare separatamente le due uscite. Così con Jack gli puoi dire di ascoltare gli strumenti registrati sul main e l’ingresso del microfono solo sul monitor. Per esempio.

    1. Buongiorno, come c’è scritto nella guida ti pregherei, per domande tecniche, di chiedere direttamente sul forum di Ubuntu, così ne discutiamo tutti assieme con la comunità. Apri un thread nella sezione multimedia e segnalami poi il link, per favore. Grazie e a rileggerti.

  8. Ciao Stefano. Ho fatto molti passi avanti, ormai riesco a fare su Linux tutto ciò che facevo con Mac o Windows… Non riesco a capire questa cosa: ho visto che se aggiungo i repository di KXStudio ho già disponibili una serie di pacchetti con quasi tutti i software e plugin esistenti per la produzione audio e sempre aggiornati all’ultima versione. Mi sono detto, “benissimo”. In realtà sto cambiando idea, a causa di crash di alcuni plugin . Mi sembra di capire che a volte la combinazione delle ultime release di un plugin e un host può non funzionare bene o non essere ancora stabile. In effetti, in nessuna delle distro (tranne KXStudio e AVLinux) sembrano essere inclusi questi repository. Nemmeno in Ubuntu Studio, che al momento è la mia preferita.
    Credo allora che vorrei ripulire tutto, ripartire da capo aggiungendo solo i pacchetti di ciò che credo di usare, e non da quei repository. Ma la mia impressione è che alcune cose siano disponibili solo se aggiungo i repository di cui sopra.. ad esempio i plugin ArtyFX che mi piacciono oppure un software che si chiama LuPPP. Cercando sul web per ArtyFX mi rimanda ancora al repository KXStudio.. Allora mi chiedo, sono vincolato ad installare quel repository? O trovo comunque in qualche altro modo versioni considerate stabili? C’è un repository ufficiale per ciascuna applicazione da cui attingere, anzichè dal calderone di KXStudio, dove mi sembra che non sempre le versioni rilasciate siano testate benissimo? Ad esempio, avevo trovato una pagina dove per Qtractor elencava la versione stabile distribuita nelle varie distro di Linux..
    Altra cosa, provando varie distro mi piace molto anche Debian. Per la produzione Audio/video ti viene in mente qualche motivo per cui non usare Debian?
    Grazie mille, ciao

    1. Ciao! Sì, non ho inserito KXStudio nella guida per due motivi:
      1) ti fa diventare il PC tutto completamente e assolutamente solo per la musica. Tende a mettere rtantisisme cose che poi in qualche caso limitano le funzionalità di tutto il resto del sistema. Meglio quindi seguire le istruzioni del sito di KXStudio e tenersi in una partizione apposta un sistema KXstudio *tutto* solo per la musica.
      2) Molti pacchetti non vanno poi così bene. Molti crashano. Certo, ha anche dei bei vantaggi, tipo una versione funzionante e aggiornata di MusE (quella su Ubuntu 18.04 non va… anche compilando la 3.x) ma insomma, sono esigenze proprio di chi fa solo musica col PC.

      Non ho mai provato su Debian.

      1. Alla fine per poter installare alcuni pacchetti (LuPPP e gli effetti ArtyFX, Infamous ed altri) ho deciso di collegare i repository KXStudio e poi una volta acquisiti i pacchetti li ho scollegati. Ho cercato a lungo ma non sono riuscito a trovare altri repo meno “invasivi” che puntassero agli stessi pacchetti.
        Buono a sapersi per MusE, mi piacerebbe provarlo ma anche da me andava in crash già in fase di avvio..

      2. io utilizzo debian con xfce e funziona bene tutto, chiaramente si devono fare gli opportuni aggiustamenti in fase di installazione…grande guida, la seguo da anni!

  9. Ciao, questo te lo potrei scrivere in privato lo so, ma ho piacere di scriverlo in pubblico, non sgridarmi quindi per “uso improprio del forum” 😀
    Ti volevo ringraziare per tutti i consigli le dritte e soprattutto la disponibilità. Fino a qualche mese fa non credevo fosse possibile in poco tempo approntare su Linux ciò che finora facevo su Mac. Non sono mai stato un sostenitore per partito preso della Apple, anzi, tutt’altro, facevo fatica a digerire la politica chiusa che ben conosciamo. Ma tra attività musicali mie e registrazioni e mixaggi che facevo per altri, avevo bisogno di qualcosa che funzionasse per certo e in qualunque momento. Tentativi su Linux ne avevo già fatti in passato (anche installando Ubuntu sullo stesso macbook) ma non avevo concluso nulla di utile. Mancava il tempo e di conseguenza la pazienza di dedicarsi ad imparare. Da qualche mese mi sono imposto un cambiamento e la tua guida mi ha aiutato a mettere ordine e insegnato molte cose. Inizialmente ho smanettato parecchio, ora ho capito quali strumenti utilizzare e mi concentrerò ad esplorarne bene le possibilità.
    Mi piacerebbe dare a mia volta un contributo (ad esempio potrei tradurre in italiano il manuale di Qtractor).
    Ho visto che sei di Ferrara, siamo piuttosto vicini, se capiterà ti offro una birra!

  10. Per colpa di quel Rio che ti ha scritto a maggio, sono anni che lo imito utilizzando Ubuntu e mi ha diretto tra le tue braccia.
    Sono un pessimo utente e un buon discepolo, diciamo.
    Il motivo per cui sono tornato tra le suddette braccia (Ubuntu 16, scheda audiophile, jack cammina senza troppi intoppi, insieme a Hydrogen e RG) è che un *altro amico (Da windows) ha prodotto delle tracce di basso che dovrei *guardare*, non solo ascoltare. Non mi chiedere come o soprattutto perché, ma sono file .drm, che dovrebbero essere per la batteria. Solo che suonano il basso. Solo il diavolo sa perché non abbia usato un editor midi normale, credo che drm sia una specie di plugin per Cubase.

    Libero di non credermi, non trovo il modo di “sentirle” sul mio sistema! E la dicitura “drm” su google non aiuta, riferendosi tutti i risultati al sistema antipirateria.

    I complimenti per il tutorial, sempre chiaro e completo, non sono mai abbastanza.
    Max

    1. Sono dei Drum Map specifici di Cubase. Dicono a Cubase su quale nota è il rullante, su quale nota è il charleston, eccetera. Non ho idea del perché il tuo amico li usi per il basso né come convertirli per un altro software. Non è un problema di Linux perché il problema è identico anche all’interno della stessa piattaforma: se tu usassi Pro Logic o Reaper e il tuo amico Cubase, sempre su Windows, o su Mac, avresti lo stesso problema. In generale, se una persona acquista o ruba un software da migliaia di Euro, come minimo non dovrebbe pretendere di collaborare con altri obbligandoli ad acquistare o rubare lo stesso software. Prima si decide che software usare, poi si collabora 🙂
      P.S.: Ardour gira anche su Windows e Mac.

  11. “Il pacchetto ll-scope non ha versioni disponibili, ma è nominato da un altro
    pacchetto. Questo potrebbe indicare che il pacchetto è mancante, obsoleto
    oppure è disponibile solo all’interno di un’altra sorgente”
    Riesci a dirmi il perché?
    Ho abilitato tutte le sorgenti che mostri nell’altra guida. Sono da ubuntu mate 18.10

  12. Buongiorno, ho un prolema su Ardour5,
    se avio una sessione mettendo come sistema audio jack, mi dice che non può aprire la sessione.
    Se provo ad aprire Ardour5 in alsa e poi nelle preferenze settare la sincronizzazione tramite jack.. semplicememente non trovo la voce jack.
    Uso Ubuntu 18.04

    Grazie mille

    1. Buongiorno,
      come scritto nella guida, per domande tecniche vi pregherei di aprire un thread sul forum di Ubuntu nella sezione “Multimedia”, così ne parliamo tutti assieme come nella filosofia del software libero. Magari si può poi segnalare qui il link al thread così me ne accorgo prima. Grazie.

  13. Ciao Stefano.
    volevo chiederti se sai questa cosa, essendo una curiosità piuttosto che una domanda mirata precisa ho pensato di farla qui anzichè sui forum di Ubuntu. Tu sai ogni quanto (e con quali criteri) vengono aggiornate le applicazioni (in questo caso musicali) sul repository predefinito di Ubuntu?
    Ti faccio un esempio: io uso Qtractor, che sui repo è ancora alla versione 0.8.5. Era alla 0.8.5 ancora con Ubuntu 18.04, nel frattempo Qtractor è andato avanti e sono uscite varie release (una decina) ed ora siamo alla 0.9.5. Se io installo i repo di KXStudio no problem, le applicazioni sono aggiornatissime (quasi sempre). Ma io non vorrei installarli perchè, come abbiamo già convenuto, il pc diventa *troppo* dedicato all’audio… come posso fare per capire quale repository devo installare nel gestore software o pacchetti perchè mi aggiorni sempre Qtractor? (ad esempio). Qui emerge la mia ignoranza nel compilare le cose su Linux perchè onestamente non lo so fare, e non ho voglia e tempo di perdermi tra dipendenze di librerie, e cose del genere…
    E di conseguenza mi piacerebbe capire, ogni quanto verrebbero aggiornati sul repo di Ubuntu le applicazioni? Ogni tot fanno un censimento di cosa è stabile?
    grazie. Ciao

  14. Ciao Stefano,
    grazie per questo articolo, veramente utile e ben fatto, mi è servito molto. Spero tu continuerai il blog, lo seguirò 🙂
    Vorrei farti una domanda. Visto che i progetti audio su linux possono coinvolgere varie applicazioni coordinate (e collegate) fra loro. Esiste, che tu sappia, un sistema per poterle gestire in un unico progetto? Per farla breve, vorrei poter salvare tutto in un file unico che all’apertura mi tiri su (e colleghi) tutto ciò di cui ho bisogno invece di dover aprire i singoli progetti ed eventualmente ricollegare (ardour, carla, jack keyb , etc.. )

    Grazie in anticipo se riesci a rispondermi,
    Ciao

  15. Ciao Stefano,
    come sempre la tua guida è un fondamento imprescindibile per chi vuole fare musica con Ubuntu.
    Io ho iniziato anni fa proprio grazie a te e ogni tanto ritorno per vedere se ci sono novità.
    Al momento sto usando ubuntu studio 18.04 e funziona alla grande.
    Il problema è che me lo devo contendere col mio figlio trapper …
    Mi è venuta l’idea di preparargli un vecchio portatile con la mia vecchia scheda Alesis io2.
    Cosa posso installarci? E’ un toshiba di una decina d’anni fa con 1 GB di RAM su cui c’è installata una vecchia versione di Xubuntu. Purtroppo non mi ricordo la versione del SO e neanche la CPU.

  16. Ciao Stefano,
    ogni tanto torno su questa pagina per verificare se ci sono aggiornamenti e consigli nuovi 🙂
    ti volevo chiedere se mi puoi consigliare, nella marea di tutorial che ci sono su youtube, qualcosa per iniziare ad utilizzare Ardour, se hai notato qualcosa che ritieni più efficace degli altri.
    tipicamente utilizzo Qtractor ma vorrei cominciare ad utilizzare anche Ardour, solo che ad un primo approccio mi sono un po’ perso (ha davvero infinitemila funzioni…)
    Grazie, ciao
    Manu

  17. Ciao Senbee, ci siamo conosciuti anni fa e abbiamo registrato in collaborazione il tuo brano “Point of View”… Come sempre guida stra completa e stupenda…
    Purtroppo non riesco a risolvere un problema con i VST (io uso Ubuntu Mate 18.04.3 LTS): dopo aver installato un nuovo VST (p.e., scaricato da http://samcycle.blogspot.com/), quando Carla cerca il nuovo plugin e arriva alla cartella “/usr/local/lib/vst/linvst.so”, mi si apre una prima schermata con il messaggio “LinVst Error: dll file not found: linvst.dll”, subito dopo il messaggio diventa: “lin-vst-server/vst not found or LinVst version mismatch”.
    Purtroppo a fine procedura il plugin non viene caricato… Ho cercato sul web ma non c’ho capito nulla…

    Ho ripetuto i vari passaggi della guida un paio di volte ma non riesco a risolvere…

  18. Ciao Stefano seguendo la tua guida e aggiornando il sistema operativo alla data di oggi 11 Ottobre 2019, il mouse e il suo puntatore si muovono lentamente rendendone l’utilizzo pressoché impossibile. Potrebbe essere, secondo te, un bug nel kernel a bassa latenza?

    1. Non credo, comunque per controllare basta che tieni premuto Shift durante l’avvio, vai su “Opzioni avanzate di Ubuntu” e scegli di partire con il kernel generic. Se così funziona bene tutto, allora è colpa del kernel a bassa latenza, e basta disinstallarlo.

    1. Per esperienza personale, posso dire che finora non ho ancora trovato alcun mixer USB che non sia perfettamente compatibile con Linux. Non posso però mettere la mano sul fuoco su quello specifico mixer, dacché non ho un negozio di strumenti musicali e quindi non posso provare 🙂

  19. Ciao, complimenti per la guida molto bella e dettagliata! La sto seguendo per impostare la mia distribuzione alla musica. E’ andato tutto bene fino a che non si è trattato di configurare Ardour con Jack…Ho scritto il problema su Fotum Ubuntu-it e questo è il link: https://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?f=73&t=638818
    Se per caso hai qualche consiglio per superare il problema, te ne sarei grato! 🙂
    Ciao

  20. Ciao Stefano e complimentissimi davvero per la guida! È sempre un “pilastro portante” quando si tratta di configurare l’ambiente unix per produzione musicale.
    Mi sono bloccato su un problema sorto nel collegare la mia scheda audio al mio sistema di produzione audio su linux (S.O. : AVLinux), spero tu riesca a darmi una mano…

    Avevo comprato una scheda audio assicurandomi che fosse compatible con Linux (la scheda è una M-audio M-Track Plus MKII) e effettivamente quando la collego, Linux e Jack la riconoscono senza problemi.
    Procedo quindi a configurare Jack come spiega la tua guida ma, una volta fatto partire Jack, non riesco a sentire l’audio proveniente dalla chitarra in ingresso nella scheda, nonostante abbia collegato il capture 1 (l’ingresso della scheda) ai playback 1 e 2 sotto “system” nella scheda delle uscite su QjackCtl. L’unico modo per sentirmi è specificare nelle impostazioni del QjackCtl di usare come Output Device “HDA Intel MID” che penso proprio sia la mia scheda audio integrata. In questo modo se connetto il capture 1 ai playback di uscita sento la chitarra e, nel caso li metta, anche gli effetti (es. guitarix). In questo caso però, anche con valori non bassissimi di frames/period tipo 512/1024, ho davvero molti xrun… Probabilmente dovuti al fatto che il dispositivo di uscita è una scheda audio integrata e quindi performa male.

    Ho notato che la mia scheda audio ha anche delle uscite “main” da collegare a dei monitor e ho quindi pensato di togliere la scheda audio integrata dal paramentro Output Device di QjackCtl (impostando “default” al suo posto) e di usare quelle per sentire il suono in uscita, ovviamente collegando il capture 1 ai playback 1 e 2 in uscita, come sempre. Una volta provato, però, ho visto che il suono di quelle uscite sembra provenire direttamente dal segnale in ingresso alla scheda, senza passare prima dall’elaborazione del PC. In questo caso, quindi, non sento nessun effetto applicato alla chitarra da PC (es. guitarix).
    Hai qualche idea su come io possa risolvere? Forse mi sono perso qualcosa?

    Grazie mille per l’attenzione e ancora complimenti per la guida!

    1. Purtroppo non posso provare la tua scheda in quanto non la posseggo, e oltretutto non ho mai provato AVLinux. Prova a vedere se su una live di Ubuntu (dopo aver installato qjackctl) si sente qualcosa. Non so neanche se la scheda ha qualche impostazioni in alsamixer o è tutto “a manopola”. E non so se le opzioni di monitoring e comunque quelle per cambiare il flusso interno dell’audio si facciano da pulsante o da applicazioni (magari solo per Windows).
      Che io sappia, a guardare un po’ in rete, quella scheda con Jack a chi ha Ubuntu non dà problemi.

      L’importante è comunque che quando selezioni la scheda come principale al posto di “default” su Jack, Jack parta e non dia xrun. Se così va, la parte software è quasi risolta.

      Ti conviene comunque porre il quesito su un forum, dato che un dialogo fra te e me non ha molto senso secondo me se parliamo di condivisione della conoscenza in ambito software libero 🙂

  21. Complimenti per la guida!
    Ho un problema però…
    La guida è stata da me presa come spunto per installare il software musicale su KDE NEON ma mi accorgo che il demone jackd parte subito dopo il login e silenzia la parte finale del suono di avvio….
    La mia scheda audio è una Focusrite Scarlett2i2 e ho spento sia la scheda audio integrata che quella della scheda video.
    C’è da sistemare qualche impostazione in QJackCtl affinché il demone jackd parta quando lo decido io o non ci posso far niente?
    Grazie

    1. Buongiorno Marco: strano che ti accada, non sapevo che certe impostazioni potessero dipendere dalla distribuzione. Stai usando Kubuntu 20.04? Apri una discussione sul forum di Ubuntu per favore, così ti possono dare una mano anche gli utenti di KDE, poi scrivimi il link al thread creato. Grazie.

  22. grazie. anche una scimmia informatica come me è riuscita a collegare setBfree alla tastiera MIDI..e funziona ! ( ubuntu 0.18 )
    significa che hai la capacità di spiegare, non è poco. complimenti

    1. Grazie a te per i complimenti!
      Non uso più Xubuntu per una serie di motivi: è sempre meno sviluppato e nella 20.04 praticamente non è cambiato nulla, vecchi bug non risolti come il thumbnailer che in certe situazioni manda tutto in palla, eccetera; Gnome 3 ha subito uno sviluppo enorme ed ora è ampiamente personalizzabile, più completo e molto più bello; Gnome 3 prende pochissima memoria in più di XFCE, meno di 100MB, quindi non ha più senso usare XFCE per snellire; meglio usare Ubuntu “vero” invece delle derivate se si fanno guide pubbliche… E tanti altri motivi.

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